Pubblicità

EDITORIALE

Il Polesine e i suoi borghi

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 35 2007 pp. 3–7

Il Polesine come la Toscana, terra di borgate ricche di fascino ambientale, di perle d’arte e di storia? Il paragone può sembrare azzardato, ma è indubbio che la polesana terra dei fiumi, meno compromessa di altre zone d’Italia dalle devastanti colate di cemento, può accreditarsi come area idonea per un turismo che ami gli aspetti naturali ancora ricchi di fascino (eccessivo utilizzare il termine “incontaminati” riservato ormai a pochissime aree remote del pianeta) e voglia vivere la suggestione di giornate indenni dal caos metropolitano.

E’ infatti indubbio che nelle borgate, nei paesi e nelle piccole città che costituiscono il tessuto urbano della nostra provincia si può trovare una dimensione del vivere tuttora a misura d’uomo, apprezzabile agli occhi dei turisti più attenti. E non mancano nella nostra terra aspetti qualificanti sotto il profilo artistico ed architettonico. Aspetti nei cui confronti si è risvegliata, a quanto pare, l’attenzione anche di non pochi polesani interessati in numero crescente a conoscere più a fondo il proprio territorio.

Sempre più numerose sono infatti le iniziative di approfondimento, e via via più frequentate le occasioni di visitazione di luoghi caratteristici. Basta citare il successo oltre ogni aspettativa che ha avuto la recente proposta “Gli itinerari del sacro” di cui si parla a pag. 160 del presente numero. Altrettanto dicasi per le camminate domenicali (di sicuro interesse ad es. quella lungo “El stradon dei frati” a pag. 18). Così pure i progetti che nascono per iniziativa di gruppi di appassionati oppure promossi dalle istituzioni: vedasi a questo proposito l’immediato consenso registratosi per gli appuntamenti “I musei e la tradizione si incontrano a tavola” con cui la Provincia di Rovigo, Assessorato alla Cultura, ha colto l’obiettivo di promuovere contemporaneamente realtà museali e ricette della gastronomia tipica polesana.

E non a caso il Polesine, ancora in larga misura libero da grandi strutture industriali, è sempre più scelto come ambiente ideale per film che narrano storie legate al passato, come dimostra la recente permanenza a Taglio di Po del cast di “Sangue pazzo”, film che ha come regista Marco Tullio Giordana e come principale interprete Monica Bellucci. Una produzione che viene giustamente vista anche come utile promozione del territorio.

In questa direzione va pure il moltiplicarsi di iniziative legate al paesaggio rurale con l’apertura di nuove strutture agrituristiche, ma non mancano investimenti di ampio spessore, come la riqualificazione turistica di due villaggi turistici a Barricata e Rosolina Mare di cui si dà notizia in questo numero a pag. 146.

E che dire del recupero di strutture dimenticate, come il Mulino del Pizzon di Fratta Polesine (pag. 16)? E dell’impatto positivo esercitato dalle grandi mostre come quella dedicata a Mario Cavaglieri (pag. 86) o quella “Balkani” prossima all’avvio allestita presso il rinnovato Museo Archeologico di Adria?

Per il Polesine e i suoi borghi si moltiplicano dunque le occasioni di essere apprezzato e visitato, e cresce in molti residenti nella “terra dei grandi fiumi” la consapevolezza di vivere in un’area ricca di fascino che va valorizzata in modo idoneo.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Polesine e i suoi borghi”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-polesine-e-i-suoi-borghi/

Pubblicità