Nel maggio del 1924, il Corriere del Polesine¹ nella rubrica sportiva dedica ampio spazio ad una nuova iniziativa, la prima a livello regionale, organizzata ed ideata dalla Rhodigium sport: il primo circuito per automobili e motocicli del Polesine. Le gare sono previste venerdì 29 maggio (moto) e domenica 1 giugno (automobili).
L’iniziativa viene presentata come una grande manifestazione che torna a vantaggio di Rovigo e della provincia; una iniziativa che ha suscitato interesse anche a Ferrara e Padova, sottolineando che «è un risveglio di attività che dimostra come viva sia nella nostra città la passione verso lo sport e verso ogni manifestazione che miri ad un più ampio sviluppo, ad una maggiore intensità di vita».
Il fervore e l’idealità di questa impresa, presentata negli articoli giornalistici, si ricollega all’avanguardia culturale del Futurismo che, con la pubblicazione del Manifesto (Parigi, 1909), afferma il desiderio di staccarsi dalla tradizione passata ed esalta l’innovazione e la tecnologia che hanno nell’aereo e nell’automobile la loro massima espressione. Così Filippo Maria Marinetti, ideologo del Movimento scrive:
“Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita”.
Con questo spirito moderno si organizza dunque l’importante avvenimento. Le riunioni si tengono a Palazzo Venezze sede della Rhodigium sport e dell’Auto club. Viene nominato commissario generale della corsa il comm. ing. Giulio Zileri Dal Verme, coadiuvato da due commissari aggiunti Luigi Mantovani e Mario Santi. Si costituisce un Comitato esecutivo di cui sono presidenti il cav. Benvenuto Pelà e l’on. ing. Enzo Casalini e vicepresidenti il dott. ing. cav. uff. Jorik Gasparetto e Vincenzo Caniato.
Il tracciato del circuito è un quadrilatero con partenza da Rovigo Porta Po all’altezza del garage Mantovani per continuare verso la zona Spianata Borsea e poi curvare sul ponte di Borsea per proseguire sul rettilineo Pontecchio-Guarda fino alla curva Alberoni di Polesella e ritorno. Le iscrizioni sono aperte alle motociclette³ di cilindrata 350, 500, 1000 e alle auto⁴ di cilindrata 1100, 1500, 2000 e oltre 2000.
Emerge da subito che i costi organizzativi per la sistemazione delle strade ed i premi per i vincitori sono elevati e si lancia quindi una sottoscrizione pubblica in cerca di un appoggio finanziario. Il risultato dell’appello è positivo, tanto che in pochi giorni si arriva alla cifra di 30.000 lire. Questa somma viene usata per rendere il tracciato più sicuro e per i premi in denaro, targhe, coppe e medaglie per i migliori piazzamenti con le moto⁵ e le auto⁶. I trofei vengono esposti nella vetrina della Sartoria Zanini in piazza Vittorio Emanuele.
Gli organizzatori decidono anche la collocazione a Borsea Spianata, zona dell’arrivo, di un’ampia e robusta tribuna di m. 250 m. di lunghezza e m. 15m. di larghezza, coperta con telo e composta da due settori A e B divisi da un corridoio per il buffet e abbellita da bandiere tricolori. Il modello viene collocato nel negozio di Ferrato in piazza Vittorio Emanuele. Davanti alla Tribuna d’onore c’è un’ampia cabina di legno riservata ai cronometristi, ai giudici di corso; accanto è installato il quadro dei tempi; poco lontano il box per il rifornimento. Anche lungo il percorso vengono collocate altre tribune a carico dei comuni interessati dove i cittadini potranno assistere alla gara senza eccessiva spesa.
Fervono i preparativi
In prossimità della gara, i lavori organizzativi fervono e si affidano incarichi specifici a supporto del buon esito della manifestazione: cronometristi, incaricati della tabella tempi, ispettori del percorso, responsabili dei rifornimenti, un servizio di autolettiga con medico ed infermieri per trasporto infortunati e servizi di emergenza e la presenza di carabinieri e della milizia fascista. Si organizza anche un servizio pubblico di trasporto con vetture private (taxi) con cartello di riconoscimento interno che porta da piazza Vittorio Emanuele a Borsea zona Spianata a prezzi modici⁷.
L’evento ha molta risonanza sulla stampa. I giornalisti sottolineano la modernità di questa iniziativa, descrivendo le auto e le moto che balzano, sibilano, che volano sulla strada e vengono paragonate a mostri che passano mugghiando, nitrendo, piegandosi vicino ai pioppi, ai salici, ai pali telegrafici, alle case e attirando l’attenzione di donne, uomini con la zappa in spalla, cani, polli, bambini. Mettono in luce, inoltre, che la novità deve incuriosire ma non allarmare specialmente i lavoratori agricoli.
Nei giorni precedenti la partenza sono fissate le prove di allenamento per i partecipanti che esprimono sul circuito un giudizio positivo, sottolineando in particolare che «le strade sono magnifiche e di conseguenza si raggiungono velocità folli». In anteprima il percorso viene mostrato anche alle autorità e presentato alla stampa.
Si decide di intitolare il circuito “Trofeo Aldo Finzi”, sottosegretario all’Interno nel governo Mussolini, sotto commissario all’aeronautica e amante dello sport di velocità (auto e moto). Egli fino all’ultimo garantisce la sua presenza e forse anche la sua partecipazione alla gara. L’intervista ad Aldo Finzi, pubblicata sul Corriere a firma Il megafono del circuito, scuote tutta Rovigo e la provincia per queste parole del sottosegretario: «tu sai che lo sport occupa un posto considerevole nell’anima mia. Vorrò essere dei vostri per la bella gara», ed esprime il desiderio di partecipare come concorrente se la sua auto sarà pronta, oppure di presenziare per dare il via alla gara.
Nella speranza del suo arrivo alcune signore e signorine della Rovigo bene si misero all’opera per confezionare un vessillo da offrirgli, e che poteva essere usato come segnale di partenza. Ma, l’attesa per la partecipazione dell’ambito personaggio andò delusa, come si evince da una missiva resa pubblica qualche giorno dopo (31 maggio):
Caro Caracciolo Spero anzi conto di essere a Rovigo per la seconda gara polesana del motore. Sono felice di assistere alla rinascita sportiva della mia terra, rinascita che accompagna quella dell’anima e delle feconde opere. Nell’era della velocità il Polesine deve essere, e sarà alla pari con le regioni più evolute d’Italia. Se imprevedibili difficoltà mi impedissero di assistere alla bella gara, porti Lei il mio saluto e il mio plauso ai vincitori. Con la migliore cordialità e coi più sportivi saluti affezionato Aldo Finzi, pubblicato il 31 maggio 1924
Certamente la mancata presenza di Finzi fu determinata da un momento politico molto critico per il governo Mussolini. Proprio un giorno prima il discorso di Giacomo Matteotti, deputato di origine frattense e segretario del Partito socialista unitario, denunciava con coraggio alla Camera dei Deputati, l’illegalità, la violenza, il clima intimidatorio e antidemocratico in cui si erano svolte le elezione del 6 aprile di quell’anno accusando apertamente Mussolini, i fascisti e la sua Milizia. Un discorso documentato, quello del 30 maggio, in cui chiedeva l’annullamento delle elezioni e che gli costerà la vita il 10 giugno di quell’anno come estremo oppositore al fascismo.
Corridori al Via
Il clima politico romano non ha però immediate ripercussioni in Polesine e per la gara si rispetta il calendario programmato.
Una trentina di motociclisti sono sulla linea di partenza il 29 maggio e altrettanti automobilisti il 1 giugno. Si ricordano due polesani in particolare: il conte Giancarlo Labia, di Fratta Polesine «sportman appassionato» e Giuseppe Mantovani che parteciperà ad entrambe le gare.
Partecipano corridori famosi come Enzo Ferrari, Tazio Nuvolari e Antonio Masperi, vincitore della Coppa del Garda, Cesare Brambilla e Roberto Maliverni che erano vincitori nel circuito del Savio-Ravenna. Le qualità sportive di questi divoratori della strada sono descritte ed esaltate dalla stampa locale.
La regolarità della corsa viene garantita dalla direzione del delegato del moto club d’Italia cav. Filippi di Padova e del cronometrista ufficiale sig. Ottolini di Milano. I motociclisti faranno 10 giri per circa 200 km del circuito e gli automobilisti 15 giri per circa 350 km. Il pubblico si palesò numeroso: circa 15.000 persone soprattutto da Padova e Ferrara, in maggioranza maschile e per le gare motociclistiche.
I vincitori della gara motociclistica per la categoria 350 furono: 1° Enrico Caretti, 2° Arturo Forti, 3° Adamo Pelà, 4° Gastone Tese.
– Per la categoria 500: 1° Giuseppe Mantovani, 2° Giuseppe Merlo.
– Per la categoria1000: 1° Massimo Panarotto.
– Vincitore assoluto è il rodigino Giuseppe Mantovani (foto) che sulla sua Norton compie il giro più veloce a km orari 92.164 ma anche ottiene il primato della velocità media oraria di 88 km/h.
I vincitori della gara automobilistica:
– Categoria 1100: 1° Brambilla che compie anche il giro più veloce con media oraria di 89 km/h; 2° Peloso, 3° Caiselli, 4° Arcangeli;
– Categoria 1500: 1° Tazio Nuvolari che compie anche il giro più veloce alla velocità di 103 km orari; 2° Malinverni;
– Categoria 2000°: 1° Balestrero con km/h 92;
– Per la cilindrata oltre i 2000 il 1°è Enzo Ferrari su Alfa Romeo 6 cilindri, con una media oraria di 108 km. e che ha compito il giro più veloce di 112 km/h.
Il circuito del Polesine, che sembra rimanere un unicum nella storia sportiva polesana, è stato riconosciuto all’epoca tra i migliori d’Italia per la configurazione tecnica e la perfetta organizzazione delle gare ed «ha allargato l’anima in un anelito di bramosia panica per respirare tutto quel flusso di vita nuova, la bellezza viva, plastica quasi sfaccettata della modernità».
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Come citare questo articolo
M. Lodovica Mutterle. “Il primo circuito del Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-primo-circuito-del-polesine/