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POESIA

In coppe di margherite

Poesie di Marisa Monesi

di Marisa Monesi Buoso

Ventaglio Novanta n. 59 2019 pp. 132–133

FAVOLA D’AGOSTO

Sono nelle notti d’estate nascosta in un cappuccio di fata e muovo gli steli verdi con un sospiro di brezza. il bambino del lago canta con la voce delle onde beviamo insieme rugiada in coppe di margherite e il paggio di luna scende a ricoprirci di luce argento.

POESIA

E chissà quante volte avrai sentito la corda vibrare profonda, allora poesia sale al cuore mette luce agli occhi. La parola vola sul foglio si ferma qui per me. Non scappare, resta, fa che le poche lacrime salgano al sorriso dai speranza al dolore rivela la nascosta presenza.

COLORE DELL’ACQUA

Colore dell’acqua vorrei svegliarmi fra mille anni Colore delle foglie e riavere un’altra vita e se ti incontrerò Colore del cielo sì, tu mi prendi la mano che sia questa o un’altra e ritorno ad essere io Colore della mia terra.

CHIEDI ALLA VITA

Non chiedere niente al destino chiedi alla vita le sorprese del vicino passato il silenzio d’amore incondizionato la differenza tra te e i tuoi anni chiedi alla vita se hai bisogno di parlare con qualcuno che sia come te un ramoscello sul mare.

CON UN ALTRO SGUARDO

Con un altro sguardo vedo la strada veloce la mattina presto. Papaveri e iris gialli nei fossi pieni aironi e colombe nei campi bagnati di alberi e bruma. Nessuno c’è che non ascolti. Una rosa antica fiorisce in un angolo dimenticato.

IL CUORE DEL MONDO

Nessuno sa qual è il cuore del mondo eppure cerchiamo l’umanità in fondo agli occhi. E’ la notte del cuore che ci affligge ed ostacola con le sue paure e pazzie. Sai che non diremo a nessuno cos’abbiamo trovato in cerca del cuore, navigando in mari profondi e pianeti lontani, ma come una tazza rotta ed aggiustata, diventa più preziosa di una intatta, ciò che è nascosto resterà il più evidente, dove vincono tremanti e stillanti gesti di vita, là nel cuore dell’uomo.

DELTA DEL PO

Sabbie basse e canneti sul Delta del Po là dove il sole sorge e non tramonta, dove aironi e garzette bianchi pescano, dove mi porti sempre a respirare. Al Delta del Po, dove l’acqua salmastra confonde con la nebbia nuvole basse. Tu dimmi la parola che inventa le nostre più profonde immagini, dammi la linea di luce tra noi e il mare argento, se tu sei insieme a me ciò che siamo laggiù e niente di più che aperta solitudine.

AURORA (OPERA E PACE)

Dimmi la parola che torna a farmi sognare dammi il nutrimento del tuo cuore selvaggio, come la pianura dove sussurra la voce della nebbia, come un collage di parole scritte sul muro della mente, come un lattante che scalpita e scalcia, cerchiamo parole per il presente, opera e pace. Le luci soffuse dell’aurora si confondono con le linee del paesaggio, l’aurora vestita d’antico danza incontro al sole, come un quadro del passato, come una lirica sublime di passione, come un impegno quotidiano, ma non mai tedio, mai noia, mai ira. Vapori come pensieri salgono dai campi avvolti in una nuvola d’attesa per il giorno che verrà.

Utilizzo dei contenuti

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Come citare questo articolo

Marisa Monesi Buoso. “In coppe di margherite”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-coppe-di-margherite/

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