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STORIA - TRADIZIONI

La Dama di Chiunsano

Scoperta la prima sepoltura ostrogota in Polesine, tra Ficarolo e Gaiba

di Raffaele Peretto

Ventaglio Novanta n. 6 1992 pp. 37–39

Era stata sepolta con il capo rivolto verso est, in una fossa scavata presso i ruderi di un complesso edilizio di epoca romana, assieme agli oggetti ornamentali del suo abbigliamento. Così sono apparsi al Prof. Hermann Busing i resti di una donna vissuta 1500 anni fa, legata molto probabilmente alla classe dirigente politico-militare del regno ostrogoto, morta alla fine del V sec. d. C., in un luogo lambito da diramazioni secondarie del Po.

E’ stata la prima sepoltura di questo tipo scoperta in Polesine. Lo stupore iniziale dei ricercatori si trasformò ben presto in una gioia collettiva: lo scavo aveva dato una sorpresa certamente inaspettata, che andava a coronare l’assiduo lavoro di oltre 40 giorni di indagini archeologiche, condotte nel fondo di Chiunsano, tra Gaiba e Ficarolo.

L’attribuzione della “dama di Chiunsano” (così battezzata dagli studenti tedeschi) al mondo ostrogoto è confermata dall’ago crinale in argento con testa dorata, dalla bella fibbia in argento dorato con castonature di almandini, dal singolare anello (sempre con castonature di almandini), dal bracciale in argento, dalla fibula in argento dorato, dalla perla in pasta vitrea, dai due grossi anelli usati forse per ornare l’abbigliamento all’altezza della spalla sinistra.

Con questa interessante scoperta si è conclusa, nella prima settimana di settembre ’92, la terza campagna di scavo condotta dal Prof. Busing, docente di Archeologia all’Università tedesca di Bochum, assieme alla moglie Andrea e ai suoi studenti, nel territorio rivierasco del Po.

Nel 1990 le ricerche si erano concentrate in località la Vela (podere di proprietà dei fratelli Contin) portando alla luce le fondamenta di una abitazione e altre testimonianze di epoca romana. Nell’anno successivo un esteso scavo eseguito nel fondo Chiesazza (di proprietà di Carminuccio Michelini) aveva permesso di individuare una necropoli databile al V-VI sec. d. C. e il rinvenimento di oltre 30 sepolture di inumati.

La collaborazione tra l’Università di Bochum e il Museo Civico di Rovigo aveva preso l’avvio per merito di Luigi Rossi, polesano, insegnante ad Haghen. E questo è sfociato pure in un costruttivo rapporto di scambi culturali tra la nostra terra e la Vestfalia. Mostre, incontri, conferenze sul Polesine, appoggiate anche dalla cooperativa Turismo e Cultura, si sono svolte all’Università di Bochum (vedi Ventaglio ’90, n. 3), alla Volkshochschule di Essen, alla Gesamtschule di Haghen.

Per la terza campagna di scavo è stato scelto un luogo già considerato di particolare interesse archeologico e che attendeva da anni una ricerca particolareggiata.

Infatti, il fondo Chiunsano (di proprietà di Maria Testa Pellegatti e di Gino e Luciano Mastelli) era noto per gli scavi condotti nel 1904 da Alfonsi e nel 1982 dalla Soprintendenza Archeologica per il Veneto.

Vanno segnalate infine le ricerche di superficie condotte negli anni ’80 da Carlo Palazzi e Claudio Leis che hanno portato al recupero di singolari testimonianze, tra cui un diploma militare di bronzo (226 d. C.).

L’area interassata allo scavo (m 30×5) ha evidenziato le alterne vicende di questo importante insediamento; vicende che già si potevano ipotizzare dal notevole materiale raccolto in superficie, anche se frammentato e sconvolto dalle arature. L’indagine ha così messo in luce momenti legati a ristrutturazioni, modifiche, temporanei abbandoni imposti da esondazioni fluviali, denunciando una sostanzile continuità insediativa dagli inizi del I sec. d. C. fino all’età altomedioevale.

Lo dimostrano le tracce di strutture abitative e di attività artigianali, la presenza di monete, frammenti di vasi fittili e di vetro, amuleti, oggetti di bronzo e di osso, di anfore, unitamente alla complessa successione stratigrafica evidenziata nelle pareti laterali della trincea di scavo. Accanto ad un bel esemplare di stadera romana, in ottimo stato di conservazione, si è aggiunta alla fine del lavoro la gradita sorpresa del corredo funebre della “dama di Chiunsano”.

I risultati emersi dall’indagine assumono ora particolare rilievo, in considerazione del fatto che in Italia sono solo una trentina i luoghi di sepoltura ostrogoti autentici e probabili.

E’ previsto per l’anno prossimo l’ampliamento dell’area indagata, alla ricerca di ulteriori elementi per un più completo studio di questo antico luogo insediativo.

Alle ricerche hanno collaborato la Soprintendenza Archeologica per il Veneto, il Museo Civico di Rovigo, la Fondazione Gerda Henkel di Dusseldorf, l’Amministrazione Provinciale di Rovigo, le Amministrazioni Comunali di Rovigo, Ficarolo, Gaiba, Salara, il V.C.P.S.S.A.E. di Rovigo e alcuni volontari fra i quali, in particolare, Carlo Palazzi di Ficarolo, Hans Luther, Rossi Luigi e la moglie Angela R. Janssen di Bochum.

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Come citare questo articolo

Raffaele Peretto. “La Dama di Chiunsano”. Ventaglio Novanta, n. 6, 1992. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-dama-di-chiunsano-2/

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