L’accensione di undici candele, a metà serata, nell’elegante ed accogliente ristorante Rizzi di Crespino, abbellito ancor di più da fiori e foglie, in un’atmosfera particolare e suggestiva, ha dato il via alla “Cerimonia delle Candele”, occasione anche per presentare ufficialmente le nuove socie, della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti, Professioni e Affari).
Undici candele di forme e colori diversi, per indicare le aspirazioni e gli sforzi delle donne nel mondo. E “ogni fiammella rischiara la via alle donne che lavorano per il progresso e per la pace”.
Queste le parole della presidente della Sezione di Rovigo, Donatella Ferraresi Biancardi, con accanto la Presidente Nazionale Lucia Ajovalasit, mentre veniva accesa la candela bianca, la più alta, la candela della Federazione Internazionale. “L’accendiamo per prima perché la sua luce ci ricorda i nostri scopi comuni”, ha continuato la presidente. Successivamente la fiamma veniva accostata alle sei candele bianche più piccole, simboleggianti le federazioni degli Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Regno Unito, Austria. Poi la candela rosa, simbolo dei Membri Associati Individuali (Cuba ed Etiopia), la gialla delle trentasei federazioni, l’azzurra dei Quarantasei club associati e infine la verde, indicante l’avvenire, accesa dalla socia più giovane.
Presenti a questa serata alcuni graditi ospiti: il presidente della provincia Federico Saccardin, l’assessore alle Pari Opportunità e alla Cultura e Istruzione Gioia Beltrame, il sindaco Paolo Avezzù, il questore Franco Misiano e successivamente l’assessore regionale alle Pari Opportunità Isi Coppola. Luce, per indicare e risvegliare nell’elemento femminile il compito di cambiare e migliorare la vita, l’attività della donna in un mondo, talvolta, ancora quasi del tutto maschile, per aiutarla a credere in se stessa e per ingentilire una cultura, attraverso occhi più sensibili e disponibili.
Essere donna, infatti nell’Europa d’oggi e nell’America del Nord, anche se può essere in certi casi difficile, è tuttavia un’opportunità che può dare molte soddisfazioni nell’ambito del lavoro e dell’arte. Oggi le donne, nel mondo occidentale, sono padrone del loro tempo e del loro destino, a differenza delle loro nonne ed antenate. Sono libere ed autonome nelle scelte di vita e di attività.
Per arrivare a questo, però, il cammino è stato lungo e difficile; sono stati necessari interventi e sacrifici da parte di donne che hanno operato nel campo politico, sociale e culturale. Alcune associazioni prettamente femminili si sono, nel tempo, costituite per la realizzazione di questo progetto.
La FIDAPA è nata a Roma nel 1930 dal Circolo “Donne Professioniste ed Artiste” e dai Circoli di Milano, di Napoli. La prima Presidente Nazionale è stata la prof.ssa Maria Castellani che, avendo conosciuto la Dott.ssa Lena Madesin Phillips, presidente e fondatrice della FBPW (Stati Uniti d’America) ne condivideva le idee. La FIDAPA, assieme alle Federazioni Nazionali di Austria , Canada, Inghilterra e Stati Uniti fu promotrice a sua volta, nel 1930, della fondazione della FBPW (Federation of Business and Professional Women). Sciolta, per motivi bellici nel 1940, fu ricostituita nel 1945 a Roma, per opera di quindici valide professioniste. Presidente Nazionale di allora fu Ines Insabato Joli. In Italia attualmente le sezioni della Fidapa sono 247 e le socia iscritte 11.300.
Quali sono gli scopi e le finalità di tale Associazione che è un movimento d’opinione, indipendente senza scopi di lucro e persegue i suoi obiettivi senza distinzione di etnia, lingua e religione?
Quello di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, autonomamente o in collaborazione con Enti, Associazioni ed altri soggetti. Propone, inoltre, alcuni obiettivi, che è bene ricordare: valorizzare le competenze e la preparazione delle socie indirizzandole verso attività sociali e culturali che favoriscano il miglioramento della vita, anche lavorativa delle donne; incoraggiare le donne per un continuo impegno e ad una consapevole partecipazione alla vita sociale, amministrativa e politica, adoperandosi per rimuovere gli ostacoli ancora esistenti; essere portavoce delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, presso le Organizzazioni e le Istituzioni Nazionali, europee ed internazionali; adoperarsi per rimuovere ogni forma di discriminazione a sfavore delle donne, sia nell’ambito della famiglia che in quello del lavoro, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di pari opportunità; favorire rapporti amichevoli,reciproca comprensione e proficua collaborazione fra le persone di tutto il mondo.
Gli Organi Centrali, Distrettuali e Locali dirigono l’Associazione, mentre tutte le sezioni, che hanno una loro autonomia di programmazione, devono sviluppare il tema nazionale biennale “Donna cultura: risorse economiche per il nostro Paese”, mentre quello internazionale per il 2002/2005 è “Un mondo di pace” suddiviso nel triennio: 2003 Lavoro; 2004 Comunità; 2005 Politica.
L’Associazione FIDAPA sezione di Rovigo è sorta, invece, nel 1998 ad opera di Paola Fiocchi Stocco e di Adriana Bianchini Mercusa che sono riuscite ad istituire a Rovigo la sezione, grazie ai contatti con la sezione Fidapa di Ferrara che ne è stata madrina.
La Presidente Fondatrice è stata M. Grazia Avezzù, e poiché le Presidenti stanno in carica due anni, si sono susseguite: Anna Paola Contiero, M. Pia Reato e l’ultima nel tempo Donatella Ferraresi Biancardi che, con destrezza e capacità, porta avanti il programma stabilito, collegandosi con quello nazionale e proseguendo il cammino di movimento di opinione secondo le linee d’azione che qualificano l’associazione.
Molti sono stati gli incontri, conferenze, mostre ed alte iniziative svolte in questi cinque anni, organizzati dalla sezione rodigina fin dal suo sorgere, nel 1998: dalla trattazione del problema delle Mutilazioni Genitali Femminili nel mondo arabo, al problema Burqa, l’abito prigione, simbolo di una drammatica realtà delle donne afgane; alle violenze fisiche e morali subite dalle donne e abusi sessuali nel nostro mondo così detto “civile ed evoluto”; alle attività svolte negli Istituti di credito dalle donne; alla discussione sulla “Carta dei Diritti della Bambina”; alla serata di gemmologia; al mondo della Politica, leva tenuta ancora ben stretta dal modo maschile; alla condizione della donna Palestinese con la Mostra fotografica sulle donne della Palestina; a Concerti musicali prettamente femminili, con il gruppo “Duo Duende” e altri gruppi; alla “Messa dell’Artista” celebrata nella Rotonda; alla Mostra delle “Icone” della pittrice Domenica Ghiotti; al problema dell’aborto e tanti altri argomenti sempre al femminile.
Programmi ricchi e intensi che hanno toccato e toccano aspetti molto inquietanti e a volte drammatici delle donne nel modo e le creatività femminili fatte di dolcezza, intelligenza e spiritualità.
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Come citare questo articolo
Roberta Fava. “La F.I.D.A.P.A in festa”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-f-i-d-a-p-a-in-festa/