Il 2013 è stato un anno ricco di sorprese e successi per il Gruppo Astrofili Polesani. Oltre alle puntuali aperture dell’Osservatorio di S. Apollinare e del Planetario di Roverdicrè, al monitoraggio costante dei fenomeni celesti (passaggio di comete, stelle cadenti e dei fenomeni dei più importanti corpi celesti), i componenti del gruppo si sono distinti in tutto il mondo per importanti traguardi e riconoscimenti ottenuti nell’ambito della ricerca e delle scoperte.
Da segnalare innanzitutto che la prestigiosa rivista “Nature” ha pubblicato un articolo curato dagli Astrofili Polesani su due galassie interagenti, scoperte a 11 miliardi di anni luce da un gruppo di ricercatori fra i quali è presente il direttore dell’Osservatorio di S. Apollinare, Mattia Negrello.
Queste due galassie scoperte tramite l’analisi dei dati del telescopio spaziale Herschel, producono nuove stelle al ritmo impressionante di circa duemila ogni anno, anche se, naturalmente, bisognerebbe parlare al passato remoto, visto che i fatti visibili nello spazio sono accaduti 11 miliardi di anni fa! “Si tratta di un sistema davvero estremo, con un tasso di formazione stellare così elevato da farlo apparire come una sorgente superbrillante nella mappa di Herschel” spiega Negrello, che ha ottenuto un riconoscimento davvero prestigioso.
Nel mese di aprile l’Osservatorio astronomico “Vanni Bazzan” di Sant’Apollinare si è fatto conoscere dall’Agenzia Spaziale Europea, nel corso dell’European Space Research and Technology Centre (Estec) in Olanda, nel quartier generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), dove si è tenuta la conferenza ufficiale di presentazione e di discussione dei risultati prodotti dalla missione spaziale del telescopio Plance.
Lanciato nel 2009, il telescopio ha permesso di mappare con un livello di dettaglio senza precedenti, la radiazione cosmica di fondo (Cmb), ovvero prodotta quando l’Universo aveva “soltanto” 370mila anni di età (attualmente ne possiede circa 13,8 miliardi).
Alla conferenza si è anche parlato di astrofisica. Negrello dell’Istituto Nazionale Astrofisica di Padova (Inaf), ha presentato un lavoro condotto su dati ufficiali raccolti dal satellite per misurare le proprietà statistiche delle galassie nell’Universo locale (cioè vicine alla nostra) e caratterizzate da un tasso relativamente alto di formazione stellare. Il lavoro di Negrello ha coinvolto anche Giorgio Cosco, Gianpaolo Guarese e Luca Boaretto, del Gruppo Astrofili Polesani, che hanno utilizzato software e database pubblici per catalogare i diversi tipi di galassie rilevate da Plance e identificare quelle caratterizzate da attività di formazione stellare. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
Laura Ferrarese, socia onoraria del Gruppo Astrofili Polesani, è stata insignita di una delle più alte onorificenze del Canada per il proprio impegno nel campo dell’astronomia: la Queen’s Diamond Jubilee Medal, assegnatale per il suo lavoro rivoluzionario sui buchi neri supermassicci che ha aperto un intero nuovo campo di ricerca dell’astrofisica contemporanea sulla formazione delle galassie.
I buchi neri supermassicci, materia di studio di Laura Ferrarese, sono quelli con una massa di centinaia di migliaia di miliardi di masse solari, che gli astronomi pensano possano trovarsi nel centro di quasi tutte le galassie ellittiche.
In termini tecnici, il centro, una sorta di arrotondamento (come quando una palina è nascosta sotto una tovaglia che copre il tavolo), viene detto “bulge”, ovvero rigonfiamento. La presenza di questi buchi neri supermassicci ha suggerito una coevoluzione tra buchi neri e galassie, in particolare con i bulge, i centri galattici. Proprio Laura Ferrarese nel 2002 e Maarten Baes nel 2003 hanno proposto l’ipotesi di correlazione simile anche tra i buchi neri supermassicci e l’alone di materia oscura che circonda le galassie.
La la Queen’s Diamond Jubilee Medal è una onorificenza istituita in Gran Bretagna nel 2012 per il sessantesimo anniversario dell’ascesa al trono della regina Elisabetta II, che guida anche il Canada, facente parte del Commonwealth. Ne sono insignite personalità di cittadinanza canadese operanti in varie discipline. Laura Ferrarese, che ha la doppia cittadinanza italiana e canadese, è attualmente Principal Investigator di un progetto di ricerca del Canada French Hawaii Telescope (Cfht) denominato “The next generation virgo cluster survey” del quale fanno parte 45 scienziati di 23 istituzioni di Canada, Francia, Hawaii, Usa, Italia, Cina e Cile”.
Infine, Massimo Meneghetti, socio onorario del Gruppo Astrofili Polesani, è stato intervistato dalla rivista Focus (febbraio 2013), relativamente al progetto “Clash” (cluster lesing and supernova survey with Hubble). Nell’articolo, si parla di esplorazione ai limiti del cosmo, a più di 13 miliardi di anni luce, e di ricerca delle prime galassie in formazione.
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Elisabetta Zanchetta. “L’anno degli Astrofili”. Ventaglio Novanta, n. 48, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/lanno-degli-astrofili/