Tornare a Buccino Volcei per la seconda volta è stato per la nostra “Associazione Danze Antiche e Antropologia Sociale dell’Antichità” di Villadose (RO), oltre che un piacere, un grande onore.
Buccino Volcei è un bellissimo paese della provincia di Salerno, arroccato sul cocuzzolo di un’altura dei monti Alburni, con una vista sconfinata sulla piana verde del fiume Platano. Vera “Magna Graecia”, per la ricchezza del suo interessantissimo museo, intitolato al grande filologo e grecista Marcello Gigante e per il sapore dei suoi gustosissimi cibi: pane, olive e formaggio di pecora, che ricordano la vita semplice dei suoi antichi abitanti. Vera “magna Graecia” anche e soprattutto per lo spirito di accoglienza che viene riservato all’ospite, al quale si dedica tempo, protezione, aiuto e tanta cordialità.
Tutto questo per dire che, tra le varie esperienze che come gruppo abbiamo fatto nell’arco dei 15 anni della nostra attività in diverse parti d’Italia e d’Europa, quella di Buccino ci resta particolarmente nel cuore.
Il viaggio è lungo e impegnativo, circa 700 km., ma partecipare alle “Feriae Volceianae” per tre giorni, è una grande festa che ripaga ampiamente ogni sacrificio.
Queste giornate, 16-17-18 di Agosto, volute dalla Regione Campania, dal Comune di Buccino e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici prevedono la replica serale degli eventi programmati, e, per quello che ci riguarda del Rito del Matrimonio. Rito che si celebra di sera in una cornice estremamente suggestiva, tra i ruderi di un castello normanno in vetta al colle (663mt.) con ai piedi le luci del paese e sulla testa il palpitare di un meraviglioso cielo stellato.
Entusiasmo, partecipazione degli abitanti del paese, interesse e curiosità, tutto questo ha accompagnato le tre serate della nostra rievocazione.
Secondo la tradizione – poco confermata dalle fonti storiche – l’imperatore Marco Aurelio Comodo, il crudele figlio del saggio Marco Aurelio, si sarebbe sposato a Buccino Volcei (una stele marmorea lo ricorda) con una bellissima giovane del luogo, Crispina Brutia, appartenente alla mobilissima “Gens Brutia”.
A noi, rievocatori del mondo antico, degli usi e dei costumi romani, è stato offerto questo onore: riproporre questo importante avvenimento.
Le fonti storico-letterarie riportano poche notizie che riguardano questa cerimonia, dicono soltanto che è stata celebrata con molta semplicità, nel 178 d.C..
Considerando che tra le famiglie patrizie era forte la consuetudine di far celebrare le nozze dal Flamen Dialis (grande sacerdote di Giove) e spesso rispettando il rito della “confarreatio” (condivisione di una specifica focaccia di farro) abbiamo rievocato, spettacolarizzandolo, questo importante evento.
Non so se siamo stati particolarmente bravi o se il luogo, la gente e l’atmosfera che lì si respirava, ci abbiano aiutati… so solo che per tre serate consecutive abbiamo avuto un pubblico numerosissimo, attentissimo e tanta e tanta soddisfazione.
Ci siamo lasciati con la promessa di rivederci anche il prossimo anno.
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Come citare questo articolo
Alberta Silvestri. “Le “Feriae Volceiaene””. Ventaglio Novanta, n. 42, 2011. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-feriae-volceiaene/