C’è attesa per la grande mostra “Le meraviglie della pittura tra Venezia e Ferrara” che sarà inaugurata il prossimo 22 Gennaio 2006 a palazzo Roverella di Rovigo. Da parte di noi polesani ci sono vari motivi di interesse: dalla riscoperta delle pregevoli opere custodite dall’Accademia dei Concordi che approderanno in ambienti quanto mai consoni, alla possibilità di accedere finalmente all’interno di un palazzo di primaria importanza storica ed architettonica qual è il Roverella, ridonato alla collettività grazie ad un lungo e qualificante intervento di restauro.
Ma l’iniziativa, per la sua importanza, è destinata a valicare non di poco i confini del Polesine: si tratta infatti di un avvenimento di considerevole spessore culturale, in grado di costituire un polo di attrazione, che farà sentire la sua voce ben oltre gli ambiti della provincia, richiamando l’attenzione dei mezzi di comunicazione a livello nazionale.
Diciamolo con chiarezza: per noi polesani è motivo di orgoglio che la nostra terra sia in grado, finalmente, di costituire un motivo di così ampio interesse. E siamo altrettanto consapevoli che l’apertura del Roverella, con l’importante evento d’arte, non è un episodio isolato, ma va ad aggiungersi a varie altre riuscite iniziative e all’impegno che quotidianamente, specie in questi ultimi anni, stanno prodigando enti pubblici, associazioni e privati, con la volontà di far uscire la nostra provincia da quel “cono d’ombra” che a lungo l’ha penalizzata.
Il ripristino del Roverella è dunque un prezioso anello di una catena che solo qualche mese fa ha visto giungere a compimento un altro importante recupero, questo di iniziativa privata, concernente il restauro della splendida villa Morosini di Polesella, a cui dedichiamo la copertina di questo numero del Ventaglio. E segue di un paio d’anni la riapertura di villa Badoer a Fratta Polesine, portata a termine dall’amministrazione provinciale, mentre a Lendinara è in dirittura d’arrivo un’altra iniziativa privata concernente il completamento dei lavori di ripristino di Ca’ Dolfin, splendido palazzo cinquecentesco attribuito allo Scamozzi.
E che dire degli interventi di salvaguardia che hanno per oggetto il patrimonio architettonico di ambito religioso? Questo numero del Ventaglio si apre proprio con una proposta di visita alla parrocchiale di Fratta, importante costruzione seicentesca, fresca di una riuscita azione di ripristino. Tutto ciò mentre Santa Sofia di Lendinara e San Giovanni di Badia Polesine, per non parlare della Rotonda di Rovigo, sono interessate in questo periodo da importanti interventi di consolidamento e restauro, che daranno modo di apprezzare più compiutamente le pregevoli opere d’arte in esse contenute.
In attesa del via dei lavori, sono poi i complessi monumentali della Vangadizza di Badia e del Castello di Rovigo, che andranno a costituire rilevanti poli sotto il profilo turistico e culturale.
E molte altre sono le iniziative – tra le altre di primaria importanza l’attività del Teatro Sociale di Rovigo le cui produzioni incontrano apprezzamento in varie città d’Italia – che costituiscono motivo di apprezzamento e (perché no?) di orgoglio per il nuovo volto che, con sempre maggior decisione, sta assumendo il nostro Polesine: terra dei grandi fiumi ed anche… di meraviglie.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le meraviglie del Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-meraviglie-del-polesine/