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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Le seggioline della memoria

Un itinerario in tre tappe per non dimenticare la barbarie delle persecuzioni razziali antisemite

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 45 2012 pp. 50–53

Dal quartiere San Bortolo ai giardini del Castello di Rovigo: una passeggiata per ricordare.

Percorriamo il tragitto, nato in seguito al progetto “Gli alberi del ricordo”, ideato nel 2009 dal Kiwanis di Rovigo. Obiettivo: legare alcune importanti piante della nostra città alla memoria di una delle più tragiche pagine della storia del ‘900, contrassegnata dalla barbarie delle persecuzioni razziali antiebraiche. Ogni anno è riconosciuta ormai ovunque da parte delle Istituzioni, e non solo, la necessità di fermarsi, per un giorno, a riflettere sugli errori-orrori di un passato recente di cui, allontanandosi nel tempo, se ne potrebbe offuscare la verità storica.

Le iniziative per tale “Giornata della Memoria”, che ricorre il 27 gennaio, si moltiplicano negli ambienti istituzionali, ma anche e soprattutto nella Scuola dove transitano le giovani generazioni, alle quali si affida il testimone del bene futuro. Nell’ambito delle varie commemorazioni messe in atto anche dalle autorità civili del Comune di Rovigo per la Giornata della memoria, è dunque interessante riaffermare il valore di una iniziativa particolarmente degna di rilievo per la singolare sensibilità verso i bambini, piccole vittime trucidate nei campi di sterminio nazisti. Una iniziativa che mi è sembrato appropriato denominare “Le seggioline della memoria” perchè proprio nella Giornata della memoria del gennaio 2011, con la partecipazione di autorità civili, bambini e ragazzi, tre seggioline sono state collocate ai piedi di altrettanti alberi monumentali della città di Rovigo. Questi erano stati individuati dall’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Rovigo, in linea con le norme dettate dal Piano di Assetto del Territorio adottato nel 2009.

Ripercorriamo dunque il tragitto, in compagnia dell’arch. Fiorenza Ronsisvalle del settore Urbanistica del Comune di Rovigo, che è anche membro del Kiwanis, e quindi particolarmente sensibile a tale iniziativa.

Ci ricorda innanzitutto che le tre seggioline sono state realizzate dai tecnici del laboratorio teatrale del Teatro Sociale di Rovigo con assi di legno scuro riciclato e trattato con materiale resistente all’intemperie. Essendo dedicate ai bambini, sottende una delicata e accorta sensibilità l’idea di aver decorato le targhe con disegni colorati, alleggerendone un po’ la cupa memoria. Su due targhe sono compresi i nomi di bambini deportati ad Awchwitz; sulla terza sono stati incisi i nomi di 20 bambini della Scuola di Amburgo. I nomi riportati sulle targhe sono stati estrapolati dagli elenchi conservati nell’Archivio storico della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano. Anche il luogo dove sono state collocate le seggioline è molto significativo.

1. Il punto di partenza dell’itinerario è il giardino della Scuola Elementare “Papa Giovanni XXIII” nel Quartiere di S. Bortolo, presso un gruppo di quattro pioppi cipressini. Qui vengono ricordati i tre fratelli Anticoli: Fiorella nata a Roma il 19.07.1941, Attilio nato a Roma l’ 11.11.1937 e Anna nata a Roma il 02.07.1939, figli di Leone, deportati ad Awchwitz. La seggiolina attualmente non è esposta perché, secondo quanto ha affermato la Dirigente dott.ssa Pasqualini, essa può costituire un pericolo per i bambini che corrono e, giocando, vi possono inciampare. Quindi è tenuta all’interno della Scuola e viene fatta girare ogni anno per le classi nel Giorno della Memoria. Mentre lasciamo questa prima “tappa del ricordo”, Fiorenza Ronsisvalle ci informa che la cerimonia commemorativa del 2011, alla quale erano presenti bambini e ragazzi di quell’Istituto Comprensivo, fu particolarmente sentita anche per la lettura di alcune poesie legate al triste evento storico, tra cui “Le scarpette rosse”, simbolo di un’infanzia crudelmente stroncata.

2. Procediamo alla volta del giardino del Conservatorio Musicale Venezze sul Corso del Popolo, per identificare il secondo “albero del ricordo” e fermarci ai piedi di una grande magnolia, dove la “seggiolina della memoria” è ben visibile. Sulla targa si ricordano i nomi dei due fratelli D’Angeli: Carlo nato a Milano il 02.12.1938 e Massimo nato a Montecatini l’11.06.1942, figli di Mario, anch’essi deportati ad Awchwitz.

3. Dopo una sosta di meditazione l’itinerario prosegue alla volta della rinnovata area verde del Castello medioevale di Rovigo, presso il tiglio antistante la torre medioevale Donà, che si affaccia su Piazza Matteotti. Purtroppo la seggiolina non è più presente, sulla targa commemorativa sono incisi i nomi di 20 bambini, tutti ebrei, 10 maschi e 10 femmine, in età fra i 4 e i 12 anni, tra i quali c’è anche un bambino italiano, Sergio de Simone. Scuote la profondità dell’anima raccontare la raccapricciante tragedia di questi bambini. Essi erano stati scelti come cavie umane per crudeli esperimenti sulla TBC effettuati dal dott. Heissmeyer. Poi, quando la guerra stava per finire e il campo di Awchwitz liberato, i 20 bambini furono fatti salire su un camion e diretti verso una scuola abbandonata. Qui un medico fece ai bambini un’iniezione di morfina e poi li impiccò con dei ganci appesi al muro. La triste storia e i nomi di questi 20 bambini fu trasmessa alla Croce Rossa e la memoria è giunta fino a noi. Questa targa dei bambini della “Bullenhuser Damm” di Amburgo vuole rappresentare significativamente e compiutamente la tragedia vissuta da tutte le giovani vittime della Shoà.

La sparizione della “seggiolina” presso il tiglio del Castello ci induce a riflettere sul fatto che ancora non è stato recepito da tutti il rispetto per la memoria dolorosa di un tragico passato, ma il gesto insensato ferisce ancor più, al pensiero che è la memoria di bimbi innocenti ad essere negata, come se fossero scomparsi per la seconda volta. Sappiamo, infatti, che una persona vive finché di essa si mantiene il ricordo; per questo si cerca di mantenerne viva la memoria.

Negli ultimi 10 anni, purtroppo, si sono registrati segnali estremamente allarmanti sulla diffusione del pregiudizio antisemita in Italia e pare che non basti nemmeno l’insegnamento scolastico a formare coscienze al rispetto dei Diritti Umani. Ma ciò non deve scoraggiare, anzi, è necessario insistere e perseverare sulla strada della formazione e della consapevolezza dell’appartenenza alla dignità umana.

L’associazione Kiwanis è intenzionata a sensibilizzare questa Amministrazione Comunale a riprendere il progetto “Gli alberi del ricordo” per portarlo nelle scuole, in modo che ci sia una maggiore risonanza delle seggioline della memoria, al fine che la nobile iniziativa non si riduca ad una episodica manifestazione avvenuta nel passato.

Particolare interesse verso quanto realizzato a Rovigo è stato recentemente dimostrato dal rabbino della Comunità Ebraica di Padova, Aron Locci, che intende portare l’iniziativa della seggiolina della memoria anche a Gerusalemme.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “Le seggioline della memoria”. Ventaglio Novanta, n. 45, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-seggioline-della-memoria/

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