Decine di tessere trasparenti e mille colori si compongono gradualmente sul tavolo luminoso. E, come per miracolo, prende corpo l’immagine dolce ed aggraziata della Primavera.
Siamo nel laboratorio di Sandro Tomanin, artigiano-artista, creatore di inedite immagini smaglianti, realizzate lavorando e decorando sapientemente il vetro. Assistiamo alla nascita di una vetrata.
Una molteplicità di piccole superfici colorate, varie per forma e dimensione, vengono accostate con cura a formare un puzzle policromo ed affascinante. Una fessura tra i vari tasselli vitrei accoglierà il legamento in piombo che salderà il luminoso mosaico dando vita ad una creazione singolare e mirabile. Opera inconsueta in quest’epoca che ha imboccato la strada del terzo millennio all’insegna di realizzazioni assemblate in grandi serie da braccia meccaniche, allo scopo di soddisfare utenti che sembrano programmati solo per consumi massificati.
Ma nel laboratorio di Sandro Tomanin ci sentiamo improvvisamente lontanissimi per spazio e tempo dai canoni che caratterizzano i nostri giorni. Circondato dal silenzio del borgo campestre, con meticolosità e perizia, l’artista di S. Bellino ripercorre la sconosciuta strada di un’arte fascinosa ed antica.
Un ritorno al Medioevo? Un tentativo di ricreare il fascino dei templi gotici in cui fasci di luce colorata, spioventi da vetrate verticali o da imponenti rosoni destavano nei credenti un senso di solenne ammirazione?
Vi è certamente nell’attività di Tomanin il bisogno spirituale di riallacciare un dialogo interrotto ormai da troppo tempo; il desiderio di riappropriarsi degli affascinanti mezzi espressivi del passato, per raccontare anche all’uomo dei nostri giorni una favola fatta di immagini nitide e luminose: in definitiva una riconfermata fiducia nella capacità di vedere, sentire e comunicare con un linguaggio universale.
I “miracoli” di Tomanin non sono mai frutto di improvvisazioni o estri momentanei. Le sue opere, oltre che da un’idea di base, nascono infatti con il supporto di precise conoscenze tecniche e manifestano autentiche capacità pittoriche, già sperimentate in quadri di vasto respiro o nella certosina riproduzione di miniature trecentesche.
Consistente è il lavoro che sta a monte delle realizzazioni policrome.
La prima tappa si esplica nella produzione del cosiddetto “cartone”, ovvero nell’esecuzione di un disegno a scala naturale su carta millimetrata, in cui vengono già previste anche tutte le legature in piombo che dovranno saldare le tessere vitree. Le quali vengono anch’esse evidenziate nel progetto con una precisa numerazione progressiva. È poi la volta del taglio del vetro secondo lo schema precedentemente stabilito, cui succede la eventuale colorazione con appositi smalti a forno.
Segue il momento in cui maggiormente l’artista attinge alle sue specifiche doti di pittore. I vetrini colorati vengono impreziositi da disegni realizzati con uno specifico materiale detto “grisaglia” che, rispetto a quanto si vuol raffigurare, va spalmato in negativo, togliendo al vetro la sua naturale trasparenza. È questa un’operazione minuziosa, rivelatrice della perizia dell’autore, che dà il definitivo suggello all’opera, prima che la cottura a forno imprima i colori in modo indelebile.
C’è nelle vetrate di Tomanin tutta la gioia del colore, che la luce esalta appieno, suscitando l’incondizionata ammirazione dei fruitori. Se la sinfonia policroma avvince, la preziosità dei disegni colpisce per l’esattezza formale e l’eleganza dei soggetti. Opere mirabili che nascono per appagare il senso estetico di quanti intendono conferire un tocco di raffinata bellezza ai loro ambienti di vita.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le vetrate di Sandro Tomanin”. Ventaglio Novanta, n. 1, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-vetrate-di-sandro-tomanin-2/