Tra le vie dei paesi del Polesine, nel piccolo centro di San Bellino si giunge ad un antico cascinale che cattura lo sguardo del passante per fascino ed eleganza.
Varcando l’alto cancello in ferro battuto, si scopre un luogo quasi incontaminato, a cavallo tra presente e passato. E’ la prestigiosa sede della Vetreria d’arte dei fratelli Tomanin, una attività molto apprezzata che si avvia a festeggiare il 25° della sua nascita.
Avviata nel 1988, grazie all’estro di Sandro Tomanin, inizialmente era alloggiata in un piccolo laboratorio all’interno di un garage. Negli anni ‘90 viene trasferita in piazza Galvani a San Bellino e successivamente nella residenza colonica acquistata nel 1993.
Gli studi d’arte nel ferrarese seguiti dal corso di restauro a Firenze, fanno approdare casualmente il talentuoso artigiano alla lavorazione del vetro, a cui si uniscono, nell’89, i suoi due fratelli.
Simile ad un dipinto, i cui schizzi di rose rosse adornano le mura che cingono un prato verde smeraldo, la vetreria si inserisce nella cornice di una tipica casa padronale veneta, il cui corpo principale è stato completamente ristrutturato.
All’interno l’esposizione di importanti produzioni dell’arte vetraria dell’azienda: le opere ivi esposte sono disseminate tra stanze perfettamente arredate, che si snodano accogliendo il visitatore con le dolci note di una sinfonia classica in sottofondo.
Nel laboratorio, ricavato dalla vecchia stalla e scuderia, oltre all’attività produttiva si svolgono annualmente corsi di formazione, tesi a tramandare l’antico mestiere del vetraio attraverso tecniche ormai dimenticate ed estinte, come la grisaglia o pittura a gran fuoco. Vanto dei maestri Tomanin la conservazione dell’arte remota dei vetrai medievali; l’alta professionalità raggiunta nel corso degli anni, ha consentito loro la realizzazione di pezzi unici e personalizzati per committenze di prestigio.
L’associazione culturale ficarolese ‘Il Carmine’, ha inteso recentemente riproporre e diffondere la conoscenza di questo artigianato di nicchia, dal sapore così antico e prezioso. E’ così che importanti realizzazioni della produzione dei fratelli Tomanin sono approdate a Ficarolo per una raffinata mostra intitolata “Vetro, Luce Colore. Vetrate artistiche, oggettistica e sculture in vetro”.
Promossa dall’associazione Carmine in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Antonino Martire, la mostra è stata allestita all’interno del palazzo Castagnari-Calza anziché, come si era precedentemente programmato, nella Chiesa della Beata Vergine del Carmine, culla naturale dell’omonima associazione. Gli eventi sismici del mese di maggio hanno infatti gravemente lesionato e reso inagibile la chiesetta, rendendo doverosa una collocazione alternativa dell’esposizione.
Il taglio del nastro in sala Castagnari-Calza, è avvenuto alla presenza del primo cittadino di Ficarolo Fabiano Pigaiani, dei consiglieri comunali, del critico d’arte Giuseppe Pietroni e dei membri dell’associazione, tra cui il parroco Giancarlo Crepaldi, Lara Calza e l’artista Maurizio Barozzi. Immancabili il presidente Furini e l’artista-artigiano Sandro Tomanin, ospite indiscusso della serata, che ha illustrato la sua realtà produttiva.
“La nostra è una piccola azienda che per livello qualitativo non consente una capacità produttiva elevata – ha sottolineato Tomanin -. Il laboratorio è aperto alle visite delle associazioni culturali e alle dimostrazioni pratiche. Vedendoci all’opera si può apprezzare maggiormente il nostro lavoro. Ogni prodotto viene interamente progettato e realizzato a mano con grande attenzione e cura per i dettagli. Seguiamo con estrema minuzia ogni fase di lavorazione, lontani da una qualsiasi produzione industriale”.
La crisi che sta attanagliando l’Italia non sembra frenare l’ottimismo dell’ideatore dell’attività vetraria: “Stiamo gradualmente ampliando il nostro mercato anche all’estero – ha infatti informato Tomanin -. Da qualche mese siamo in contatto con aziende site nei Paesi emergenti. Tra i lavori più prestigiosi e importanti che ci sono stati commissionati, spicca un grande vetro realizzato attraverso la tecnica della sabbiatura per il famoso hotel Hermitage di Montecarlo. Ma anche le vetrate che concernono il restauro della Palazzina Marfisa d’Este a Ferrara, il piano nobile della Villa Molin e della cappella degli Ovetari a Padova, oltre al restauro delle vetrate del duomo di Adria e della Basilica di San Bellino”.
“I nostri soggetti – ha precisato – ritraggono immagini sacre o moderne, per edifici pubblici o privati. La produzione altamente variegata, comprende anche gadget o altri presenti commissionatici dall’amministrazione di Fratta Polesine, per le varie autorità istituzionali (Presidente della Repubblica piuttosto che presidenti di Camera e Senato) che si sono avvicendate nel corso del tempo per far visita al museo di Matteotti”.
L’esposizione, arricchita da un video che documentava le diverse fasi di lavorazione, ha permesso di ammirare la variegata produzione: le vetrate a piombo, dipinte a “grisaglia” e cotte a “gran fuoco” e i vetri sabbiati; i vari complementi d’arredo, come gli orologi, gli specchi e le sculture in vetro. Ma anche le lampade decorate con la tecnica Tiffany o moderna, i punti luce e i lampadari, oltre all’oggettistica con articoli da regalo e trofei.
Tinte fulgide e brillanti dal blu oltremare al turchese, dal rosso vermiglio al giallo ocra, dal verde bottiglia all’amaranto, vengono esaltate nei loro riflessi grazie alla trasposizione sul materiale per eccellenza più lucido e trasparente.
La mostra sulle vetrate ha segnato la ripresa dell’attività dell’associazione Il Carmine e il ritrovato desiderio di esaltazione dell’arte nelle chiese, confermando la tradizione inaugurata l’anno precedente sul tema della “Storia, iconografia e tecnica delle Campane”.
A conclusione della serata inaugurale, i saluti dell’architetto Furini che ha ringraziato per l’ospitalità la famiglia Calza, anima dell’associazione, e Sandro Tomanin, definito grande professionista, le cui vetrate, esportate anche all’estero, costituiscono sicuramente un’eccellenza dell’artigianato polesano.
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Come citare questo articolo
Ilaria Bassi. “Le vetrate di Sandro Tomanin”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-vetrate-di-sandro-tomanin/