Il Polesine e il suo articolato reticolo fluviale come perno per lo sviluppo dell’intero settore del turismo fluviale italiano? E’ stato il tema affrontato nel ‘forum’ tenutosi lo scorso 15 Aprile presso l’Interporto di Rovigo con il titolo “Vie d’Acqua del Nord Italia”. Dopo l’introduzione del coordinatore Giovanni Garavaglia e i saluti del presidente della Camera di Commercio Giuseppe Fini, del presidente del GAL Polesine Delta del Po Mario Casazza e dell’on. Luca Bellotti, si è entrati nello specifico con la relazione del presidente dell’Interporto Mario Borgatti, che ha osservato come il turismo fluviale rappresenti oggi uno dei nuovi segmenti strategici su cui sta puntando la Regione Veneto al fine di coglierne le notevoli potenzialità di mercato, con l’obiettivo anche di acquisire una nuova propria identità di prodotto turistico nel panorama internazionale.
Un modello di vacanza alternativa, basato sul contatto diretto con la natura, – ha sottolineato ancora il presidente Borgatti – che nel Veneto coinvolge varie province (oltre a Rovigo, Venezia, Padova e Treviso), e a cui sono interessate anche altre regioni confinanti, quali l’ Emilia Romagna, la Lombardia ed il Friuli Venezia Giulia. E proprio il Polesine, grazie al corso del Po e alla linea navigabile Fissero – Tartaro – Canalbianco – Po di Levante si trova a svolgere un ruolo strategico nel complesso sistema di navigabilità interna italiana. “La stessa costituzione della Società Consortile Idrovie Padane promossa dall’Interporto – ha osservato Borgatti – è basata sulla reale utilizzazione dell’asta navigabile, dal mare fino a Mantova e su una necessaria partecipazione e coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, enti economici ed imprenditoria privata, con l’obiettivo di realizzare le infrastrutture necessarie e i servizi terra, partecipare a fiere internazionali del mercato turistico e diffondere la cultura fluviale”.
E’ poi intervenuto Stefano Fracasso, direttore del G.A.L (Gruppo Azione Locale) che ha svolto una panoramica degli impegni in atto nell’ambito di progetti finalizzati allo sviluppo turistico polesano, con particolare riguardo alla realtà del Delta e alle problematiche relative all’utilizzo dei corsi d’acqua con scopi turistici e culturali.
L’arch. Carlo Moretti ha quindi presentato la Carta della Navigazione Fluviale, importantissimo strumento per itinerari lungo i corsi d’acqua, redatto dallo stesso professionista che, nonostante la giovane età, può vantare una conoscenza approfondita della realtà fluviale padana.
La carta, dal Delta a Mantova, è stata studiata tenendo presenti vari obiettivi, primo fra tutti quello della sicurezza di chi affronta le acque interne, con puntuali segnalazioni delle possibili insidie, rappresentate da secche, ponti o altri ostacoli. La carta, plastificata e confezionata a fisarmonica per essere facilmente consultata in barca anche in presenza di possibili spruzzi d’acqua, si presenta come il primo modello pratico a favore della navigabilità fluviale italiana e già si pensa ad altre edizioni per l’alto Veneto ed il Friuli.
E’ quindi intervenuto l’arch. Bruno Moretti, presidente della Compagnia di Navigazione Houseboat Holidays Italia, con sede a Porto Levante, che ha parlato dell’interessante esperienza imprenditoriale, divenuta un riferimento di sicura valenza per il delta del Po, ma ha anche sottolineato la carenza di strutture di supporto, necessarie per un sicuro sviluppo del diportismo nautico lungo le vie fluviali. Disarmante è apparso il confronto di alcune immagini relative a situazioni francesi, raffrontate con quelle italiane. Istantanee proiettate – ha sottolineato il relatore – per far comprendere il cammino da imboccare, affinché la navigabilità fluviale possa davvero decollare. E in molti casi si tratta di soluzioni di poca spesa, come quella di assicurare un minimo di vegetazione lungo le rive delle vie d’acqua, in Italia spesso del tutto spoglie, e quella altrettanto necessaria di tenere pulite le conche di navigazione, in qualche caso ricolme di rifiuti soprattutto di plastica.
Le premesse per il lancio degli itinerari fluviali – ha infine sottolineato l’arch. Moretti – non mancano, tenendo conto, che in una settimana – lasso di tempo ideale per una vacanza in houseboat – si può compiere un circuito anulare, utilizzando l’idrovia Porto Levante Mantova in andata, ed il corso del Po per il ritorno.
In conclusione del partecipato convegno, dopo brevi ma significativi interventi dei rappresentanti del settore nautico dell’Emilia Romagna e della Lombardia, il presidente dell’Interporto Borgatti ha annunciato la realizzazione di una darsena turistica all’interno dell’Interporto rodigino e la realizzazione, a breve, di altre due strutture a supporto della navigazione fluviale polesana presso la conca di Canda e il Pizzon di Fratta.
Una breve escursione in houseboat lungo il corso del Canalbianco ha infine rappresentato l’idoneo momento conclusivo del forum dedicato alla navigazione fluviale.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Lungo le vie d’acqua”. Ventaglio Novanta, n. 31, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/lungo-le-vie-dacqua/