Da qualche mese, di fronte al palazzo della Biblioteca, lungo la passeggiata di Riviera Mazzini sorge un nuovo singolare monumento intitolato “Lendinara. Profili”. Rappresenta otto scorci architettonici lendinaresi fissati su di un basamento circolare, e nasce come “un atto d’amore” rivolto alla città: “un’opera corale” realizzata con l’impegno finanziario del Club “Amici d’Auto d’Epoca” di Lendinara.
Suo ideatore è il dottor Carlo Tintore, artista lendinarese, già autore del Monumento ai caduti di Nassirya in Largo Carducci e appassionato “collezionista” di memorie, che negli ultimi anni ha voluto condividere il senso di appartenenza alla città anche con due interessanti pubblicazioni: “La Salca – Storia di un’azienda lendinarese dalla costituzione alla sua chiusura” e “Accadde a Lendinara”. E’ proprio l’appassionato cultore di memorie lendinaresi a ripercorrere, attraverso una briosa e puntuale narrazione, le fasi piuttosto travagliate della realizzazione (rimarcandone gli ostacoli con la ricorrente affermazione, di manzoniana memoria, circa il presunto impedimento alla costruzione dell’opera). Che, invece, grazie all’attenzione degli amministratori e dei tecnici locali, espletate le lungaggini del caso, ha potuto vedere la luce in una posizione paesaggistica strategica, a pochi metri dal monumento dedicato al “celebratissimo maestro di legname del secolo XV”, Lorenzo Canozi, eretto il 25 ottobre 1878.
L’opera “Lendinara. Profili” è stata eseguita presso l’azienda L.M.B. (lavorazioni metalliche badiesi) dall’ingegnere e noto artista lendinarese Davide Caleffi coadiuvato dal dottor Tintore e da Giuseppe Ghinatti. I quali, attraverso la lavorazione delle lamiere in acciaio Corten, hanno saputo sintetizzare la bellezza di Lendinara nei suoi più significativi “profili”: il campanile di S. Sofia, della Madonna del Pilastrello e di S. Biagio; la Torre civica e Palazzo Pretorio, la torretta di Ca’ Dolfin, l’Arco di Castel Trivellin e il leone di S. Marco in Piazza Risorgimento (ritornato al suo splendore dopo la recente e accurata ripulitura).
Il monumento, posizionato sulla base di marmo turco bucciardato sul bordo, è illuminato nelle ore notturne e la ruggine che si depositerà nel tempo, dato il tipo di acciaio, non presenterà effetti corrosivi.
Con la consueta sensibilità e cortesia, il dottor Tintore ha voluto menzionare tutti coloro che hanno contribuito all’ideazione e alla realizzazione del monumento, la cui inaugurazione è avvenuta il 26 aprile 2015 alla presenza del sindaco Luigi Viaro, degli Assessori e di esponenti delle varie associazioni locali e di autorità del mondo politico e culturale.
Va detto che per il sindaco si è trattato del secondo nastro della giornata, dopo quello della restaurata “Pompa del Terraglio¹, ad opera della stessa associazione “Amici del Club Auto d’Epoca”. Oltre agli autori, Davide Caleffi, Carlo Tintore, Luca Raimondi e Piergiuseppe Ghinatti, sono ricordati tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera: i signori Giorgio Moretto e Marco Bevilacqua (edili); Giovanni Pengo, presidente del Club e i soci Maurizio Susto, Antonio Valentini, Emilio Stroppa e Graziano Munari.
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Come citare questo articolo
Laura Viaro. “Profili, per Lendinara”. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/profili-per-lendinara/