Tra le iniziative culturali e di intrattenimento dell’estate 2015, una particolare citazione merita “Prospettive, una rassegna cinematografica all’aperto, ideata dall’associazione culturale ZerOff, in collaborazione con Fondazione Banca del Monte di Rovigo che l’ha incoraggiata e sostenuta. Si è svolta dal 13 al 18 luglio 2015 in Piazzetta Annonaria a Rovigo, luogo intimo e raccolto in pieno centro storico, beneficiato da una perfetta resa acustica. Lo spazio attorno cui si affaccia il piccolo mercato coperto, per sei serate, tutte filate, ha accolto, partecipi e attenti, circa centocinquanta spettatori per serata offrendo una qualificata offerta culturale nel periodo estivo ad una città che, a tutt’oggi, si trova senza cinema.
Alla sua prima edizione, “Prospettive” ha presentato un programma coraggioso su un tema quanto mai attuale, la famiglia: la famiglia italiana, nello specifico, vista attraverso l’occhio di alcuni dei più grandi registi nazionali.
“Prospettive” ha inteso tracciare un percorso storico e cinematografico raccontando la trasformazione delle complesse e delicate dinamiche che si muovono all’interno del nucleo familiare. La figura genitoriale, il disagio, le aspettative, le scelte mancate o quelle sbagliate, le inquietudini, le diversità psicologiche e intellettuali, l’incomunicabilità, il sentimento, che fanno parte di quell’intricato sistema di relazioni ed emozioni che è la famiglia, sono stati i temi portanti rappresentati.
L’obiettivo non era solo quello di allietare il pubblico con la proiezione, per altro di grandi maestri o di talentuosi giovani registi, ma anche di proporre approfondimenti dal punto di vista critico e socioculturale. Ogni pellicola, infatti, per quanto riguardava il tema sociale, è stata introdotta da psicologi, avvocati, docenti, rappresentanti delle associazioni di volontariato territoriale.
Alcuni dei più importanti nomi della critica cinematografica locale e nazionale, Roberto Chiesi, responsabile del centro studi archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, e Gabriele Veggetti, curatore dell’attività del cineclub Schermi & Lavagne sempre per la Cineteca di Bologna, hanno rispettivamente aperto e concluso la prima edizione della rassegna: Si sono inoltre alternati nelle presentazioni introduttive alle proiezioni i rodigini Alberto Gambato, film maker vincitore di svariati premi in ambito nazionale, Alessandra Chiarini, giovane ricercatrice in studi cinematografici presso l’Università di Bologna, e Andrea Tincani, studioso ed esperto di cinema, inoltre Marco Sgarbi, direttore artistico del Teatro di Occhiobello e del nascente teatro Ferrara Off.
In un’atmosfera familiare quale suggestione del luogo, una sorta di salotto cittadino, gli spettatori attendendo che il sole scendesse definitivamente, stavano seduti davanti allo schermo bianco. Mentre il telo si illuminava delle proiezioni con i volti noti e meno noti del grande cinema, il pubblico concentrato metteva in moto emozioni, pensieri e riflessioni. Vicini, ma lontani, le automobili, i campanelli delle bici, il vociare della città. Voleva essere anche questa l’essenza di “Prospettive”.
L’entrata, grazie al sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, era libera in quanto l’idea degli organizzatori è stata propriamente quella di offrire l’accesso all’iniziativa culturale a tutti. I posti a sedere sono stati gremiti dal pubblico informato ma anche da chi – capitato a passare di lì, sbirciasse timido dalle porte della piazza o entrato spavaldo a vedere di che cosa si trattasse – decidesse di restare.
La proposta delle proiezioni in rassegna ha spaziato dalle risate di Io so che tu sai che io so con Monica Vitti e Alberto Sordi (regia di Alberto Sordi), prima proiezione in programma, a La Famiglia (di Ettore Scola) e Padre Padrone (dei fratelli Taviani), capolavori intensi e diretti. Al centro del cartellone anche due interessanti opere prime che legano il territorio lagunare e polesano alla produzione cinematografica nazionale: il poetico Io sono Li di Andrea Segre, regista nato a Chioggia, dove pure è stato girato il film, e Zoran il mio nipote scemo di Matteo Oleotto, la cui sceneggiatura vede tra i creatori anche Daniela Gambaro di Adria. Infine, un’ulteriore ancora al territorio con Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo, tratto dall’omonimo libro dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani.
In conclusione, “Prospettive – I edizione” può essere considerata la realizzazione di un’idea culturale forte e concreta che ha ottenuto l’obiettivo di aver riportato il cinema in città – il cinema d’autore all’aperto, dopo tanta assenza – di aver offerto, gratuitamente, un diversivo all’estate rodigina, di aver valorizzato un luogo storico, di avere contribuito a creare un’occasione di coesione sociale (oltre al pubblico anche diversi enti e realtà imprenditoriali, commerciali ed associative hanno condiviso il progetto), ad avviare discussioni e confronto, e ad emozionare.
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Come citare questo articolo
Camilla Ferrari, Barbara Migliorini. ““Prospettive””. Ventaglio Novanta, n. 52, 2016. https://ventaglionovanta.it/archivio/prospettive/