Il gruppo culturale di Lama Polesine, da dieci anni impegnato nel sostegno al premio letterario Quinta Stagione, lo scorso ottobre ha festeggiato con grande soddisfazione il decennale dell’iniziativa culturale, assieme ai componenti della giuria e ai partecipanti all’ultima edizione.
Un premio quello di Lama che ha preso forma nel 1996 da un’idea, o meglio un sogno, coltivato con passione da Paola Munaro e fortemente caldeggiato dall’allora parroco del paese Don Antonio Piva. Il motivo che spingeva il gruppo di sostenitori a dar vita a questa iniziativa di tipo letterario era quello d’inserire un momento culturale nelle manifestazioni inerenti alla festa del “Cristo Alluvionato”; manifestazioni che a Lama si ripetono ogni anno a ricordo dell’avvenuto ritrovamento del Cristo ligneo nelle acque del Canalbianco durante l’alluvione del 1951.
Il neonato gruppo voleva dare un’impronta diversa alle serate di animazione paesana, allora tutte incentrate sulle solite occasioni di ballo: un qualcosa che coinvolgesse persone al di fuori del mondo ludico e godereccio che caratterizza tutte le sagre di paese.
Con molta caparbietà, in pochissimo tempo, il gruppo ha dunque predisposto il bando spedito ad autori ben noti a Paola Munaro, data la sua partecipazione a vari concorsi. Poi l’attesa, con trepidazione e molta speranza.
Già dal primo anno il concorso di Lama ha dimostrato una certa vitalità con 26 partecipanti adulti e 42 bambini delle scuole. Paola ricorda ancora il clima di incertezza vissuto il giorno della premiazione. Mentre con Don Antonio si procedeva ad addobbare la Chiesa che avrebbe accolto i premiati, gli organizzatori si guardavano in silenzio, un po’ perplessi e preoccupati nel notare la grande navata completamente deserta. Poi piano piano, alla spicciolata, la chiesa si è riempita di scolari, insegnanti e adulti. Un’eloquente occhiata, un guizzo di gioia nello sguardo e la soddisfazione di poter dire: è andata!
Ecco, il premio è cominciato così, un po’ in sordina, diventando progressivamente nei dieci anni successivi sempre più importante, partecipato e noto oltre i confini del Polesine, con partecipanti da Verona, Padova, Treviso e perfino Torino, Frosinone, ed altre località lontane.
Il premio si articola in due sezioni: Prosa in italiano, Poesia in italiano e vernacolo ed è aperto a tutti. Le premiazioni sono state spostate ad ottobre, collocate in uno spazio tutto suo, più consono, per dare più serietà ed importanza alla manifestazione culturale.
“Quinta Stagione”, perché questo nome? Lo spunto è venuto proprio da una poesia di Paola Munaro, nella quale l’autrice parla di una stagione particolare della vita, una “stagione metafisica” in cui l’essere umano si trova ad aspettare, ad osservare; dove il passato ed il presente si fondono in un unico pensiero proteso verso l’ignoto domani.
Il premio è a tema, sempre su argomenti di attualità che spaziano dalla famiglia alla società, problematiche giovanili, religione, conflitti interiori, ecc. Ogni hanno pertanto agli autori viene proposto un tema diverso: lo spunto viene desunto da notizie apparse sui giornali, da dibattiti; l’ultimo argomento è scaturito da un inciso dello psicologo Crepet, durante una conferenza tenuta alla Gran Guardia di Rovigo.
Il gruppo sa che spesso mette in crisi gli autori, che a volte gli argomenti sono davvero difficili, in qualche caso anche poco adatti ad essere trattati con l’espressione poetica, però poi ogni volta si verifica una specie di miracolo. Il tema fa breccia nel cuore degli appassionati e i contributi scritti in poesia e prosa arrivano da varie parti d’Italia. E così lo sforzo degli organizzatori è pienamente appagato per la qualità e lo spessore dei contenuti riscontrati sia nelle prose che nelle poesie.
Dalla prima edizione il prof. Lino Segantin, direttore della rivista Ventaglio Novanta, è il presidente della giuria, e partecipa attivamente a stilare le graduatorie dei partecipanti assieme ad altri fedeli componenti veterani e ad altri giurati che si sono aggiunti nel corso delle varie edizioni, rendendo così possibile la continuità del concorso.
A conclusione del decennale il direttore del Ventaglio ha accolto di buon grado la proposta di dedicare alcune pagine della rivista al premio di Lama, pubblicando le Poesie (in lingua italiana e dialettale) che hanno ottenuto il primo premio nelle dieci edizioni.
Non potendo, per ragioni di spazio, accogliere gli elaborati della sezione Prosa, ci limitiamo a ricordare di seguito il nome dei premiati: 1996 – Boschetti Liliana; 1997, 1998 e 1999 – Pavarin Quirino; 2000 – Signorini Mattia; 2001 – Tavian Manuela; 2002 – Boccato Federica; 2003 – Caierani Paolo; 2004 – Bego Julie; 2005 – Scanavacca Giovanni
Premiati della sezione Poesia: 1996 – Nedda Cappello Tasselli; 1997 – vernacolo, Bonvento Luciano, italiano, Boschetti Liliana; 1998 – Munaro Mara; 1999 – Stoppa Bruna; 2000 – Bogge Dolores; 2001 – Bortolotti Lorena; 2002 – Trombin Elio; 2003 – Masiero Angioletta; 2004 – Lucia Beltrami Menin; 2005 – Zanchetta
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Ventaglio Novanta. ““Quinta stagione””. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/quinta-stagione/