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POESIA

Sul filo dell’orizzonte

di Maria Teresa Mancini

Ventaglio Novanta n. 22 2001 pp. 115–118

NEL CIELO BREVE

Nel cielo breve
della mia finestra
incide una nuda geometria
l’albero del Giappone.
Tu lo vedesti, fitto
di bacche risplendenti.
Ora lo deruba il tramonto
dei suoi frutti dorati.
Ho contato gli ultimi pochi
offerti sulle cime
dai grumi della brina.
Ho veduto i giorni
cadere per te così
frutti d’oro nel fango
ai piedi di una croce.

SUL FILO D’ORIZZONTE

Sul filo d’orizzonte
si accendono lampare.
Ciascuna un piccolo porto.

GORGO DI LUCE

Gorgo di luce
la valle
nel cuore del vento.

IL VENTO AMARO

Il vento amaro del tempo
passava sul tuo capo
senza odor di ginestre
senza ritmo di voci
senza il colore di un sogno.
Solamente il silenzio
negli occhi spalancati.
Un dito di traverso
su labbra sigillate.
Era per te la vita
scheggia smarrita di stella
parola non pronunciata.
Ma il bisturi d’acciaio
infrange il sortilegio.
Torna lontano l’eco
di un passo lungo il viale,
un atteso richiamo
sotto le tue finestre
tra il rosso dei gerani.
E romba ancora l’ape
nell’oro della rosa.
Ritrova la tua vita
il suo battito d’ali.
È frammento d’eterno.
Parola risillabata.

RADE L’AIRONE

Rade l’airone rosso
lo specchio di laguna.
Lente si sfanno le nubi
nel corallo dell’alba.

SCHIUDE IL VENTO

Schiude il vento dell’alba
la persiana accostata.
Nel riquadro di luce
l’anima si scopre nuda
senza peso di pena o di gioia.

DECLINA GIÀ LA TUA SERA

Declina già la tua sera
madre che troppo mi amasti.
Porterò nel mio cuore dolente
la gioia di anni lontani
i silenzi l’amore i rimorsi.
Il tempo che scava il tuo viso
cancella le note più care.
Ricadono senza più echi
le mie parole di sempre.
Ripetimi tu come un giorno
le voci che restano eterne.
Cercami come se fossi
raccolta nel florido grembo
e, nel miracolo antico,
ridammi con un tuo sorriso
la mia vita di allora.

TI ASPETTAVAMO

Ti aspettavamo un giorno di marzo
nella piena letizia
dell’anno già in fiore.
Ci raggiungesti improvviso
in una notte di luna,
ancora strinava il gelo
l’erba nascente del prato.
Ma quanto ti fummo vicini
nel tepore leggero
del tuo respiro sommesso
– era un nido la culla –
su di noi alitò primavera.

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Come citare questo articolo

Maria Teresa Mancini. “Sul filo dell’orizzonte”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/sul-filo-dellorizzonte/

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