Pubblicità

MUSICA & TEATRO

Sulle ali della musica

Massimiliano Ferrati organista e pianista di grande talento

di Romano Beltramini

Ventaglio Novanta n. 27 2003 pp. 118–119

Quando Massimiliano si siede al pianoforte, ed ancor prima che le sue mani si appoggino sulla tastiera, scompare tutto quanto gli sta intorno. Non c’è più il pubblico, che conviene sempre numeroso al suo concerto, non c’è la commissione che valuterà il suo impegno all’eventuale concorso né ci sono le telecamere od i microfoni spesso presenti a riprendere la melodia che inonderà la sala. Non ci sono neppure i genitori ed i familiari trepidanti che accompagneranno, con straordinaria palpitazione, lo scorrere delle sue mani preziose sulla tastiera.

Ci sono solo lui, il musicista che ha composto, ed il grande pianoforte che attende lo scorrere fluido e creatore della sua sonata. Ma, in fondo, c’è un sapore d’incanto che avvolge il tutto e che, fin dalla prima nota, si sviluppa in una indescrivibile simbiosi che fonde e confonde ogni componente della creatività in un unico palpito, in una estensione di senzazioni che isolano il pianista e coinvolgono chi ascolta in momenti di magia.

Quelle mani che accarezzano la tastiera, che la aggrediscono con impeto impositivo, che la accompagnano con dolcezza nel fluire delle emozioni, che si impossessano delle sue palpitazioni e dei suoi tormenti fino a farne battito del cuore, quelle mani corrono interpretando le gioie ed i dolori di un musicista che ha composto sonate prive di spazi e di tempo e lo fanno con una capacità interpretativa che rivela un pianista di eccezione.

E Massimiliano segue ed insegue le melodie accompagnandole con una ricchezza di emozioni che non possono non coinvolgere i presenti rapiti da una personalità d’artista tanto straordinaria. Non ci sono distrazioni ed il messaggio scorre veloce in sala, si distende e penetra in un turbine di note che scrivono, tutte e ciascuna, un libro dalle pagine d’oro ed eterne.

Ogni concerto gode elevata potenzialità di penetrazione. Ogni sonata, interpretata da Massimiliano, diviene gioiello splendido di una collana che rimarrà unica ed irripetibile nel suo mistico colloquio e nella eccezionale espressione. E si segue, rapiti, il suono che quella tastiera ci porge e ci si emoziona con il pianista che, isolatosi da tutti, vive la sua musica, le affida i suoi pensieri sorridendole nelle celestiali distensioni o facendosi cupo e tiste nelle vicende del grave per tornare a gioire nei momenti del sollievo o nei giochi deliziosi che il compositore ha creato.

Ci sono i ricami del vento, lo stormire irrequieto delle cime nei boschi, le armonie distensive delle acque nelle sue sonate; così come si ritrovano le bucoliche pastorali della campagna, la scoppiettante irruenza del deserto. Ad ogni nota l’appropriata ambientazione, che il pianista vive in una emozionante genuinità ed in una vocazione di elevazione che gli è unica. Quasi Massimiliano non volesse terminare quel suo sogno pianistico che interpreta tutto a memoria, senza condizionanti spartiti ma con la possibilità di immettere, nella sonata, tutti i palpiti ed adatti virtuosismi che il cuore gli detta, creando il coinvolgimento della sua anima con le note e trascinando i presenti nel suo mondo incantato di fiabe musicali, perché tali, divengono, le sonate da lui interpretate.

Poi, con dolcezza infinita si spengono le note. Il pianoforte tace così come il pubblico che, emozionato e rapito dall’incanto, non vorrebbe rompere la magia del momento fino a farlo, poi, con una esplosione di consenso che dice sì dell’incondizionato apprezzamento ad un pianista tanto prezioso, ma che, anche, lo ringrazia per quel concerto stupendo che ha scosso, nell’intimo, ciascuno ed a ciascuno ha fatto vivere le sue fiabe musicali.

Che Adria sia orgogliosa di Massimiliano Ferrati è dir poco perché talenti come il suo non emergono a comando in ogni tempo ma sono prestigioso risultato di una tenace componente di studio e sacrificio sostenuta da una naturale dotazione che non si ritrova se non nei riflessi di poche gemme e, questo, la vecchia aristocratica Signora della musica lo ha capito.

Ho la fortuna di ricordarmelo bambino, a sei anni, quando Rita Zenato, con pazienza ed affetto gli faceva muovere le dita sul pianoforte e gli insegnava le prime scale musicali. Poi, al Conservatorio di Stato a continuare la sua strada e nelle frequenti visite al Coro “Soldanella” che amava ed ama particolarmente per avere trovato una amicizia generosa e grata di quei sia pur fugaci apporti alle prove settimanali. E, più avanti nel tempo, lo risento accompagnare all’organo il matrimonio di mia figlia e, nel seguito, l’ammirato ascolto dei suoi primi concerti con la inevitabile consapevolezza che stava nascendo un “signore della musica”.

La sua arte, la sua indiscutibile autorevolezza lo hanno portato in tutto il mondo riscuotendo consensi dei quali mi è difficile dire. Poi, il matrimonio che lo porterà a lasciare la sua città natale ed a trasferirsi fuori regione. Ma qui ad Adria, ci sono i genitori, quei sapienti genitori che in lui, per primi, hanno creduto sostenendolo nel non facile percorso ma agevolandone, con convinzione, il superamento delle difficoltà.

E Massimiliano torna nella sua Adria, di tanto in tanto, magari per regalarle un momento di inebriante musicalità come quell’affollatissimo concerto del 5 gennaio scorso nel teatro “Ferrini” dove Robert Schumann con le “Scènes mignonnes sur quatre note op.9 dal carnaval” e dove i “Quadri da una esposizione” di Modest Musorgskij hanno deliziato trasformando l’auditorium in una cattedrale di elevazione stupenda e di alta cultura artistica ma, soprattutto, si sono estesi in un sogno di luminosità che le note di Massimiliano hanno fatto risplendere e donato alla storia della buona musica.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Romano Beltramini. “Sulle ali della musica”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/sulle-ali-della-musica/

Pubblicità