Sull’argine sinistro del fiume Po, tra Villanova Marchesana e l’abitato di Canalnovo (antico villaggio di pescatori ed antica sede di un’Abbazia Benedettina), si trova una zona golenare molto interessante denominata “Piarda”.
Nello scorso febbraio, la Commissione Provinciale delle Bellezze Naturali ha vincolato tale golena, stimandola zona di particolare importanza ambientale-naturalistica. Tra la folta a spontanea vegetazione si possono infatti notare diversi tipi di alberi tra cui pioppi, salici, robinie, anche di notevoli dimensioni, che si alternano creando un paesaggio interessante anche come zona di rifugio e ripopolamento.
Tra la vegetazione, muniti di un binocolo, si possono osservare numerosi gruppi di aironi rossi e cinerini (ne ho contati anche 30 esemplari contemporaneamente) beccaccini, garzette, nitticore, cavalieri d’Italia, qualche esemplare di germano e chiurlo, numerosi gabbiani e fagiani. Un conoscente mi ha riferito di aver fotografato perfino un martin pescatore. Inoltre, e soprattutto quest’anno, si è notata la presenza di numerose nutrie, anche di notevoli dimensioni, completamente innocue (tali mammiferi vengono anche allevati per la loro pelliccia) di cui si possono vedere chiaramente le tane scavate lungo le rive.
Nel paesaggio golenale si configura maestosa la Fornace Toti, che si erge sopra la vegetazione con l’imponenza delle sue 3 canne fumarie, divenute simbolo del paese stesso. Osservandole e parlandone con gli anziani del Paese, ritornano alla mente lontani ricordi di una vita e di un lavoro fatto di sofferenze e sacrifici, ricordi uniti alle imprese dei vari Biondo, Bioco, Curamin, Gigola, Gianoto, Giroleta, Grandora, Lusegon, Sito, Tociò, etc.; soprannomi ancora esistenti, alcuni scomparsi, con cui i lavoratori della fornace si chiamavano tra di loro.
La fabbrica di laterizi, costruita nei primi anni del ’900, contava fino a 300 operai, dando lavoro anche a persone dei paesi limitrofi. Cessò la sua attività nel 1964 ed attualmente si può considerare come patrimonio di archeologia industriale, essendo in completo stato di abbandono e bisognosa di cure radicali per evitarne la perdita irrimediabile. A tale scopo nel P.R.G. comunale di Villanova Marchesana si dà la facoltà di riutilizzare tale struttura con finalità turistico-ricreative.
Nell’ambito della valorizzazione della golena si è inserito il Gruppo “Amici del Po” di Villanova Marchesana, un’associazione aperta a tutti, costituitasi nel novembre 1989 senza scopi di lucro: in collaborazione con l’Amministrazione di Villanova Marchesana, si prefigge – come ci informa il Sig. Rizzi Ampelio, Presidente del Gruppo – la valorizzazione turistica ed ambientale della golena. “In tale ottica – afferma il presidente – abbiamo provveduto a costruire una rampa alaggio scafi, già funzionante, adatta anche per grosse imbarcazioni, ed un casone galleggiante ad uso dei soci del gruppo. Tali iniziative sono già state ampiamente apprezzate, in quanto si offrono delle strutture atte a promuovere la conoscenza dell’ambiente in cui si vive. Intendiamo inoltre proporre un parco arboreo didattico, già in parte attuato, con la piantumazione di specie autoctone tipo farnia, carpino, frassino, olmo, ontano. Speriamo inoltre di poter estendere l’utilizzo di tali strutture a comitive di turisti che possono giungere con motonavi o con pullman”.
Da non sottovalutare inoltre il momento gastronomico proposto dai locali della zona, in cui si possono gustare alcuni salumi tipici, come si suol dire “fatti in casa”, e diverse altre specialità, tutte accompagnate da “un’ombra” veramente genuina.
Un appuntamento di indubbio interesse quindi per tutti gli amanti della natura e del bird-watching, o per chi intenda dedicare un momento ricreativo, proponendo una visita a questa oasi naturale, tutta da scoprire.
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Come citare questo articolo
Sandro Passarella. “In Golena”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/in-golena/