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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il Polesine dal Cielo

Con un deltaplano a motore sulla terra dei grandi fiumi. Una visita all’aviosuperficie di S. Apollinare

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 2 1990 pp. 18–21

Una superficie piatta, che progressivamente si avvalla incontrando l’Adriatico. Questa la struttura morfologica del Polesine, i cui punti territoriali più elevati sono gli argini dei fiumi, eretti dall’uomo per imbrigliare i grandi corsi d’acqua che solcano la pianura. Interventi artificiali necessari giacché gli alvei fluviali tendono incessantemente ad innalzarsi, per il costante deposito di detriti, dovuto al lento procedere delle correnti verso la foce.

In mancanza di alture naturali, è stata affidata ai campanili l’unica possibilità di spaziare sull’ampia superficie piana; e non è un caso che, proprio a Lendinara, cittadina dalle antiche e nobiliari tradizioni, esista una torre campanaria tra le più alte d’Italia, lo svettante campanile di S. Sofia, che con il suo angelo girevole sfiora i cento metri di altezza. Ma le strette e sdrucciolevoli scalette dei campanili, per lo più interdette all’uso, non permettono che a qualche privilegiato l’erta salita e non consentono che una visione definita ed immutabile.

Bisogna volare sul Polesine per scoprire un mondo insospettato, dove gli scenari campestri prendono vita e movimento per il serpeggiare sinuoso di fiumi e canali, mentre avanzando verso il Delta il gioco della terra e delle acque diviene estatica visione.

Va ad un manipolo di polesani il merito di aver aperto la strada per osservare il Polesine dal cielo: un volo davvero entusiasmante sulla terra dei grandi fiumi.

Da quattro anni ha preso vita l’Aero Club Rovigo, che in poco tempo ha realizzato la bella aviosuperficie di S. Apollinare, borgo che sorge a sud-est del capoluogo, lungo le sponde del Canalbianco. Un centinaio di attivi soci, capitanati dal presidente dell’associazione dott. Giulio Cesare Guarniero e dal vice, avv. Italo Boscolo, hanno ottenuto in affitto dall’Amministrazione provinciale un terreno idoneo, su cui sono intervenuti con lavori di spianatura e consolidamento, ottenendo un’aviosuperficie regolamentare, adatta per l’atterraggio di aerei da turismo, elicotteri e U.L.M., ovvero ultra leggeri a motore, tra cui fanno la parte del leone i deltaplani realizzati dalla ditta Aliferrari di Lendinara.

Tra i solerti animatori incontriamo un’autentica vecchia gloria dei cieli: il sottufficiale Leopoldo Previtali, ex istruttore pilota dell’Accademia di Caserta che con i nuovi amici ha ritrovato, assieme alla comune passione per il volo, la serenità perduta dieci anni fa in seguito alla tragica scomparsa di un figlio ventunenne. Mentre il “padre” dei piloti polesani sale sul seggiolino posteriore del deltaplano dell’avv. Boscolo per librarsi nell’aria, ci rivolgiamo al dott. Luca Granato, istruttore dell’Aereo Club rodigino che con quindici lezioni abilita i neofiti del volo a padroneggiare un aliante.

“Abbiamo lavorato sodo per creare questa aviosuperficie – ci informa il dott. Granato –. Dopo aver spianato il terreno ci siamo procurati i prefabbricati per gli alloggiamenti a Gemona in Friuli, dove erano stati utilizzati per l’emergenza del terremoto. Abbiamo così dotato anche Rovigo di una struttura che può rappresentare un punto di riferimento importante per le esigenze collettive: per la Protezione Civile, ad esempio, oppure per la Guardia di Finanza, o ancora per una elioambulanza, vista la vicinanza con l’ospedale civile, o per quanti, intendono raggiungere Rovigo a bordo di piccoli aerei di cui molti personaggi del mondo economico sono dotati. Ma non ci sembra – aggiunge il dott. Granato con voce critica – che le autorità tengano nella dovuta considerazione questa aviosuperficie; mentre altre realtà, anche meno importanti di una città di provincia come Rovigo, dimostrano maggior interesse per iniziative similari, sostenendole anche con fondi pubblici”.

Un discorso questo che va ripreso e che rinviamo ad un prossimo articolo.

I raggi del sole frattanto si sono abbassati e le correnti ascensionali hanno perduto la loro forza. “Il momento più adatto – avverte il titolare dell’Aliferrari, Gabriele Garbellini – per il battesimo con l’aria… Prima di salire alcune informazioni tecniche: il propulsore è un Rotex austriaco di 500 cc, l’ala è ampia e solida; per governarla una semplice barra, importantissima perché ad essa è affidata la trasmissione dei comandi dell’ala a delta.

Ecco, il motore aumenta di giri, una breve corsa sul tappeto erboso e poi su, sospesi nell’azzurro a scoprire un mondo che sembra di fiaba, dove rettangoli di verde si affiancano ad altri color ocra, in un dipinto bellissimo solcato dagli azzurri nastri dei fiumi.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Polesine dal Cielo”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-polesine-dal-cielo-2/

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