Il Delta del Po ospita una grande quantità di uccelli svernati, estivanti e di passo, tanto da farne una delle zone più ricche d'Italia. Trovano qui asilo alcune fra le più popolose colonie nidificanti di fraticelli (Sterna albifrons) e di fratini (Charadrius alexandrinus); inoltre le ultime coppie di beccaccia di mare (Haematopus astralegus) nidificanti in Italia si rinvengono ormai solo in questo territorio¹.
Purtroppo le aree interessate alla presenza di questi uccelli sono oggetto di balneazione e il disturbo, magari involontario, arrecato dai bagnanti finisce spesso con il pregiudicare la riuscita delle covate.
Partendo da queste semplici considerazioni due associazioni ambientaliste IBIS e WWF di Rovigo hanno coinvolto quest'anno l'Amministrazione Comunale di Porto Tolle, comune posto nel cuore del Delta e largamente interessato dal fenomeno, in un progetto teso alla salvaguardia di un patrimonio faunistico peculiare di questa zona.
L'operazione si è articolata (anche sulla scorta di analoghe esperienze realizzate in comuni anche vicini) in diverse fasi: dai necessari incontri preliminari con i pubblici amministratori, per concordare le modalità di intervento, si è poi passati ad una serie di sopralluoghi per l'individuazione delle aree di nidificazione. Ne è scaturita un'ordinanza di divieto di accesso a tali aree da parte del Sindaco (03/05/1990), seguita dalla tabellazione delle aree di sorveglianza e di studio.
Sono stati dunque localizzati e perimetrati tre siti, rispettivamente nello Scanno² del Palo in località Barricata, nello Scanno del Palo in località Biccasette e a Scanno Boa.
Un'altra area, posta alla foce del Po di Pila e interessata negli anni antecedenti alla nidificazione di una nutrita colonia di fraticelli, è stata quest'anno completamente ignorata da quest'uccello probabilmente a causa dell'eccessivo disturbo arrecato dalla numerosissima presenza di gabbiani Reali (Larus cachinnans).
Per motivi diversi, purtroppo, i risultati non sono stati quelli sperati.
A Barricata la zona occupata in passato è probabilmente compromessa da un manto erbaceo pioniera, che si è insediato muntando in maniera sostanziale la morfologia dell'arenile e rendendolo di fatto poco appetibile per le esigenze dei fraticelli. Qui non è stata avvistata nessuna coppia in fase di nidificazione neppure a stagione inoltrata. Sono state viceversa individuate tre coppie di beccacce di mare, di cui due sicuramente nidificanti. I piccoli di una delle due coppie in questione sono stati catturati, inanellati e rilasciati in sito da personale autorizzato in data 26/05/90. Il nido della seconda coppia, con un solo uovo deposto, è stato tuttavia individuato ma non si è proceduto al successivo inanellamento.
Nello scanno di Boccasette, agli inizi del mese di giugno, una colonia di fraticelli era nella fase iniziale di corteggiamento e nidificazione. Il giorno 02/06/90 volontari delle associazioni ambientaliste hanno provveduto a tabellare la punta dell'isola sabbiosa dove si concentravano gli animali.
Purtroppo la scarsità di sorveglianza garantita dalle associazioni, e quella assolutamente inesistente da parte degli organi di polizia, hanno permesso che i bagnanti, insensibili e incuranti dei divieti, piantassero gli ombrelloni proprio nell'area interessata alla nidificazione, ad onta di circa due chilometri di spiaggia completamente libera. Come è facile immaginare la colonia ha "levato le ancore"; sicché la mattina del 08/07/90 non v'era ombra di fraticello in tutto lo scanno, mentre le fresche tracce sulla rena donotavano perlomeno la presenza di qualche fratino fuggito all'arrivo dei chiassosi bipedi in costume. Dopo qualche alterco con i più ottusi fra gli invasori, il solito manipolo di volontari ha provveduto a sgomberare completamente la zona dalla segnaletica apposta qualche tempo prima.
Sorte migliore non è toccata alla numerosissima colonia di fraticelli (4-500 coppie stimate) localizzata nella punta meridionale di Scanno Boa. Qui per la verità gli animali avevano iniziato una fiduciosa deposizione, e l'opera disturbatrice dell'uomo si faceva sentire molto meno sia per il minor afflusso turistico sia per la maggiore sensibilità dimostrata dai pochi bagnanti presenti.
In data 28/07/90, ad un sopralluogo per verificare lo stato di nidificazione, si presentava però una situazione alquanto sospetta con molte coppie sui nidi, molte uova deposte ma pochissimi piccoli, tutti di due o tre giorni al massimo. Non si scorgeva inoltre nessuna traccia dei pulli inanellati la settimana antecedente. Il presagio che qualcosa di sinistro incombesse si è fatto minuto per minuto più consistente fintantoché, l'arcano non è stato svelato: sotto i cespugli di ammofila decine e decine di uova e di pulcini accatastati a mo' di macabre dispense e tutt'intorno, inequivocabili, le traccie dei protagonisti, i ratti. Le razzie dei topi hanno purtroppo compromesso in maniera definitiva anche la nidificazione di questa bellissima colonia di fraticelli.
A parziale compensazione della insoddisfacente operazione di tutela del Delta è giunta l'dentificazione a la salvaguardia di un'altra colonia individuata molto più a monte, in un isolotto sabbioso del Po prospiciente il comune di Ficarolo, quindi ad un centinaio di chilometri dalla foce.
Appena individuata l'area di nidificazione le associazioni ambientali hanno avvisato il sindaco del comune interessato che ha provveduto tempestivamente, e con grande sensibilità, ad emanare un'ordinanza di divieto di accesso all'isolotto e a tabellare la zona.
Nell'Isola in questione, in due fasi successive, il socio IBIS Menotti Passerella, collaboratore dell'INBS³, coadiuvato dal socio WWF Massimo Benà, ha provveduto alla cattura e all'inanellamento di 79 fraticelli, 9 sterne comuni (Sterna hirundo) e 4 corrieri piccoli (Charadrius dubius) il tutto opportunamente registrato e comunicato all'INBS stesso. Alcuni di questi animali sono stati successivamente ricatturati da ricercatori: due nella laguna di Venezia ed uno in provincia di Ravenna.
A conclusione dell'iniziativa si possono fare alcune considerazioni che meritano comunque di essere approfondite negli anni futuri.
Innanzi tutto bisogna osservare che, oltre al deprecabile fenomeno della caccia, altre abitudini possono rivelarsi altrettanto deleterie per alcune specie di animali che in qualche modo interferiscono con le attività antropiche. È il caso del turismo balneare, fonte pressoché della totale distruzione degli ambienti naturali costieri italiani.
Per evitare la distruzione di un patrimonio animale irripetibile, di fronte ad una sensibiltà ancora poco diffusa verso questi problemi, non sembrerebbe esservi altra via che quella di aumentare la sorveglianza e le sanzioni economiche per chi non rispetta le indicazioni di tutela.
La seconda osservazione è che gli animali, sempre più disturbati dall'uomo nelle aree di specifico interesse per la nidificazione, finiscono per rifugiarsi in zone marginali che sovente si rivelano, per svariate cause, poco adatte allo scopo. Ciò si traduce spesso nella distruzione delle covate. Accertato è ad esempio il caso di nidificazioni all'interno di valli da pesca che, a causa dell'innalzamento artificiale del livello dell'acqua, sono andate completamente perdute.
A questi problemi si aggiungono poi quelli dovuti alla predazione naturale ad opera di gabbiani, ratti, animali domestici, che, come abbiamo visto, possono compromettere la cova di intere colonie. È evidente la necessità di studiare interventi che tendano a ridurre l'impatto di specie nocive o comunque sovrabbondanti a scapito di altre più minacciate.
Positivo in ogni caso è il risultato per le associazioni ambientaliste IBIS e WWF, che hanno fatto tesoro dell'esperienza maturata e contano di riproporla l'anno prossimo anche in altri comuni polesani, sperando di riscuotere maggior fortuna.
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Come citare questo articolo
Massimo Benà. “Dove nidificano gli uccelli”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/dove-nidificano-gli-uccelli/