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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

I Gorghi di Trecenta

Un percorso suggestivo che va valorizzato con appositi interventi. Un apposito studio incentivato dalla Provincia

di Erregiemme

Ventaglio Novanta n. 2 1990 pp. 35–37

Un invito a visitare i Gorghi di Trecenta non è un tema del tutto nuovo; la proposta ha goduto più volte l’attenzione della stampa periodica e di altre pubblicazioni locali e recentemente anche nazionali. Questi tranquilli specchi d’acqua costituiscono infatti una presenza caratteristica e non frequente nel paesaggio polesano, erroneamente ritenuto piatto se non addirittura monotono. Sono di contenute dimensioni, di forma sub-circolare, talvolta allungata, seminascosti nella distesa della campagna coltivata, perché circondati da un’insolita quanto gradevole vegetazione arbustiva ed arborea tipica delle zone umide e dei loro intorni. In tali areali relitti trovano il loro habitat ideale una sorprendente quantità di piante ed animali, la cui conoscenza sarebbe auspicabile non rimanesse esclusivo patrimonio degli studiosi.

Partendo dal Gorgo Malopera a Pissatola, la frazione orientale di Trecenta, dopo i Gorghi Bottazza, Gaspara, Magon, della Sposa e Zucolo, si arriva, procedendo verso occidente, al Gorgo Magarino a Sariano. Tale concentrazione di laghetti fa della zona, una delle maggiormente singolari di tutto il Polesine, dichiarata di notevole interesse pubblico in quanto “bellezza d’insieme panoramica”.

L'origine dei gorghi è alluvionale, sono collocati all'interno di un paleoalveo, il letto di un vecchio corso fluviale e vengono alimentati da acqua risorgiva. Il percorso che li collega è arricchito dalla maestosità di alcune corti degne di rilievo e di due importanti monumenti architettonici quali il palazzo Pepoli Spalletti di Trecenta e l'omonima casa-castello di Sariano. Ce n'era abbastanza perché l'Amministrazione Provinciale di Rovigo prevedesse per quest'area uno studio di analisi e proposte di intervento per il suo recupero, salvaguardia e valorizzazione, con finalità naturalistiche e turistico-didattiche, studio ufficialmente presentato al pubblico di Trecenta nell'aprile scorso davanti alle maggiori autorità provinciali e comunali. I consensi che lo accoglievano sembravano tra l'altro coagulare la diffusa reazione a quanto l'esperienza di questi ultimi decenni va mettendo sempre più in luce, il collegamento cioè, tra lo sviluppo dei settori produttivi, compreso il primario, ed il progressivo degrado delle risorse ambientali.

Lo studio individuava itinerari diversificati da percorrere a piedi, in bicicletta, a cavallo o con canoe; suggeriva lo sviluppo della vegetazione nell’area, il suo ripopolamento faunistico, la creazione di sentieri mascherati e di punti di osservazione, iniziative agrituristiche con il recupero dei più importanti manufatti da adibire a ricettività e ristorazione.

Le proposte avanzate attendono ora soltanto la concretizzazione degli interventi per fornire alla zona altopolesana opportunità di programmi di investimento alternativi, nel senso che finalmente attuino la conciliazione tra lo sviluppo economico che ne deriverà e la salvaguardia di un ambiente tanto particolarmente dotato.

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Come citare questo articolo

Erregiemme. “I Gorghi di Trecenta”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-gorghi-di-trecenta-3/

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