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STORIA - TRADIZIONI

Il Senesi ritrovato

Ritorna finalmente alla luce la storia della Vangadizza del badiese Don Severo Senesi

di Roberto Viaro

Ventaglio Novanta n. 13 1996 pp. 58–61

L'esserci riaccostati ai manoscritti autografi del Padre Don Severo Senesi, il monaco camaldolese che negli anni venti del XVII secolo compilò la storia dell'Abbazia di S. Maria della Vangadizza, costituisce un'importante novità nell'ambito degli studi vangadiciensi. Non solo perché dopo trecentosettant'anni torniamo ad attingere direttamente da Senesi le sue informazioni sull'abbazia vangadiciense, ma anche perché abbiamo scoperto che esistono diverse redazioni della sua storia della Vangadizza.

La fruizione del testo originale di Senesi ha comportato la revisione di tutto ciò che finora è stato tramandato sotto il suo nome, consentendo finalmente una puntuale citazione dell'autore, e ha rivelato l'infondatezza di alcune opinioni oggigiorno circolanti. In realtà, benché Don Severo Senesi sia uno dei badiesi illustri più amati, paradossalmente egli risulta essere ancora uno dei meno conosciuti. Oggi, infatti, si continua a ritenere perduta ogni traccia del suo lavoro sulla Vangadizza 1, nonostante che nel 1972 Padre Giuseppe Cacciamani, intervenendo al I Convegno di Studi Vangadiciensi, avesse segnalato la presenza dei codici di Senesi nell'Archivio del Sacro Eremo di Camaldoli.

Tre anni dopo, la relazione del Cacciamani apparve nel primo volume degli Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense 2 . Ma inspiegabilmente Giovanni Beggio nella sua Bibliografia Vangadiciense, pubblicata alla fine del medesimo volume, mostrava di non aver raccolto le informazioni dello studioso e dava la storia della Vangadizza di Senesi nell'Archivio di San Gregorio al Celio 3 . La stessa negligenza Beggio la riproponeva nel 1982, nella seconda edizione della sua Bibliografia Vangadiciense 4 .

Ai giorni nostri, nell'ultima pubblicazione su Badia Polesine a cura della Biblioteca Civica G.G. Bronziero, Ivan Tardivello nel suo capitolo Badiesi da ricordare sostiene che della perduta storia di Senesi rimane una copia, il cosiddetto Codice Picinalli 5 .

Tale asserzione va corretta: sia perché la storia della Vangadizza di Don Severo è al presente conservata nell' Archicenobio di Camaldoli, sia perché soltanto le prime 14 delle 201 carte del Picinalli sono interessate dalle memorie tratte da Senesi.

Fu Don Giambenedetto Mittarelli nella sua Bibliotheca codicum manuscriptorum, uscita postuma a Venezia nel 1779, il primo ad informarci che ben tre copie eguali della storia della Vangadizza di Senesi si trovavano allora nella biblioteca di San Michele di Murano, precisamente i codici 636, 637 e 638 8 . Ma l'affermazione di Mittarelli non è esatta. I succitati codici, ora nel fondo S. Michele di Murano della biblioteca dell'Archicenobio di Camaldoli, corrispondono piuttosto alle tre differenti stesure della storia della Vangadizza che Don Severo redasse, tra il 1622 ed il 1626, mentre era Priore in San Michele di Murano.

Dal punto di vista storiografico Senesi è la principale fonte di notizie sulla Vangadizza fino alla metà degli anni venti del Seicento. Dopo tale data altri due codici, il Picinalli prima e successivamente il d'Espagnac, vengono a completare l'arco delle memorie di questa abbazia.

Ma per gli avvenimenti della Vangadizza fino all'anno 1624 anche queste due ultime fonti dipendono da Senesi. Il Picinalli si rifà direttamente al codice 636 di Don Severo; il d'Espagnac, invece, sembra utilizzare le memorie di Senesi compendiate nel Picinalli.

Furono dunque gli Annalisti Camaldolesi, nella seconda metà del Settecento, gli ultimi a fondare la propria ricerca sugli autografi di Don Severo. Osserviamo, infine, che la letteratura vangadiciense fino a questo momento non si è mai poggiata sull'autentico Senesi, ma soltanto su ciò che di Don Severo i codici Picinalli e d'Espagnac hanno tramandato.

Fu così per A.E. Baruffaldi all'inizio del Novecento 7 e, dagli anni settanta in poi, per le pubblicazioni del Sodalizio Vangadiciense 8 e della Biblioteca Civica G.G. Bronziero 9 . Lo stesso si può dire per le varie tesi di laurea fino ad ora realizzate.

Nell'imminenza dell'apertura al pubblico della nuova sede dell'Archivio del Sodalizio Vangadiciense, avvenimento importantissimo per una nuova stagione di studi e di ricerche, era dunque doveroso annunciare il ritorno di una grande fonte, dalla quale non si può ormai più prescindere.

Note

1 Badia Polesine: contributo per la conoscenza della città, a cura della Biblioteca Civica G.G. BRONZIERO, Badia Polesine 1990, p. 245.

2 G.M. CACCIAMANI, Relazione di carte e documenti relativi all’Abbazia di Santa Maria della Vangadizza, esistenti presso l’Archivio del Sacro Eremo di Camaldoli, “Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense”, 1 (1972-1973), p. 57-60.

3 G. BEGGIO, Bibliografia Vangadiciense, “Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense”, 1 (1972-1973), p. 458.

4 G. BEGGIO, Bibliografia Vangadiciense, “Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense”, 2 (1974-1981), p. 481.

5 Badia Polesine: …, p. 245.

6 G.B. MITTARELLI, Bibliotheca codicum manuscriptorum monasterii S. Michaelis Venetiarum propre Murianum, Venetiis 1779, col. 1042. Per Mittarelli il 638 si differenziava dagli altri due codici solamente per il titolo di Frondi Sparte.

7 A.E. BARUFFALDI, Badia Polesine (III.). La fine dell’Abazia della Vangadizza, Padova 1906; A.E. BARUFFALDI, Badia Polesine (IV). Regesto (Ser. I), Badia Polesine 1908; A.E. BARUFFALDI, Badia Polesine (V.°). Lapidi ed iscrizioni, Saronno 1909.

8 Ci riferiamo in modo particolare a quegli studiosi che nelle loro relazioni apparse negli Atti e Memorie del Sodalizio Vangadiciense hanno utilizzato come fonte il manoscritto, conservato presso l’Archivio del Sodalizio Vangadiciense, dal titolo “Memorie, che servono alla storia dell’insigne Abazia di Santa Maria della Vangadizza”. Esso, infatti, è quello che noi chiamiamo codice d’Espagnac.

9 Oltre alla pubblicazione citata alla nota 1, ricordiamo qui Le così dette Rocche Marchesane, (a cura di M. GUERRA, G. STOCCO, I. TARDIVELLO), Badia Polesine 1976; L’Abbazia della Vangadizza. I suoi potenti protettori, i suoi implacabili avversari, (a cura di M. GUERRA e G. STOCCO), Badia Polesine 1981.

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Come citare questo articolo

Roberto Viaro. “Il Senesi ritrovato”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-senesi-ritrovato/

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