Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il canale di Loreo

Una via d’acqua storica asse di congiunzione tra Adige e Po

di Giampaolo Tiengo

Ventaglio Novanta n. 17 1998 pp. 50–53

Canale di Loreo, detto fino ad alcuni anni fa semplicemente Naviglio¹: un corso d'acqua oggi non più navigabile che congiunge, da secoli, l'Adige al Po.

Simbolo vitale della comunità loredana, via di transito commerciale solcata da imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio, tratto di unione importante per la navigazione fluviale dal Po all'alto Adriatico e viceversa, culla di storia, di tradizioni, di civiltà mercantile e di costume appartenenti quasi in toto, agli splendori ed alle miserie della Serenissima, il corso d'acqua è stato per secoli punto di incontro di varie e variopinte figure umane: mercanti, barcaioli, militari, contrabbandieri, pescatori, ambulanti, piccoli e medi rappresentanti del governo veneziano e locale, meretrici, sfaccendati e faccendieri, facchini e scaricatori, usurai, nobili e possidenti, poveri e disoccupati.

Nel secondo volume del saggio di storia bassopolesana di Piergiorgio Bassan "Il dominio veneto nel basso Polesine", il Canale di Loreo è citato a proposito di una bonifica alla fine del 1500: " … a buon punto anche la bonifica di Loreo, Donada e Rosolina, delimitata dal Po a sud, a ponente dal canale di Loreo, dall'Adige a nord … " (pag. 75, ed. 1974).

Quindi il "Naviglio" era una delle linee di confine di una zona da sempre paludosa, anche se, ed è certo, il centro storico loredano era "all'asciutto". Da sempre ricco di abitanti e di attività, ed immagine speculare della venezianità, con le sue numerose calli, strette e corte, con alcuni bei palazzi di fronte a quella che ora è Riviera nuova e col suo imponente Duomo poco più ad est.

L'attività commerciale era fiorente e si serviva di decine di magazzini sotto i caratteristici portici, centri di scambio e di deposito delle più svariate merci provenienti dalla Lombardia, dal nord europeo, da Venezia e che prendevano la via dell'Adriatico.

Prima della costruzione della linea ferroviaria Rovigo-Chioggia e della nuova strada che collega Adria e Rosolina e quindi alla statale Romea, un unico ponte, girevole, collegava i due "quartieri" di Loreo: ad ovest il quartiere de "trasteverini" con Riviera Nuova come confine; ad est quello dei "castellani", con Riviera Marconi segno di confine. Oggi il ponte è diventato fisso ed è stato ricoperto da manto d'asfalto (il lavoro è stato eseguito una trentina di anni fa).

Verso sud, a poche centinaia di metri, gli altri due ponti, quasi contigui: quello della ferrovia e, subito dopo, quello della strada suddetta. Ancora più a sud, a pochi metri da quest' ultimo ponte, sulla destra, l'antico Cantiere navale "Doni", sorto, a detta di uno degli ultimi eredi di questa gloriosa dinastia artigiana (Archimede Doni, musicista di chiara fama scomparso circa quindici anni fa) ai primi del 1600. Questo cantiere, proprietà attualmente di una ditta bolognese, è tuttora la testimonianza della capacità imprenditoriale ed artigianale dei loredani all'epoca del blando dominio (blando perché ricco di privilegi, anche se non continuativi) della Repubblica Serenissima che, comunque, ha sempre avuto un occhio di riguardo per il territorio loredano, territorio di confine.

Doveva essere suggestivo giungere a Loreo solcando le acque del suo Naviglio, partendo da nord, ovvero dall'Adige. Un tragitto che ora possiamo fare seguendo la strada che costeggia la storica via d'acqua. La prima costruzione che si nota è una modernissima chiesa sulla sinistra, bassa e circolare, bianchissima: è la nuova chiesa di Tornova, che ha preso il posto dell'antico oratorio padronale, proprietà privata tuttora appartenente alla famiglia Vianelli. Il bianco edificio sacro si staglia in mezzo al verde dei campi. Avanti di poco, sempre a sinistra, incontriamo la settecentesca Villa Vianelli, dismessa da decenni e con visibili segni di abbandono. Lì il canale giunge all'incrocio tra via Tornova e via Canalvecchio (gli antichi alvei dell'Adige e del Naviglio).

La testimonianza più chiara del Naviglio come antica e frequentata via commerciale dell'acqua sta all'inizio del percorso: una stele marmorea con lettere scolpite che indicano vari prezzi sta sulla sponda sinistra. La stele, alta un paio di metri circa, è (c'è scritto) stata eretta nel 1785, dodici anni prima della fine della Serenissima.

Continuiamo il nostro itinerario: il Canale prosegue il suo corso diritto e costeggia alcune case sparse. Si comincia ad intravvedere Loreo poche centinaia di metri prima della grigia ed alta torre dell’acquedotto, sempre a sinistra.

Il paese ci accoglie con una originale teoria di palazzetti, separati tra loro solo dalle strette calli; ci immergiamo nei tipici e caldi colori veneziani e buranesi, che caratterizzano il centro di Loreo; prima di questi, sempre in Riviera Marconi, il palazzo municipale si affaccia su una piccola piazza ancora sterrata.

Purtroppo la limitata scorrevolezza dell’acqua e la mancata pulitura del fondale (da più di quarant’anni il Canale non viene dragato), provocano, specialmente d’estate, odori tutt’altro che gradevoli e questo è un danno, sia per i residenti che per i turisti, poco invogliati a percorrere la recentissima “passeggiata” costruita all’interno dell’argine destro.

Ed il Naviglio rimane, oggi, quasi immobile e solo, come un vecchio acciaccato che vive sostenuto dai suoi gloriosi ricordi.

¹ Naviglio: canale artificiale di portata abbastanza elevata, atto a essere navigato e utilizzato anche per irrigazioni, che ha origine solitamente da un fiume e si esaurisce in una darsena o si scarica in mare. È voce d’uso settentrionale, che fa per lo più parte, come nome proprio, di alcune denominazioni particolari…” (da Vocabolario della Lingua Italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani – Roma, 1989 – vol. III, pag. 372).

L’articolo nella sua veste originale

Leggi questo articolo come sulla rivista

Ritrova l’impaginazione originale, con fotografie e didascalie. Con Il mio Ventaglio puoi acquistare una raccolta anche di un solo articolo e consultarla online nella tua Biblioteca.

Vai a Il mio Ventaglio →

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Giampaolo Tiengo. “Il canale di Loreo”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-canale-di-loreo/

Pubblicità