Un duplice motivo di speranza, una volta tanto fondato su basi veramente concrete, ha preso corpo nel primo semestre di questo 1998 che si chiude in questi giorni con l'uscita dell'edizione estiva del "Ventaglio". Due importanti passi sono stati infatti compiuti lungo il cammino di una valorizzazione turistica ed ambientale del Polesine: l'istituzione del Parco del Delta, per il quale è stata individuata la sede operativa ad Ariano Polesine, ed il Simposio per realizzare il Museo dei Grandi Fiumi che troverà la sua "casa" presso l'ex grande monastero degli Olivetani di Rovigo, tornato agibile dopo un consistente ed oculato intervento di recupero.
Il mondo della cultura e i sostenitori della vocazione turistico-ambientale del territorio della nostra provincia hanno trovato una comune base di confronto per cimentarsi su tematiche che non dovranno rimanere limitate a momenti teorici, ma implicare una ricaduta sul piano degli investimenti, dell'occupazione e dello sviluppo.
Il Museo dei Grandi Fiumi si prospetta infatti non soltanto come uno spazio espositivo, ma come una struttura attiva di studio e ricerca, momento di confronto tra studiosi delle acque di tutta Europa e riferimento per mettere a punto piani di salvaguardia e valorizzazione degli ambienti fluviali. Una struttura – è stato detto al convegno di presentazione del progetto – che dovrà trovare il modo non solo per autofinanziarsi, ma anche di farsi effettivamente motore propulsivo per interventi di pianificazione.
Dal Parco ci si aspetta parimenti l'avvio di iniziative concrete focalizzate nel Delta del Po. Interventi mirati a far emergere finalmente la vocazione turistico-ambientale della più grande zona umida d'Italia, che da troppi anni attende di essere valorizzata. Parco e Museo si legano dunque in una prospettiva di riscatto del Polesine, piccola Mesopotamia d'Europa che si affaccia al terzo millennio con la volontà di trovare una positiva identità, in antitesi ad un passato di povertà ed emarginazione, in un'ottica nuova che sappia far risaltare la ricchezza dei suoi valori. Progetti innovativi ed originali dunque, in grado di esaltare la "vocazione" di una terra davvero unica, scelta dai grandi fiumi d'Italia per il loro abbraccio conclusivo col mare.
Lino Segantin
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Lino Segantin. “Parco & Museo”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/parco-museo/