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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Parco al via

A colloquio col prof. Vincenzo Melone, primo presidente del nuovo organismo

di Matteo Giordano

Ventaglio Novanta n. 17 1998 pp. 136–139

Sabato 10 gennaio 1998 resterà sicuramente una data memorabile per il Polesine. In questa giornata è stato infatti eletto il primo presidente del Parco Regionale del Delta del Po nella persona del prof. Vincenzo Melone, attuale sindaco di Taglio di Po.

L'impressione è che finalmente sia terminato un lungo e travagliato iter burocratico con la nascita di un organismo ipotizzato oltre 20 anni fa. Proprio al professor Melone abbiamo chiesto le sue prime impressioni.

Quali le linee di azione dell'Ente Parco?

"La mia impressione, ci ha detto Melone, è che il dibattito attorno alla realizzazione del Parco abbia a lungo condizionato la nostra vita politico-amministrativa. Il Parco non è e non deve essere un contenitore vuoto, come alcuni vanno ingiustamente sostenendo, ma piuttosto uno splendido viaggio nella direzione della protezione dell’Ambiente naturale, proponendo nello stesso tempo modelli di sviluppo ecocompatibili, tali da avviare nuovi processi economici a livello locale".

Signor Presidente, il Parco ha come riferimento il Piano d'Area che molti individuano come una delle tante insuperabili pastoie burocratiche.

"Il Piano d'Area non può, non deve e non produce blocchi alle attività produttive, anzi in moltissimi casi è e deve essere uno strumento atto a risolvere vari problemi; del resto l'Unione Europea ne ha sottolineato la validità segnalandolo come uno dei primi tre Piani urbanistici europei".

Come si opererà nel primo periodo della gestione?

"L'importante sarà partire con il piede giusto, e mi pare che tutte le premesse ci siano. L'attività dei primi mesi sarà, per forza di cose, assorbita dai problemi concreti e quotidiani, legati ovviamente all’ oneroso avvio della macchina amministrativa. Certamente, oltre alla necessaria serietà di impegno, bisognerà fare ricorso alla creatività e far tesoro di positive esperienze sperimentate nei Parchi che funzionano da anni. Si eviterà così di incorrere in errori già commessi e si definiranno regole di comportamento generale, per regolamentare scelte e meccanismi".

Il Parco porterà ad una positiva ricaduta sul piano dell'occupazione?

"Tra breve si avvieranno le procedure per l'assunzione del direttore del Parco e per la dotazione di personale; saranno inoltre costituite le diverse Commissioni, e verrà definito il Logo del Parco del Delta del Po. Ma la prospettiva per l'occupazione è quella di un indotto agevolato dall’Ente Parco. E su questa prospettiva io credo fermamente”.

Un futuro migliore dunque.

“Sì, io ci credo. Certo andranno studiate le forme più efficaci anche per un’idonea immagine del Parco diffusa attraverso i mass-media. Occorrerà renderlo riconoscibile ad un pubblico più vasto; bisognerà snellire strutture e superare iniziali incertezze, anche per garantire al Parco una attività certa, e risolvere una volta per tutte la questione della interregionalità. Vorrei infine concludere questo gradito incontro con gli amici del Ventaglio, con una considerazione che non vuole essere retorica, ma che riassume in linea di massima le mie convinzioni: il Parco, agli occhi di chi non lo ha vissuto dalla sua nascita, può apparire come un’ involucro vuoto di ogni contenuto che deve essere riempito dal lavoro delle istituzioni che noi rappresentiamo. I risultati dipenderanno dall’ entusiasmo con il quale si affronterà questo viaggio che io credo possa costituire il motivo di sviluppo di questo inimitabile Polesine, troppo spesso bistrattato e dimenticato”.

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Come citare questo articolo

Matteo Giordano. “Il Parco al via”. Ventaglio Novanta, n. 17, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-parco-al-via/

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