Percorrendo la vecchia strada Loreo-Adria, all'incrocio del canale di Loreo con l'ex Canalbianco, si vede ancora, e si vedeva meglio in passato, un complesso architettonico di vaste proporzioni: una villa gentilizia, ampi magazzini, un meraviglioso cortile con porticato, una imponente scuderia e stalle. E al centro una bella chiesa campestre dedicata a Santa Maria Assunta di Retinella. D'intorno e lungo i canali parecchie case coloniche. Nel vecchio catasto austriaco questo territorio era denominato: Comune della "Retinella".
Il complesso edilizio apparteneva alla nobile famiglia dei Conti Papadopoli, realizzatori delle grandi bonifiche in quelle zone un tempo chiamate le valli di Adria. In questo angolo di verde, all’incrocio di importanti canali si consumò un pezzo di storia del Bassopolesine.
Quegli edifici videro transitare lungo i canali, unica via sicura di comunicazione, per più secoli, un intenso commercio e assistettero, mutui e orgogliosi, al passaggio di personaggi illustri della Serenissima e Stati limitrofi e, nel 1782, al passaggio del Papa Pio VI in viaggio verso Vienna, ossequiato dal Vescovo di Chioggia alle chiuse di Cavanella Po.
Qui pulsava una vita agricola povera, semplice ma ricca di valori cristiani. Il tempo era scandito dal suono delle campane e la fede mantenuta salda dalla presenza stabile di un sacerdote, rettore della chiesa. L'ultimo fu Don Beniamino Bonivento, morto nel 1937.
Retinella dunque ha una sua storia; lo ricorda, oltre che il complesso dei palazzi con gli stemmi gentilizi, anche il prezioso arredo della chiesa, sottratto giusto in tempo al crollo quasi totale dell'edificio sacro.
Nel 1979 infatti, con una operazione di fisico salvataggio, le cinque pale degli altari furono portate in salvo nell'oratorio della SS. Trinità presso la parrocchiale di Loreo. Tra i dipinti (una Crocifissione, un’Immacolata, e altri ancora, tutti ad evidenza della stessa mano seicentesca) spiccava per individuale autorevolezza estetica una tela centinata, in pessime condizioni. Questa, dopo aver sofferto i danni patibili in un edificio ormai abbandonato, nello stesso anno, subiva anche una vandalica mutilazione: ignoti ladri, certo scegliendo la meglio conservata, tagliavano e asportavano da essa una intera figura.
Solo nel 1993 si provvide al restauro di questo dipinto, assieme agli altri, affidati alle cure di Walter Piovan di Albignasego (PD). Grazie ai felici risultati di tale intervento è stato possibile ricostruire anche la storia di questo bel dipinto che, a differenza degli altri, va fatto risalire al '500.
Sulla storia e la paternità di questa tela si parlerà in un prossimo numero del Ventaglio, limitandoci per ora ad invitare gli amanti dei luoghi più suggestivi del Polesine a far visita alla borgata di Retinella ove, ad un paio di chilometri dalla moderna zona industriale A.I.A. Adria-Loreo, il tempo sembra essersi fermato.
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Come citare questo articolo
Erminio Marzola. “C’era una volta “La Retinella””. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/cera-una-volta-la-retinella/