Quando il tepore della primavera inizia a consolidarsi, annunciando l'arrivo della bella stagione, si fa strada nella mente di tante persone il desiderio di inforcare la bicicletta per un giro tonificante verso la campagna o verso gli argini dei nostri fiumi, unici punti rialzati del paesaggio polesano. Lo sguardo può allora spaziare lontano, alla ricerca dei campanili dei vari paesi e di punti di riferimento conosciuti fin dall'infanzia che ci assicurano il senso di appartenenza al territorio.
Per gli amanti della bicicletta della zona di Lendinara, c'è un motivo in più per una serie di brevi escursioni ciclistiche nel limite del territorio comunale: la scoperta dei capitelli e delle edicole che la devozione popolare ha eretto nel corso dei secoli.
Lo spunto per quattro itinerari, lungo "le vie dei capitelli", ci viene offerto da un'apprezzabile ricerca realizzata dagli allievi delle classi 2ª F, 3ª D e 3ª E della Scuola Media di Lendinara, coordinati dalle insegnanti Rita Bazzi, Rosi Minella e Alessandra Recchiuti. Allo studio, comprendente non solo i testi esplicativi, ma anche la documentazione visiva fatta di fotografie, disegni ed in alcuni casi di veri e propri modellini, è stato riconosciuto, il 6 Maggio del 2000, il primo premio al concorso "I capitelli e le edicole del tuo paese", indetto dall'Istituto Tecnico Statale per Geometri "A. Bernini" di Rovigo.
Sulla scorta dell'originale lavoro di ricerca, affrontiamo dunque il primo itinerario di circa 20 chilometri, che prevede la partenza dal Santuario del Pilastello per compiere un circuito che ci porterà a percorrere la strada verso Valdentro, raggiungendo poi Molinella, Treponti, con ritorno a Lendinara attraverso Via Valli. Oltre alla sosta presso le edicole e i capitelli individuati dagli alunni delle Medie, nel nostro percorso, articolato in 15 tappe, abbiamo incluso anche gli oratori che si presentano lungo il tragitto.
1. Il tragitto prende il via dal Chiostro del Santuario, nel cui cortile è stata eretta un'Edicola dedicata alla Beata Vergine del Pilastrello. L'edicola, realizzata all'inizio degli anni settanta, è posta sopra un ampio basamento in marmo. Due putti stilofori reggono altrettante colonnine che a loro volta sostengono un elemento orizzontale, incorniciando lo spazio ove è posta un'immagine della Madonna di Lendinara realizzata in terracotta dal monaco olivetano don Lorenzo Valtorta. Sul basamento spicca la scritta "Thesaurus", con evidente riferimento all'espressione riportata a caratteri d'oro su un cartiglio della grande arcata interna che introduce al presbiterio della basilica del Pilastello: "Lendinariensium Thesaurus". E' incisa anche la data 9 Maggio 1509, che ricorda il verificarsi nella zona del primo prodigio attribuito alla Madonnina nera. Una vasca, sistemata davanti all'edicola, conferisce un accento scenografico al piccolo monumento.
2. Dal Santuario prendiamo la direzione verso Cavazzana. Oltre la Strada statale percorriamo per qualche centinaio di metri via S. Lucia, fino a trovare, sulla sinistra, via Trento, ove è posizionato un Capitello dedicato alla Madonna Immacolata. Costruito con mattoni a vista, con frontoncino triangolare e tetto a due spioventi, il capitello fu fatto erigere dalla contessa Colleoni una quarantina di anni fa, come segno di gratitudine alla Madre di Dio. All'interno della nicchia, protetta da un vetro, è posta una statuetta dedicata alla Madonna, presso la quale il 7 Ottobre, giorno consacrato a N. S. del Rosario, si radunano in preghiera le persone della contrada, che un tempo organizzavano una vera e propria processione.
3. Da via Trento imbocchiamo la dirimpettaia via Gramsci per ritornare sulla Statale e deviare a destra in via P. Nenni con direzione verso Villanova del Ghebbo. Subito dopo la Pizzeria Aurelia, oggi Fronte del Porto, in via S. Allende nel 1988 è stata eretta un' Edicola dedicata a Sant'Aurelia. Voluta dal Sig. Giovanni Stevanin in memoria della madre Aurelia, la costruzione si presenta in forme nettamente moderne ed inusuali, come del resto del tutto particolare risulta la dedica del piccolo edificio ad una santa che esula dalle tradizioni di fede polesane.
4. Proseguendo lungo via Nenni, dopo 500 metri, sulla sinistra, troviamo l'Oratorio di S. Lazzaro. E' questa una costruzione che risale a vari secoli fa, quando era annessa ad un ospedale destinato ad accogliere pazienti colpiti da epidemie: un lazzaretto dunque. Da tempo sono scomparsi gli elementi decorativi che conferivano decoro ed eleganza alla chiesetta; ed è stata portata al sicuro, presso il duomo di S. Sofia, la pala di S. Lazzaro che adornava l'altare settecentesco del piccolo tempio.
5. Ritorniamo di poco indietro per imboccare via S. Lazzaro, fino ad incontare la strada arginale della riva sinistra dell'Adigetto. Qui, sulla sinistra, troviamo, su un pilastro angolare, un rustico Capitello dedicato alla B. V. del Pilastrello, la cui costruzione viene fatta risalire alla fine dell'800. Una nicchia, alla base della quale sta la scritta "Ave Maria", accoglie un affresco molto semplice che, come molti altri rintracciabili sul territorio lendinarese, ritrae la Madonna del Pilastrello.
6. Ci portiamo sul ponte dei Cappuccini, per imboccare via L. Da Vinci verso la località Valdentro, posta lungo l’argine destro dell’Adigetto. Percorsi circa cento metri, sulla facciata di un’abitazione posta alla nostra sinistra, possiamo osservare un Tondo in ceramica dedicato alla Madonna, che ricorda le realizzazioni artistiche di Luca della Robbia.
7. Dopo circa un chilometro, a destra, in discesa superiamo la linea ferroviaria, per deviare sulla sinistra, lungo via Arzarello Basso, strada che, dopo un paio di chilometri, ha termine sboccando in aperta campagna. Proprio presso l’ultima abitazione troviamo un’Edicola dedicata alla B.V. del Pilastrello. Si tratta di un piccolo edificio aperto su tre lati, con tetto a capanna, fatto costruire nel 1953 dal dott. Arnolfo Marchiori, come ex voto per la guarigione della moglie Yolanda. Lontano da ogni traffico, immerso nel verde della campagna, il tempietto ispira un dolce senso religioso. Qui, nel mese di Maggio, tutte le sere le persone del luogo si raccolgono presso la bella immagine della Madonna, realizzata su piastrelle in ceramica da un artista veneziano. Alla chiusura del mese mariano viene celebrata una S. Messa dal parroco di S. Biagio.
8. Ritorniamo sui nostri passi per riprendere la strada arginale di via Arzarello pedalando verso Valdentro. Ben presto incontriamo l’Oratorio della Madonna delle Grazie. La chiesetta si presenta sulla via con la facciata meridionale, ove si apre una porta d’ingresso sormontata da un piccolo campanile. La facciata principale, con un piccolo rosone inserito nel timpano, dà su una sorta di verde sagrato fino ad alcuni anni fa ombreggiato da alcuni pini. Ai lati del timpano si innalzano due strani pinnacoli: si tratta di due bossoli di bomba da mezzo quintale l’una, posizionati, quale "grazia ricevuta" dai reduci della seconda guerra mondiale. All’interno una statua lignea della Madonna delle Grazie è alloggiata in una nicchia sopra l’altare.
9. Proseguiamo per un paio di chilometri, fino alla località capitello di Valdentro, ove, alla convergenza di tre strade, sorge un' Edicola dedicata alla Madonna Addolorata. La costruzione sacra ha la forma tipica del tempietto, aperto sui tre lati. Sulla parete di fondo, in una nicchia, si trova la statua della Vergine, mentre all'esterno si alza un piccolo campanile. Poichè la costruzione è presente in una pianta del 1852 si presume che sia di origini molto più antiche. C'è chi, sulla scorta di ritrovamenti di vestigia di una strada lastricata romana, ha supposto che il tempietto sorga in corrispondenza dell'incontro di un cardine con un decumano di una centuriazione romana. Già punto di arrivo per le rogazioni della parrocchia di Villanova del Ghebbo, il sacello è ancora importante punto di riferimento specie per i Fioretti di Maggio.
10. Il nostro itinerario prende la direzione verso Molinella. Dopo un paio di chilometri facciamo sosta presso il ponte dello scolo Valdentro, sul parapetto del quale, sostenuta da un pilastro quadrangolare, si erge una Statua della Madonna. Conosciuta come la Madonna del Ponte, la statua è stata ricollocata sul basamento nel 1997, in sostituzione di una precedente, deturpata da un'azione di vandalismo, ivi collocata nel 1954, l'anno della Madonna Pellegrina.
11. Riprendiamo il nostro percorso superando il centro del paese, ove si innalza la chiesa parrocchiale, pedalando in direzione di Tre Ponti, finchè, sulla destra, sorge un Oratorio dedicato alla Beata Vergine di Lourdes. Eretto nel 1915 per iniziativa di Romano Secchiero, il tempietto fu restaurato ed ampliato nel 1990, con l'aggiunta di una navata destinata alle confessioni e di un'abside dove, all’interno di una grotta è posizionata la statua della Madonna.
12. Iniziamo il percorso di ritorno verso Lendinara percorrendo via Valli, ove, dopo un paio di chilometri, troviamo l'Oratorio di S. Antonio, eretto da Alessandro Bazzan e quindi donato alla parrocchia di S. Biagio. L'attuale struttura, con i due campanili gemelli ai lati della facciata principale, risale al 1975, quando il tempietto, che ospita una statua di S. Antonio in cotto, fu ampliato e migliorato sotto il profilo estetico.
13. Il nostro itinerario prosegue lungo la vecchia strada di via Valli, fino ad intersecare la Viazza, ove sorge un Capitello dedicato alla Madonna. Fu costruito negli anni settanta dalla famiglia Bellinazzo, in sostituzione di una nicchia presente sulla facciata dell'abitazione, andata perduta durante un intervento di consolidamento e ristrutturazione dell'immobile. Il capitello, posto nell'angolo del muro di cinta, attualmente ospita una piccola immagine in cotto della Madonna con Bambino.
14. Percorsi circa 200 metri in direzione di Lendinara, sempre restando sulla vecchia via Valli, in una curva, troviamo sulla destra una Nicchia in legno appesa ad un albero recante l'immagine della Madonna. Si tratta di un ex voto posto in seguito ad un rovinoso incidente automobilistico avvenuto negli anni cinquanta, conclusosi con l'incolumità dei passeggeri.
15. Completiamo il nostro circuito, tornando in prossimità del Santuario, con l'ultima tappa presso l'incrocio tra via Marchefave e viale XXIV Maggio. Qui sorge un Capitello dedicato alla B. V. del Pilastrello, costruito nella seconda metà del sec. XIX. La statuetta oggi presente nella nicchia non è più l'originale e rappresenta un'immagine dell'Immacolata. Da notare gli elementi decorativi alla sommità del capitello: una forma ovoidale, richiamante l’effigie dell'uovo cosmico, è sormontata da una sfera che sostiene una croce.
Colori stinti, rabberciati muretti
nei capitelli odorosi di fieno,
di mani indurite, lieti
della povera avventura della sera.
Quando il rincorrersi delle campane
era l"incontro":
fiduciosi, ignari, fanciulli.
Gli Angeli eran lì, paffuti, allegri,
in coro.
Non ci chiedevamo del loro sesso.
Non c’importava dei pastori, dei poeti.
Pura magia – così il nostro? -.
quell’angioletto bianco, illuminato,
che s’attaccava con la molla,
della capanna al tetto.
I versi di Liliana Boschetti, apprezzata autrice di posie e ricordanze, ci parlano dell’atmosfera semplice, serena e sognante di minuscoli tempietti che, appena fuori del centro abitato, nutrivano i sogni fiduciosi di fanciulli, candidi come la bambagia degli angioletti. E' questo infatti il "sapore" che ancora si avverte sostando presso le edicole sparse per la campagna lendinarese che ci accingiamo a scoprire nel secondo itinerario lungo le "Vie dei capitelli". Si tratta di un percorso in 7 tappe che effettueremo partendo da Lendinara con direzione di Ramodipalo, indi ci muoveremo verso Canda e Salvaterra, raggiungendo infine la borgata di Sabbioni, per far ritorno a Lendinara, compiendo un itinerario di circa 16 chilometri.
1. La partenza è fissata presso l'Oratorio della Beata Vergine della Salute di Lendinara, in via Porte di Sopra. Il piccolo tempio, ad unica navata, comunicante sulla destra con due ampi locali, fu costruito attorno alla metà del XIX secolo dalla famiglia Baccaglini che nel 1895 lo donò alla chiesa di S. Biagio. Qui, secondo la tradizione, fu trasferito un affresco con Madonna e Bambino benedicente prima alloggiato in un capitello posto nell'incrocio con la via della Stazione. Una copia dell'affresco, realizzata su tela dal pittore russo Giuseppe Chiarcigh nel 1941 è oggi collocata sull'altare. Il tempietto è particolarmente frequentato il 21 Novembre in occasione della festa rionale che richiama i fedeli a chiedere la protezione della Vergine dalle malattie invernali.
2. Percorsi un centinaio di metri in direzione di Ramodipalo, sulla facciata di una casa, nel punto in cui la via si restringe pericolosamente, si può notare una Nicchia con statuetta della B. V. del Pilastrello, realizzata nel 1980 per proteggere gli abitanti della casa e i passanti. Sia lo sfondo della nicchia che la statuetta hanno perduto il colore originale e risultano molto spenti.
3. Il nostro itinerario prosegue verso Ramodipalo. E' piacevole pedalare lungo la strada arginale: alla nostra destra scorre tranquillo l'Adigetto, mentre alla sinistra possiamo ammirare la sottostante campagna, ove frutteti si alternano a seminativi di grano e mais. Alle porte del paese, poco prima della chiesa parrocchiale, sulla facciata di due case dirimpettaie troviamo i tradizionali segni della fede: a destra una Nicchia con fondo azzurro accoglie una statuetta della B. V. del Pilastrello; alla sinistra in rilievo una piccola bianca Immagine di Madonna con Bambino. Testimonianza quest'ultima che ritroviamo pressochè identica dopo un centinaio di metri sulla facciata di un'abitazione che sorge di fronte alle scuole elementari.
4. Proseguiamo frattanto con direzione Canda passando davanti al piccolo camposanto, per deviare verso sinistra all'altezza di via Conta Treponti. Percorriamo la strada che serpentina si insinua nella campagna ove, ben distanziati tra loro, sorgono alcuni complessi rurali. Dopo circa due chilometri, sulla sinistra, troviamo un Capitello dedicato alla Madonna. Si tratta di una costruzione eretta nel 1937 dal sig. Giuseppe Duò, quale testimonianza di fede e ringraziamento alla Vergine per lo scampato pericolo del figlioletto rimasto incolume dalla caduta di un grosso albero che, tagliato alla radice, lo aveva investito in pieno. Costruito con mattoni a vista, il capitello si caratterizza per il timpano coronato da esili cornici, testimoniando un gradevole gusto estetico nel progetto dell'opera. Nella nicchia centrale è posizionata una statuetta in gesso della Madonna, mentre attorno alla costruzione di fede sono state poste, come ornamento, piante di piricanta e jucca, particolarmente piacevoli a vedersi nel periodo della fioritura.
5. Continuando per la stessa via, dopo soltanto due o trecento metri, giungiamo in località Perarolo. Nella campagna, all'interno del fondo della famiglia Zeggio, appesa ad un albero, troviamo una Nicchia Tabernacolo dedicata a "Maria auxilium Cristianorum". L'immagine fu posta sull'albero, facente parte di un filare di olmi, nel corso della II guerra mondiale, per chiedere alla Madonna protezione dai pericoli del conflitto, temuti particolarmente nella zona per la presenza di un grande deposito di munizioni tedesco. Tutti gli abitanti furono salvi, mentre ben presto gli alberi del lungo filare morirono, eccetto quello recante l'immagine sacra. E la pianta tuttora vive in simbiosi con un rosaio, i cui fiori nel mese di Maggio accentuano la suggestione del luogo.
6. Ritorniamo per via Pera sulla strada principale, che superiamo per imboccare, sul lato opposto, via Boalto o Po Alto, probabile testimonianza dell'esistenza in tempi remoti di un antico ramo del fiume Po. Procediamo con direzione Salvaterra fino a raggiungere la località Giare (evidente riferimento anche questo alle ghiaie lasciate da un antico corso fluviale). Qui ci troviamo nella parte estrema sud-orientale del comune di Badia Polesine: vi sorge un’Edicola dedicata alla Madonna della cintura, posta in posizione rialzata rispetto alla strada e quindi raggiungibile salendo alcuni gradini. Il tempietto, restaurato negli anni '90, palesa un aspetto neogotico, evidenziato da cornici rossastre che sottolineano l'arco a sesto acuto della porta e il frontone cuspidato, sul quale si innalzano tre pinnacoli che sostengono altrettante piccole croci. All'interno il sacello accoglie la tela della "Madonna con la cintura", di epoca sconosciuta, restaurata una trentina di anni fa dal pittore badiese Ivan Tardivello.
7. Lasciamo il bel tempietto per imboccare via Bonsignore, ove si innalza la ciminiera di una vecchia fabbrica di laterizi ormai dismessa. Quindi è la volta di via Cavallo, nei pressi della quale, in un laghetto nato dagli scavi dell'argilla per i mattoni, oggi è aperta un'attività di pesca sportiva. Procediamo lungo una strada sterrata, ai confini tra i comuni di Badia e Lendinara, per raggiungere la località Sabbioni, dove facciamo la nostra ultima tappa presso quello che una strana voce popolare chiama l'Oratorio del Mao, forse derivato dal soprannome dell'antico proprietario del fondo. Si tratta dell'Oratorio di S. Gaetano da Thiene, costruito nei primi anni del '900 e meta dei fedeli del luogo soprattutto alla domenica che qui convengono per assistere alla santa messa. La piccola chiesa si presenta con una bella bianca facciata, nella quale spiccano profili rossastri delimitanti il portale, il rosone e le due paraste che si innalzano oltre l'altezza del tetto a sostenere il timpano sormontato dalla croce. Sopra la porta, all'interno di un semiarco, spicca una formella in marmo con scolpito il Santo della carità che parla ai fedeli.
Dopo quest'ultima tappa, raggiunta la strada arginale destra dell'Adigetto, ci accingiamo a far ritorno a Lendinara, avendo completato il secondo itinerario lungo quelle che abbiamo definito come le vie dei capitelli. Rimandiamo ad un prossimo appuntamento la possibilità di compiere gli altri due percorsi che, partendo sempre da Lendinara, si indirizzeranno rispettivamente verso Saguedo e Rasa.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le vie dei capitelli”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-vie-dei-capitelli-2/