Aalen è una città di 70.000 abitanti del Baden-Württemberg, regione della Germania nota come terra di origine di Federico Barbarossa. Pochi sanno che da qui passava il Limes, il confine fortificato dell’impero romano che seguiva la linea del Reno e poi del Danubio. Da una parte la “civiltà” e dall’altra i barbari, visti come popoli bellicosi da cui difendersi. Il confine era fortificato con torrette e castelli e presidiato da legioni.
Ad Aalen sono stati individuati e scavati i resti di un grande accampamento militare che doveva ospitare una legione romana. Sapendo che una legione contava circa 6000 uomini, possiamo immaginare l’estensione dei resti disseminati nel contesto urbano della città, in un’area archeologica che ospita anche un moderno museo che offre ai visitatori una precisa idea degli insediamenti romani a presidio del confine.
Per ricordare l’antica vita del presidio romano, la città di Aalen organizza ogni due anni una rievocazione che si svolge proprio all’interno dell’area archeologica che duemila anni fa alloggiava i legionari a difesa del confine. Le giornate romane di Aalen vogliono rievocare lo spirito romano della Germania romanizzata con le sue tradizioni.
Il Gruppo Archeologico di Villadose, ormai da cinque anni, ha sviluppato una sezione di archeologia sperimentale che vuole richiamare la tradizione latina e in particolare quella romana imperiale a cavallo tra il I secolo a.C. e il I dopo Cristo. Il fatto di essere uno dei pochissimi gruppi in Italia a cimentarsi in questo ambito e la notorietà assunta grazie alla rievocazione del mercato della centuriazione romana di Villadose, ormai giunta alla sua V edizione e a cui hanno partecipato vari gruppi stranieri, hanno fatto conoscere il GAV anche oltre confine. Da ciò è scaturito l’invito a partecipare alle Giornate Romane di Aalen, una delle più grosse manifestazioni europee, quale riconoscimento della qualità e della serietà del lavoro portato avanti a Villadose.
Il GAV si è presentato in Germania con ben tre sezioni: il gruppo di antropologia sociale dell’antichità che ricostruisce riti e cerimonie in uso fra gli antichi e che ha presentato ad Aalen il rito del matrimonio secondo la descrizione fornita da Catullo nel I secolo a.C.; poi il Gruppo danze antiche ed etniche che, ispirandosi a musiche ricostruite usando copie degli antichi strumenti musicali, presenta un repertorio molto suggestivo di danze che hanno allietato il matrimonio. Infine il gruppo della Legio I Italica, che fa rivivere un piccolo manipolo di legionari della legione costituita da Nerone nel 69 d.C. con reclute italiche.
La vista dell’accampamento di Aalen, riabitato dagli antichi romani, era estremamente suggestiva. I resti archeologici rivivevano grazie alla presenza di numerosi accampamenti dove gruppi di reenactment ispirati a varie legioni romane, provenienti da tutta Europa, lavoravano, cucinavano, giocavano e si addestravano, usando strumenti, armi e utensili ricostruiti, copie reali di quelli usati in antichità. E poi gli artigiani intenti nelle loro attività: il ceramista, il vetraio, il maestro d’ascia che modellava grossi tronchi, l’armiere; e le bancarelle dei commercianti, presso le quali il pubblico poteva acquistare copie di oggetti antichi riprodotti, come una spada da gladiatore o una coppa di vetro per libagioni o una fibula per fissare il mantello.
Anche il Gruppo di Villadose ha fissato il suo accampamento, incentrato attorno a una grande tenda. Qui ha allestito gli altari per presentare il rito del matrimonio e qui ha ricevuto i saluti del sindaco di Aalen e di un rappresentante del parlamento regionale, che hanno dato grande risalto alla partecipazione dell’unico gruppo italiano.
Anche gli italiani che lavorano in Germania, come pure molti tedeschi affezionati all’Italia, si sono stretti intorno al gruppo, ponendo una serie di domande, non tanto sulla civiltà romana che conoscevano bene, quanto sul paese di Villadose che nessuno aveva mai sentito nominare! E in tanti ci hanno promesso la loro visita per la rievocazione della centuriazione del 2001.
Alle giornate romane di Aalen sono convenuti circa 12.000 visitatori, buona parte dei quali ha assistito al rito del matrimonio ripetuto per ben quattro volte.
Quindi quella Germania, che i soci del GAV si aspettavano figlia di una cultura “barbarica”, ha sorpreso per la sua romanità e per l’orgoglio con cui ricorda la sua romanità e anche per il “calore” dell’accoglienza.
Manifestazioni del genere sono comuni in Germania ed in Gran Bretagna ed avvengono anche in Francia, in Spagna ed addirittura negli USA; gruppi che ricostruiscono in qualche modo la grandezza di Roma sono presenti in tutto il mondo. Tutto ciò costituisce uno stimolo a portare avanti l’operazione culturale avviata a Villadose, mirata a far conoscere meglio il periodo storico su cui si basa tutta la successiva evoluzione della civiltà.
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Come citare questo articolo
Enrico Maragno. “Le giornate romane di Aalen”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-giornate-romane-di-aalen/