POLESINE COME OMBRA DI LUNA
Sfugge il sole a sciami di nuvole
annunciato dal frusciare delle canne
e nel silenzio della valle
l’aria ha vividi bagliori.
S’accendono sulle rive
bianche vampate di gabbiani
e scie lunghe d’ali e di schiume
palpitano nel sole
orlato di corallo.
Lenta riporta la memoria
ombre di passato
e tornano i miti
a catturare sogni
sulla via dell’Ambra.
Passano cerchi di lune
nel canto delle valli
e tessono ai piedi del vento
respiri di leggende
e lacrime di Elìadi.
Polesine
tra realtà e sogno
la tua anima di nebbia
affonda nei millenni
in un respiro lento di risacca.
Nel silenzio più lungo dei tramonti
antiche presenze
in visioni di luce.
E la tua voce
nelle voci di allora
come ombra di luna.
1° Premio al Concorso letterario “Le Clementine” 2001
IL PITTORE
Il pittore
ha il cielo sulle ciglia
e melagrane di sogni
tra le dita.
Della primavera
porta ancora dentro
il canto dell’erba
e il fiato del calicantus.
Forse una scala di sole
porterà le sue emozioni
nella torre del vento,
oltre il mutare delle foglie
e il passo silenzioso delle nuvole.
Coglierà l’attimo di luce
e il respiro pieno della vita
prima di tuffarsi nel silenzio.
Tutto il mondo
lo tiene negli occhi
il pittore.
Scende sino nell’anima della memoria
e ogni ricordo è stella senza nome,
fiorire d’astri nelle vene.
Strega l’ombra e lo spazio
il pittore
mentre con mani d’aria
intreccia un dialogo con la tela.
È collina di betulle bianche
la sua mano.
È piuma intinta
nell’acqua della luna,
scrittura segreta
sul pentagramma del vento.
Racconta favole antiche
il pittore,
amalgama le tinte,
pittura i chiaroscuri dell’esistere
ignorando le polveri del tempo.
Ed è sua l’anima del mondo.
L’ISOLA DE I COCALI
In zieli de luse
dove se alza
canto de lòdole
e respiri de paveje,
torna gropi de ricordi
a ingatejare l’anema
che pianze.
Slusòri d’onde
pitura insogni
fra ciàmi de cocàli
e veli de fumare.
L’acqua del Po
careza le rive
ciaciarando
e le piope d’arzento
sussurra fòle
a nuvole ramenghe.
In t’el silensio
piturà de pace
par farse pì leziero
l’afano che me ruma dentro.
Ma quando se stùa
’l sole fra le cane
’na pena sempre nova
m’impizza.
Me sento ’na capa voda
’bandonà
su rive de silensio.
1° Premio al Concorso letterario “Calstorta”
ANGUANE
Si muovono
lente e pensose
le anguane
fra ombre
di canneti solitari
e spiriti folletti.
I loro sogni galleggiano
su spume d’onde
e sfiorano il respiro
di cieli antichi.
Narrano leggende
di stelle dormienti
e rincorrono
farfalle danzanti
e voci di rugiada.
Ancelle della luna
custodiscono sogni
impigliati nella notte
e cantano ai silenzi
nostalgia di primavere
e ricordi svaniti
al canto delle allodole.
Ascoltano
il sussurro del vento
che le sfiora
mentre avvolgono
con nastri di solitudine
le voci dell’aria.
Magia le conduce
dove fiorisce il glicine,
le braccia aperte
per una danza
di perle e stelle.
LA DANZATRICE
(su una scultura in ferro battuto
di E. Griguolo)
Raccontami la tua storia
danzatrice forgiata
nel metallo
che hai il tempo
dell’aurora e del tramonto.
Ti scorrono dentro
vene segrete d’armonia
mentre immobile
sulle punte
sogni antichi madrigali
e sussurri di farfalle.
Polvere di galassia
e di conchiglia
toccò le tue palpebre
mentre ti sfiorava
un brivido di stella.
Figura d’aria
scavata in nidi di luce
sembri danzare
nell’alone pigro
di un ricordo-nostalgia
che fruga il cuore.
Tra i capelli ti resta
il sigillo d’una cometa
e da soglie d’ombra
continui a fluttuare leggera
sul pentagramma del tempo.
Quando il plenilunio
veste platino e cristallo
un sortilegio
ti libera dal ferro
e torni a danzare
lieve nel vento
sulla scena
d’una platea di stelle.
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Come citare questo articolo
Angioletta Masiero. “Dove fiorisce il glicine”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/dove-fiorisce-il-glicine/