Un museo per il Tesoro della Cattedrale di Adria?
L’idea si è fatta strada alcuni mesi fa nella città che conserva le più antiche tracce della religiosità cristiana in Polesine. Se ne è parlato in occasione di una riuscita esposizione di suppellettili ed arredi sacri allestita nella chiesetta di S. Giovanni, col titolo "Dal tesoro della Cattedrale di Adria".
L'iniziativa, voluta dal Comitato "Iubilaeum Adria 2000", coordinato dallo storico Aldo Rondina, è stata curata dal dott. Enrico Noè che, nell'ampio deposito della Cattedrale, ha individuato i pezzi più interessanti, utili per l'originale allestimento. A monte dell'esposizione c'è stata un'oculata attività di ricerca e consultazione degli inventari: dal primo stilato nel 1340 contenuto nel "Codex Adrianus" (dal quale si deduce la limitata consistenza dei beni di una chiesa a quel tempo decisamente povera) a quelli successivi che evidenziano la presenza di oggetti di pregio.
Tra i pezzi più antichi esposti nella mostra, ammirata una scultura risalente al XII secolo, testimonianza dell'arte romanica, in parte purtroppo rovinata, rappresentante I due profeti. Risale invece al '500 un bel Reliquario a fanale, a forma di ostensorio ambrosiano.
Di sicuro valore è poi un piccolo Crocifisso in bronzo, che secondo la tradizione si vorrebbe addirittura opera di Donatello, mentre studi più accreditati fanno pensare sia stato realizzato da un artista veneto nei primi anni del '600. Della stessa epoca anche due statuine in ottone rappresentanti la Madonna Addolorata e S. Giovanni Evangelista.
Al XVII secolo risale anche una Tabula Pacis, ovvero una preziosa tavoletta in argento rappresentante in rilievo la Pietà, racchiusa da una elaborata cornice di gusto barocco: l'immagine del Cristo morto deposto dalla croce veniva offerta ai fedeli per il bacio in segno di pace.
Tra gli oggetti esposti relativi al '700, da segnalare in particolare una Croce astile in argento con decorazioni molto ricercate, che veniva usata nelle processioni sorretta da un'asta. Un'ottima esemplificazione di rococò settecentesco è poi rappresentata dal Tronetto per il Santissimo, recante al centro un ostensorio, utilizzato durante le quaranta ore di adorazione. A questo secolo risalgono anche alcuni dei paramenti sacri riccamente ricamati esposti nella mostra.
Un capitolo a parte è stato rappresentato dai dipinti presentati nell'originale rassegna. Di indubbio rilievo un Ritratto del cardinale Bartolomeo Roverella realizzato da un artista veneto alla fine del '500. Al 1609 risale il Ritratto del vescovo Girolamo Porcìa, mentre alla fine del '700 quello del vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti, forse opera del pittore Felice Boscarati, autore anche di un ritratto del Cieco d'Adria.
La mostra, che non intendeva essere esaustiva del Tesoro della Cattedrale, si è limitata a presentare uno o due esemplari per tipologia (ostensori, pissidi, calici, pianete, ecc.), scelti in base al criterio della rappresentatività storica, artistica o liturgica. A questo scopo un importante supporto nell'allestimento della rassegna è giunto dalle schede di catalogazione dei beni realizzate nel 1979 dalla Soprintendenza ai beni artistici e storici del Veneto.
Molto utile, al fine di una visita completa della rassegna, è risultato il catalogo edito per l'occasione grazie ad un contributo della Banca di Credito Cooperativo S. Maria Assunta di Adria. L'agevole pubblicazione ha offerto informazioni fondamentali per l'inquadramento storico ed artistico delle varie opere esposte, che – come detto – potrebbero costituire il nucleo fondante di un museo del Tesoro della Cattedrale.
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Ventaglio Novanta. “Il Tesoro della Cattedrale di Adria”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-tesoro-della-cattedrale-di-adria/