Bergantino, in riva al Po nella parte più occidentale del Polesine, dal 1999 offre un centro di interesse molto particolare, motivo di una sosta di qualche ora nel cuore del paese: il Museo della Giostra e dello Spettacolo popolare.
Fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, che ha trovato un valido appoggio nella Provincia di Rovigo e in importanti istituzioni culturali quali l’Accademia dei Concordi, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, e il Centro Etnografico Ferrarese, il museo è alloggiato nei locali del Palazzo Strozzi, edificio settecentesco, restaurato da alcuni anni, con l’obiettivo di destinarlo a sede dell’originale mostra documentaria¹.
Il visitatore, che entra in questa nuova istituzione museale, trova al pianoterra del Palazzo l’esposizione della Mostra “La Piazza Universale”, che, come parte didattica, presenta una ricca documentazione iconografica, suddivisa in sezioni che formano un percorso culturale sulla storia del luna park.
LE ORIGINI è il titolo dato alla prima sezione che contiene immagini di giochi e spettacoli rituali delle società antiche, confluiti, attraverso un’evoluzione storica, nel luna park contemporaneo. Ricordiamo, come esempio, il labirinto, che è il gioco più antico fra quelli entrati nel luna park e risale alle culture del Vicino Oriente, antico di 5000 anni fa, quando aveva un significato mitico-religioso di viaggio pericoloso, irto di ostacoli, propri dei riti di iniziazione; l’ingresso in un “aldilà” dal quale si può ritornare solo se si posseggono determinate prerogative e conoscenze.
I percorsi sotterranei, compiuti nell’oscurità, dei moderni luna park (vedi Gardaland), itinerari durante i quali si fanno incontri terrificanti e che spesso sono compiuti in barca (Tunnel delle streghe, Case fantasma, ecc.), hanno degli antecedenti nella cultura dell’antico Egitto, come testimoniano le immagini tratte da affreschi di Luxor. Così come il Gioco dell’oca e dell’Albero della cuccagna lo troviamo in origine nella sua forma più semplice in giochi rituali agrari rappresentati sul tempio funerario di Pepi II e Saqqarah in Egitto.
Procedendo nel percorso, si giunge così alla seconda sezione:
LA FIERA, che nasce nel Medioevo come grande mercato delle merci, in cui si inserisce per sopravvivere una folla variopinta di ciarlatani, maghi, mangiatori di spade e di fuoco, acrobati, venditori di reliquie miracolose, truffatori, vagabondi, cantastorie, ammaestratori di cani, orsi e scimmie, ecc., tutta gente che offriva al pubblico della fiera giochi e spettacoli per poter “sbarcare il lunario”. È insomma tutto un mondo al quale soltanto di recente gli studiosi hanno cominciato a prestare attenzione. Questa rappresentazione della Fiera Medioevale è legata a poche, ma forti immagini, come quella della Fiera dell’Impruneta di Jacques Callot in esposizione nella mostra nelle dimensioni di una gigantografia.
La terza sezione è dedicata al LUNA PARK. È l’antica fiera che si evolve e si trasforma sotto la pressione delle nuove fonti di energia e delle conquiste tecnologiche, che consentono l’introduzione nei parchi di mezzi meccanici, di strutture gigantesche e “mostruose”, che sfruttano i gusti e le esigenze della nuova utenza rivolta verso il movimento violento, le forti velocità, l’illusione del rischio e l’esasperazione delle emozioni.
In questo mondo dominato dalla tecnologia sembrava non esserci più spazio per gli artisti ambulanti. Soltanto in questi ultimi anni è in atto una certa tendenza alla rivalutazione di giochi e spettacoli che nascono spontaneamente dalla fantasia e dalle abilità fisiche e intellettive personali, com’era nelle antiche fiere e nei successivi parchi dei divertimenti, che si reggevano sulle sole risorse umane.
Di particolare interesse in questa sezione è lo studio sull’origine delle prime giostre in Turchia in occasione delle Feste del Sultano a partire dal 1300 e fino al 1700. Le cosiddette Altalene Turche si diffusero poi in Europa, attraverso una mediazione russa e germanica, che fece da ponte fra Oriente e Occidente. Una ricca documentazione iconografica e una serie di curatissimi modellini rappresentano felicemente la nascita e l’evoluzione della giostra, dalle forme più semplici alle mastodontiche costruzioni moderne.
Questo studio sulle origini del luna park porta a delle conclusioni. Il luna park viene definito “un sistema di giochi dalle origini antiche, ma trasformati e riproposti in forma “macchina” (E. Silvestrini). Per ciò che concerne la funzione e la forma di alcuni padiglioni, il luna park è anche riconducibile ai riti d’iniziazione: infatti labirinti, viaggi nel mondo sotterraneo, percorsi accidentati, altalene, giostre del brivido, in cui si cerca di superare paure adolescenziali affrontando ardue prove per affermarsi nei confronti di se stessi e in rapporto agli altri coetanei, tutto ciò rappresenta il luna park come un viaggio iniziatico, in cui l’iniziando viene immesso, perché attraversi un’esperienza fondamentale che lo porti ad essere diverso da quello che era.
La mostra prosegue al primo piano del Palazzo Strozzi, ove ha trovato una sua idonea collocazione una rassegna fotografica, allestita a mo’ di sala cinematografica, che presenta una ricca raccolta di foto artistiche sugli spettacoli di piazza nella periferia romana degli anni ’50. Queste splendide foto sono il risultato di una ricerca del 1957, condotta dall’antropologa Annabella Rossi e testimoniano del notevole interesse scientifico per la cultura dei fieranti, che si andava affermando a partire da quegli anni.
In questa ampia esposizione, che per la natura dei documenti esposti conferisce al Museo un carattere nazionale, non poteva mancare il riferimento agli aspetti locali dello spettacolo viaggiante, dell’ambiente in cui il Museo stesso affonda le sue radici. Al secondo piano del Palazzo Strozzi è stato quindi sviluppato il tema La gente del viaggio e l’industria dei sogni a Bergantino e dintorni, una sezione locale dedicata a giostre, spettacoli, spettacolisti e costruttori di Bergantino e paesi vicini, al fine di ricostruire, attraverso fotografie e documenti di vario genere, una storia della giostra e dei centri di produzione nel territorio locale.
Questa è la sezione più frequentata dai visitatori, che hanno modo di cogliere in forma immediata, l’evoluzione dei vari tipi di giostre attraverso grandi foto che vanno dagli anni ’30 ai nostri giorni.
Ma l’interesse maggiore è spesso rivolto alle immagini dei protagonisti dello spettacolo viaggiante bergantinese, soprattutto dei pionieri, come i Favalli, i Bacchiega, i Protti, ecc., personaggi che sono entrati ormai nel mito, in quanto, in un momento storico di grandi difficoltà economiche, hanno aperto una strada, che ha portato il benessere alle famiglie che l’hanno percorsa e di riflesso a tutto il paese.
Ancor oggi a Bergantino sono ben 50 le famiglie dei cosiddetti Viaggiatori, che – per usare un verso del poeta D’Annunzio, nella “Preghiera del viaggiante” – “costruiscono con le loro giostre il breve incanto delle città effimere, ultime fiabe viventi degli uomini che cercano il puro sorriso dell’innocenza perduta”.
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Come citare questo articolo
Tommaso Zaghini. “Il Museo della giostra”. Ventaglio Novanta, n. 24, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-museo-della-giostra/