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UN RICORDO

Il sottotenente Enos Fusetti

Ad Ariano Polesine, nel 60° anniversario della scomparsa

di Ettore Forzato Arcioni

Ventaglio Novanta n. 24 2002 pp. 82–83

Il sessantesimo anniversario della scomparsa del Sottotenente Enos Fusetti, morto in Albania il 14 febbraio 1941, durante la campagna di Grecia della Seconda Guerra mondiale, è stato particolarmente celebrato ad Ariano nel Polesine, sua terra natale.

Nella casa Comunale è stata scoperta una bacheca contenente tutti gli effetti personali dell’Eroe, compresa la Medaglia d’Argento al valor Militare, attribuitagli “alla memoria”, per il fatto d’armi di Mali Scindeli. Grazie alla donazione della famiglia, nella bacheca hanno trovato collocazione alcuni significativi oggetti del corredo militare del Fusetti: la sciabola da ufficiale, il berretto, i gradi, ecc… ed anche importanti documenti. Tra questi l’attestato dell’Istituto del nastro Azzurro che attribuisce al Sottotenente Fusetti il Diploma Araldico, come previsto dal Regio Decreto del 13 novembre 1923 per i combattenti decorati al Valor Militare.

Enos Fusetti nacque a Crociara di Ariano nel Polesine, in provincia di Rovigo, il 27 Novembre 1917, in piena Prima Guerra mondiale ed in concomitanza con il disastroso ripiegamento dell’Esercito Italiano dopo la rotta di Caporetto, quando il Polesine si trovò all’improvviso – e suo malgrado – immediata terra di retrovia.

Il padre Telemaco, che combatteva al fronte, gli volle attribuire anche un secondo nome: Cirillo, per onorare il valore del proprio diretto superiore.

Vent’anni dopo il giovane Enos Cirillo, con l’abilitazione magistrale in tasca, riveste – come ricordano i famigliari – il grado di caporale, frequenta ad Arezzo il Corso per Allievi ufficiali di Complemento dell’Arma di fanteria e presta iniziale servizio di prima nomina nella “Regina delle Battaglie” a Polcenigo, in provincia di Udine.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale è mobilitato sul fronte occidentale operando con il IV Corpo d’Armata nel settore del Monginevro, dove è leggermente ferito.

Dopo l'esperienza francese gli viene concessa una licenza che trascorre a Biella perché la famiglia nel frattempo si era trasferita nel Piemonte. Quindi è inviato in Albania per le operazioni contro la Grecia.

I fatti che lo videro protagonista si riferiscono a quella che nei libri di storia è ormai comunemente chiamata come “La Battaglia di Telepeni”, una città dell’Albania meridionale posizionata alla confluenza dei fiumi Drynos e Vojussa.

Il 9 Febbraio 1941 infatti i Greci sferrarono l’attacco decisivo su Tepeleni, riuscendo il giorno 14 a conquistare la vetta del monte Scindeli. Ebbene, proprio a quota 1540 di Mali Scindeli, e proprio il 14 Febbraio 1941, Enos Fusetti cadde mortalmente colpito, contribuendo però in modo decisivo ad arrestare quella che sembrava essere una vittoria greca.

Don Ettore, il Cappellano Militare del reparto, che raccolse dirette informazioni tra i sottoposti del Sottotenente Fusetti, riferì ai famigliari che Enos venne straziato da una rabbiosa raffica di mitragliatrice all’altezza dello stomaco, cadendo supino.

La motivazione della Medaglia d’Argento al valor Militare, attribuitagli alla memoria con Regio Decreto del 20 Luglio 1943, dice: “Comandante di plotone fucilieri duramente provato, resisteva tenacemente a violento attacco nemico. Ferito, rimaneva al suo posto di combattimento ed incitava con l’esempio e la parola i dipendenti, guidandoli al contrassalto. Colpito una seconda volta, rifiutava ogni soccorso e, prima di esalare l’ultimo respiro, animava i presenti a resistere ad ogni costo”.

Poco meno di un mese dopo le armi italiane mossero al contrattacco proprio da quella linea difensiva.

Il 14 Aprile 1941 il Comando Ellenico chiedeva l’armistizio.

Il corpo del Fusetti non venne raccolto subito, restò con altri coetanei tra le nevi ed il ghiaccio della montagna. Solo successivamente fu sepolto in un piccolo cimitero di guerra, con la dignità di un’esile croce di legno.

Vent’anni più tardi sarà trasferito, via Bari, nella sua terra natale, confortando così il grande dolore della mamma e delle sorelle.

Il giorno prima delle esequie fu vegliato da tutta la cittadinanza che si strinse attorno alla famiglia per l’intera nottata.

Domenica 23 Aprile 1961, con un concorso eccezionale di popolo, accompagnato a spalla dagli amici e con la scorta d’onore dei Carabinieri, venne sepolto nel cimitero di Santa Maria in Punta, mentre la banda intonava l’Inno del Piave.

Qui ora riposa avvolto ancora nel Tricolore usato durante quella cerimonia.

La sua morte suscitò vasta eco soprattutto tra il reparto: il 53° Reggimento Fanteria incorporato nella Divisione “Sforzesca”.

Il suo nome è inciso sul marmo del Monumento ai Caduti di tutte le guerre del Comune di Ariano nel Polesine e quando s’alza forte il vento gli porta l’eco lontana del motto del suo vecchio Reggimento: “Sento in cuor l’antica Patria”.

Durante la cerimonia del 60° anniversario della scomparsa del Sottotenente Fusetti il Sindaco, dottor Fabio Biolcati, ha consegnato a tre ufficiali, Capitano Leonardo Albanesi, Capitano Paolo Ettore Forzato Arcioni e tenente Giampaolo Girardi, la Cittadinanza Onoraria del Comune di Ariano nel Polesine.

Gli ufficiali avevano, tra l’altro, donato alla Biblioteca Comunale migliaia di titoli librari e diverse opere pittoriche di autori di scuola veneta.

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Come citare questo articolo

Ettore Forzato Arcioni. “Il sottotenente Enos Fusetti”. Ventaglio Novanta, n. 24, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-sottotenente-enos-fusetti/

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