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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Sirmio Lux Verbi

In nome della romanità scambi tra Villadose e Sremska

di Enrico Maragno

Ventaglio Novanta n. 24 2002 pp. 154–157

Il tutto è nato da uno scambio epistolare tra il dr. Raffaele Peretto, direttore del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo e il Museo Archeologico di Sremska Mitrovica, che si è concretizzato con una conferenza tenuta dallo stesso nella primavera del 2000, nella città della Vojvodina situata a circa 50 km da Belgrado.

La terra polesana e Vojvodina sono accomunate dall’essere situate fra grandi fiumi: il Po e l'Adige la prima, il Danubio e la Sava la seconda.

Nell'antichità romana Sirmium, il nome romano di Sremska, è stata una città importante e per un periodo, durante la tetrarchia, anche una delle sedi del potere imperiale. Questo è documentato da importanti ritrovamenti archeologici che attualmente sono visibili in varie aree nel contesto urbano.

Questo primo contatto è stato poi seguito dall’arrivo in Polesine del gruppo teatrale della città slava presente alla V rievocazione del mercato della centuriazione romana, tenutosi a Villadose nell'agosto 2000. Nell'occasione il gruppo slavo ha rappresentato un pezzo ispirato all'imperatore Probo, che come è noto, nacque a Sirmium.

E' stata quindi automatica la partecipazione del Gruppo di Antropologia Sociale dell'antichità del GAV di Villadose alla X edizione del Festival di Retorica “Sirmium lux verbi”, che si è tenuto a Sremska l'8 e il 9 giugno di quest'anno.

Il Gruppo Archeologico di Villadose infatti, oltre a praticare fin dalla sua nascita avvenuta 12 anni fa, ricerca di superficie nel medio Polesine, ha sviluppato in questi ultimi anni una sezione di archeologia sperimentale allo scopo di ricostruire e divulgare didatticamente forme di vita dell'antichità romana. La sezione si articola in un gruppo di danze antiche, un gruppo di legionari (legio I italica) e il gruppo di antropologia sociale che cerca di ricostruire riti e cerimonie del periodo romano.

Il festival, che si tiene a Sremska all'interno di un'importante area archeologica fra ruderi dell'antica città romana, è nato per ravvivare la lingua serba, impoverita da molti anni di guerra e vede la partecipazione di istituti universitari e scuole superiori provenienti da numerosi paesi particolarmente dell'area balcanica e slava. E' per questo che il gruppo di Villadose, rappresentando per la prima volta l'Italia, ha avuto una calorosa accoglienza e partecipando fuori concorso con un dialogo sul tema: “L’uomo di fronte alla sfida del nuovo millennio”, ha vinto un premio speciale assegnato dalla giuria.

Il fatto di cimentarsi nell'arte oratoria all'interno di lacerti romani, di fronte ad un pubblico attento di circa 2000 spettatori, ha suscitato profonda emozione e anche considerazioni su come il recupero della lingua latina e dell'arte oratoria potrebbe essere un mezzo per valorizzare il nostro patrimonio archeologico nazionale. Il fatto di presentarsi in un contesto che richiama il mondo antico, vestiti con abiti ricostruiti secondo tecniche di archeologia sperimentale fa avvicinare sia l'attore che il pubblico allo spirito e alle emozioni provate allora, rendendo l'antichità più comprensibile e fruibile.

Non è il caso di Villadose dove l'annuale ricostruzione storica del “Mercato della centuriazione romana” richiama migliaia di appassionati di storia e archeologia interessati a vedere non solo i reperti ma anche le ricostruzioni degli oggetti e dei riti antichi.

Quest’anno la VI edizione, che si è tenuta lo scorso 1 e 2 settembre, ha riscosso un grande successo di pubblico. Erano oltre 300 i personaggi in costume e Villadose appariva veramente come un vicus romano.

I visitatori hanno potuto visitare il mercato antico caratterizzato da numerose bancarelle con articoli ispirati all’antichità, vedere l’accampamento dei legionari o visitare il museo della centuriazione. Numerose le esibizioni durante tutto l’arco della giornata: in particolare per la prima volta in Europa i legionari di Villadose sotto la guida del loro istruttore Dario Battaglia, si sono esibiti nel catervario, una forma di combattimento simulato fra gruppi di legionari secondo le tecniche militari romane.

A Villadose si è respirato un’aria veramente internazionale: erano presenti infatti il gruppo slavo del teatro di Sremska Mitrovica, un gruppo bosniaco del corso di Giurisprudenza dell’Università di Serajevo, una delegazione del museo di Tarragona in Spagna nonché amici tedeschi e croati. Con l’occasione sono stati consolidati ulteriormente i legami con la città slava, i cui rappresentanti sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco di Villadose e dall’assessore provinciale alla cultura Gioia Beltrame.

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Come citare questo articolo

Enrico Maragno. “Sirmio Lux Verbi”. Ventaglio Novanta, n. 24, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/sirmio-lux-verbi/

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