Per gli amanti della nautica da diporto Porto Levante costituisce un punto di riferimento fondamentale nel Delta del Po. E l’Amministrazione di Porto Viro gioca gran parte delle sue carte più importanti sullo sviluppo e la riqualificazione dell'antico borgo marinaro di Porto Levante, per il quale è stato studiato un complessivo Piano di riqualificazione.
Sono ben tre gli approdi turistici, più o meno capienti, ma tutti ugualmente importanti, che gravitano attorno alla frazione marinara portovirese, con un totale di circa 1.000 posti barca a disposizione.
In ordine, venendo dalla Romea, si incontra per prima la darsena di “Marina Nuova di Porto Levante”, lungo la sponda destra del Po di Levante, con numerose barche da diporto ed una vivace flottiglia di house boat, noleggiate ad un turismo, in gran parte di matrice straniera, per una notevolissima parte dell'anno. Alle porte di Porto Levante, poi, la darsena dell’Apt, popolata di natanti, però di piccole dimensioni. Quindi, al limite est della frazione, il nuovissimo porto turistico di “Marina di Porto Levante”, che guarda Scanno Cavallari, una struttura portuale gestita dalla famiglia dell'imprenditore padovano Angelo Comunian, ed inaugurata dall’attuale sindaco di Porto Viro, Doriano Mancin.
Quest’ultima è senz’altro la struttura più rappresentativa, ultimata in ogni suo dettaglio, con una ricettività di 520 posti, per barche da diporto anche “importanti”, poichè la loro lunghezza può variare dai 6 ai 20 metri, che manovrano in fondali di metri 3,5 sul medio mare. Attualmente, “Marina di Porto Levante” detiene il record di essere il porto turistico più grande del Delta, più capiente anche di quello di Albarella, che, pur vantando il riconoscimento di “Bandiera Blu d’Europa”, ha una capacità ufficiale di 455 posti barca, per natanti dai 6 ai 25 metri.
Molti sono i servizi offerti dalla struttura portuale gestista dalla famiglia Comunian, sempre presente in direzione con il direttore del porto, Paolo Comunian, coadiuvato dalla sorella, l’efficiente signora Irene: da quello del rimessaggio invernale, a quelli di acqua potabile ed elettricità in banchina, con banchine e pontili illuminati, ormeggi sia a banchine fisse che galleggianti, sia su finger che su briccole. Inoltre, all’imboccatura del “Marina”, c’è un punto per rifornimento di carburanti, anche per le imbarcazioni che praticano la pesca professionale. Sono pure disponibili, tra le altre cose, servizi indispensabili per la navigazione di natanti a motore, quali un'attrezzata officina meccanica, un servizio di elettrauto ed un’Agenzia nautica. Per gli alaggi, inoltre, ci si serve di una gru con portata di 30 tonnellate e carrello telecomandato.
All’interno del complesso portuale, funziona già un accogliente bar, mentre per l'autunno è previsto il compimento di un capiente ristorante-pizzeria.
La zona – porto, che fruisce di un servizio di vigilanza notturna e diurna e di un servizio antincendio, ha come pertinenze anche ampi piazzali, che vengono usati in periodo invernale per il rimessaggio delle barche, presenti al “Marina di Porto Levante”, che per l’invernata 2002-2003, che hanno raggiunto il numero di circa 250, di cui parte in acqua e parte a terra.
Una peculiarità di questo porto turistico, inoltre, è il fatto che, come reso noto da Irene Comunian, c'è una buona richiesta di ormeggio per i catamarani; e non è un caso che uno di questi, il “Marco Polo”, che è un’imbarcazione dalle caratteristiche e dalla stazza che lo rendono adatto a sfidare la navigazione oceanica, in ogni condizione climatica, abbia avuto proprio qui la sua base logistica e di addestramento, prima di tentare un’avventura che ha il sapore di altri tempi. Infatti il 29 giugno dello scorso anno, l’imbarcazione, con a bordo un equipaggio di tre persone, di cui non renderemo noti i nomi in ossequio alla privacy richiesta, è salpato per un “giro del mondo” che durerà ben quattro anni, e che ricorda un po’ da vicino, per lo spirito di avventura che lo sottende, i mitici peregrinari di Ulisse, per giungere a rivedere la sua Itaca. Attualmente il “Marco Polo”, che si tiene costantemente in contatto con la direzione del porto deltino da cui è partito, si trova ormeggiato a Los Testigos, una catena di isolotti esterni al Venezuela.
Infine ai citati servizi offerti dalla struttura portuale di Porto Levante, la Città di Porto Viro – mediante una speciale convenzione stipulata con il Cobat, il Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi, ed il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati – ha aggiunto una particolare “isola ecologica”, inaugurata il 27 giugno dello scorso anno, e destinata alla raccolta di tali materiali, altamente inquinanti. In questo modo “Marina di Porto Levante”, è entrata a pieno diritto nell’iniziativa “L’isola nel porto”, il cui progetto è stato adottato già da una quarantina di porti, molto blasonati, fra i quali: Viareggio, Pescara, La Spezia, Olbia, Savona, Cagliari, Castellammare di Stabia, Golfo Aranci, Isola della Maddalena, Porto Empedocle,ecc.
A “Marina di Porto Levante” la stagione turistica è iniziata con giovedì 1° maggio, giorno di San Giuseppe.
– Esiste, chiediamo, qualche forma di sport o qualche manifestazione legata al vostro porto turistico?
“Presso il nostro porto – risponde Irene Comunian – è sorto e si è ben radicato il Club nautico “Fishing Club No Limits”, i cui soci si dedicano al drifting, cioè alla pesca al tonno gigante, particolarmente abbondante al largo del Delta. Detto sport viene praticato dalla barca in “deriva”. All’interno del Club, però – continua Comunian – vi è anche uno spazio per coloro che affrontano il mare praticando l’antico sport della vela”.
– Da dove provengono, in generale, i clienti che ormeggiano le loro imbarcazioni al “Marina di Porto Levante”? “Molto numerosi, secondo una nostra inchiesta fatta in agosto dello scorso anno, sono i clienti che provengono dal rodigino, ma esistono buone presenze anche dalle province di Padova, Verona e Milano, e qualche presenza viene pure dal ferrarese. Quanto alle imbarcazioni ormeggiate nel porto levantino, esse erano per lo più barche medie, generalmente lunghe 7 metri, 7,50. Sempre nel mese di Agosto 2002, inoltre, dal porto sono partite molte imbarcazioni di clienti, con barche da 8 – 10 metri, con meta le alte e sassose coste della Croazia. Inoltre sono stati preferiti anche gli altri porti dell’ex Jugoslavia in generale”.
– Come ci si ormeggia in porto a “Marina di Porto Levante”?
“Innanzitutto – ci informa Irene Comunian – si deve rilevare che tutte le briccole sono state sostituite, ormai da tempo, con pali in ferro, al fine di garantire una miglior sicurezza di attracco alle barche. L’ormeggio inoltre è possibile anche su finger, cioè pontiletti galleggianti, cui si appoggia la barca”.
– Quali le prospettive di sviluppo futuro per questo, che attualmente è il più grande porto turistico del Delta, oltre che il più moderno?
“Entro il prossimo anno – ci dice ancora la signora Irene – si dovrebbe raggiungere la piena capienza della nostra struttura portuale, concepita indubbiamente con criteri di efficienza e con tecnologie che hanno adottato soluzioni d’avanguardia”.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Enrico Mancin. “Approdo a Porto Levante”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/approdo-a-porto-levante/