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ARTEOGGI

Le fluttuazioni di Emidio Bernecoli

Emozioni e spiritualità d’arte nei quadri dell’artista adriese

di Romano Beltramini

Ventaglio Novanta n. 27 2003 pp. 93–96

E’ una terra meravigliosa quella del Polesine, fatta di silenzi ovattati immersi nella nebbia, rotti solo, in istanze assai brevi, da voci e sussurri che la natura trasmette, con pensierosa malinconia, direttamente all’anima di chi l’ascolta e sa comprenderla.

Il Delta del Po ha vissuto millenni di una magica storia intrisa da avvenimenti che il grande fiume ha raccolto, discreto uditore, per trasferirli alle grandi acque serrate nei palpiti dei canneti e nella magia di giornate assolate e di pensierose notti che invitano ad ascoltare la propria interiorità.

In uno le pulsazioni emozionanti della musica, le agitate palpitazioni del poeta o le vibrazioni fantasiose dello scrittore. E tutto questo, nelle immagini del sapiente pittore, si raccoglie per ripetersi nella trascrizione di una splendida realtà non schiva dall’esprimersi in una metamorfosi che, nella scelta dei colori e nella evanescenza di immagini rubate al sogno ed alla fantasia, parlano della millenaria ballata delle nostre acque, dei corridoi lunghi e stretti fra le acque, dei canneti che giocano ai richiami del vento, della barene e dei bonelli, asilo prediletto dei trampolieri e dei migratori. Parlano dei nostri borghi e delle vicende di vita, che hanno scritto pagine millenarie di una infinita dolcezza e di una sofferenza generosa, ricorse a plasmare gente laboriosa e leale, spontanea nella parlata e ricca di generosi valori umani.

Questa genesi della vita, in costante fibrillazione, Emidio Bernecoli la conosce perché assunta nel tempo dai genitori, dalla famiglia e dalle peregrinazioni, sia pur provvisorie, che hanno preceduto, come in una ballata di gnomi, fate e folletti nel bosco della vita, la sua sosta ad Adria culla, anche se non di nascita, del suo impegno artistico.

E con gradualità si è maturata la capacità del pittore nelle molteplici interpretazioni di senzazioni, di stile, di gente e di figure che la sua natura, silenziosa e schiva dal frastuono, ha sapientemente assunto per trasferirle in tele che raccontano della saggia ricerca in un percorso di sogno quasi perenne.

Negli ultimi tempi Emidio Bernecoli sigla le sue espressioni pittoriche con una luna che esprime il romanticismo della sua interiorità e con un vaso di fiori che, trasparendo in primo piano sulle immagini della sua città e della sua terra, vengono a significare un omaggio ed un rispetto intesi a definire l’affetto per questa millenaria aristocratica Signora, madre di anime palpitanti che hanno di molto segnato, nell’arte, la sua nobiltà.

Ma Emidio è il pittore dei cromatismi armonici che sono, da tempo, usciti dalla esperimentazione per imporsi nelle sue tele con una autorevolezza da vero maestro. Il percorso di un cercatore mai sazio di provare e di scoprire i vicoli segreti del cuore e del colore. Mai stanco di raccontare dei suoi affetti, delle sue gioie o delle sue mestizie, così come quando rende omaggio all’inquieto Caravaggio, che chiama a nume tutelare della sua irrequietezza non esitando a porsi, in autoritratto fra le immagini di quei quadri che scavano nel cuore della fede, della vita e della morte. Né esita a chiamare in campo la dolcezza di grazie del Regnault o del Blomaert ed i pensieri sulla fatuità delle cose del Reymerswale. Le sue atmosfere sanno creare, con attenzione, i risalti della notte e le melanconiche apparizioni del Goya o del Rembrandt che sembrano uscire dalle imperscrutabili atmosfere d’infinito per donare immagini di una realtà della vita che penetrano profondamente nell’anima. Sono momenti di una maturazione artistica, alternanze di passaggio che non ancorano Bernecoli ai tempi ma che lo esaltano nell’omaggio alla grande pittura del passato per farlo, poi, continuare in espressioni di una sempre più completa proprietà e saggezza pittorica.

I quadri di Emidio vanno attentamente visitati, lasciando che parlino all’intimo con le loro fusioni di immagini e colori generanti, in continuità, paesaggi ed immagini di emozioni comunicative e penetranti.

Ma il pittore va analizzato nel suo intero percorso e la carrellata di figure parlerà di quella sua insaziabile intelligente ricerca, di quel suo spiritualismo schivo di inutili ed assordanti ballate, ma palpitanti di quella eterna poesia che diviene meditazione e storia in ogni quadro.

I racconti continui di un artista che sa creare, con appropriata conoscenza del colore, i suoni ed i segreti del tempo e, con le emozioni che il silenzio gli detta, la nascita di opere di arte vera alle quali il tempo darà sempre maggiore e migliore ragione di vita.

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Come citare questo articolo

Romano Beltramini. “Le fluttuazioni di Emidio Bernecoli”. Ventaglio Novanta, n. 27, 2003. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-fluttuazioni-di-emidio-bernecoli/

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