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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Camminate in Polesine

Con il C.T.G. alla scoperta di suggestivi angoli della nostra terra

di Giuseppe Rigolin

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 22–25

“A chi passeggia si accompagna sempre alcunché di singolare, di fantastico, e sarebbe impensato ch’egli volesse ignorare questa presenza spirituale: ma non l’ignora per nulla, invece, e saluta con un cordiale benvenuto tutti gli incontri inattesi, si familiarizza, fraternizza con essi, li tramuta in corporeità tangibili, sostanziose, dà loro anima e forma, così come essi, dal loro canto, lo animano e lo formano”

Robert Walzer

“Ma il camminare di cui parlo non ha nulla a che vedere con l’esercizio fisico propriamente detto, simile alle medicine che il malato trangugia a ore fisse, o al far roteare manubri o altri attrezzi; è, il camminare di cui parlo, l’impresa stessa, l’avventura della giornata”

Henry David Thoreau

Queste due citazioni, tratte da due libri che un amico giornalista mi ha regalato al comparire sulla scena de “Le camminate in Polesine”, organizzate da CTG Rovigoti e Turismo&Cultura nelle domeniche di primavera 2004, danno il senso dell’aggancio culturale ed esistenziale che questa esperienza ha risvegliato.

Già dalla scelta dei luoghi e dei temi degli itinerari c’era il senso della novità dell’iniziativa. Non puro esercizio fisico, semplice percorso da una partenza ad un arrivo, ma camminare presenti a se stessi e al paesaggio, disponibili ad ogni incontro, con una certa andatura, ma senza l’assillo del tempo tiranno. Privilegiare il punto di vista personale e farne scambio con i compagni di strada. Mescolare la propria cultura e la propria esperienza di vita agli stimoli provenienti dai luoghi per godere di riferimenti, scoperte, conferme.

E’ stata una scelta azzeccata quella di chiedere ad alcuni amici, profondi conoscitori del territorio, di proporci ciascuno il proprio itinerario, quasi un itinerario dell’anima. E così abbiamo capito che la pianura degli fiumi, degli argini, dei canali, dei fossi, delle golene, dei crocicchi e capitelli sperduti nella campagna, di paesi e corti immersi nel verde, di campi e giardini coltivati e persino di percorsi cittadini, riserva al camminatore scoperte non meno piacevoli delle classiche escursioni di collina o montagna. Anzi, la pianura dona una dimensione più propria del senso di vagabondare pur avendo una meta.

Un’esperienza nuova quindi, con una ricaduta importante a livello di ricerca e valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-artistico del Polesine. Luoghi e percorsi in gran parte inediti, dove né auto, né bici, né barca possono interamente arrivare.. Vale la pena ricordarli in sintesi:

• Il giro delle mura medievali di Rovigo, con Antonio Gambato, ci ha permesso di mettere i piedi accanto alle mura della città cogliendo l’aspetto pubblico degli interventi e manomissioni nel monumento, ma anche la grazia di alcune atmosfere dell’intimo delle case e giardini addossati.

• Il Giardino botanico di Caleri, con Rita Pedrini, ha deliziato i partecipanti vecchi e nuovi di questo sentiero in riva al mare.

• La golena di Panarella ha visto un mare di partecipanti (quasi 100) con due gruppi guidati da Franco Gambaro e Giuseppe Marangoni. Va detto che la golena recentemente rinaturalizzata non ha conservato il precedente fascino del selvaggio, caratteristica di questa come di altre golene del Po.

• Lungo il Canalbianco. Golena, grandi corti e un mulino ad acqua con Giuseppe Marangoni, ha gettato luce su un tratto di Polesine totalmente sconosciuto in un sentiero praticabile solo a piedi, tra natura, archeologia, testimonianze dell’alluvione e…..mulini.

• Cà Grimani, Argine Manin e Valli di Adria, con Gianni Negri, ci ha immerso in un paesaggio pre-deltino, con la scoperta di vere e proprie “chicche” come la Corte Voltan progettata dall’arch. G.B. Scarpari o il borgo di Voltascirocco con le sue idrovore.

• I boj de la Feriana con Lucio Verza è stata un’abbuffata di natura in riva all’Adige, con l’atmosfera magica di Concadirame e con i Colli Euganei all’orizzonte.

• I gorghi di Trecenta, con Antonio Gambato, ha dimostrato che a piedi molto più che in bici (non consideriamo l’auto) questo itinerario è un supremo condensato di Alto Polesine, natura, paesaggio e tradizioni.

• Lendinara e i paesi in costa all’Adige con Lino Segantin, protagonista l’Adige più nascosto, tanto vicino quanto fuori dal mondo: vecchi centri storici, case rurali e osterie, con gioielli come la Chiesa di Saguedo o l’Oratorio di Pradespin che, quando li incontri, hai la sensazione di qualcosa che non perderai più. E poi orti e orti e fossi rigogliosi e vivaci che li attraversano.

• El stradon di frati con Sauro Passarella è stato un viaggio nel paesaggio dentro e fuori del Po ma contemporaneamente nella storia. In questo caso il camminare lungo un antico tratturo ha avuto il potere di evocare l’integrità di paesaggio e abbazie lontane mille anni, molto più di qualsiasi reperto museale. E poi… quella riviera!

• Lungo l’antico alveo del Castagnaro, con Sergio Marcomini, ovvero l’apoteosi de “Le camminate” o anche camminata intesa come passeggiata in un tratto di paradiso terrestre.

Preziose sono state alcune collaborazioni da parte di Enti e Associazioni: il Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco, il Gruppo Amici del Po di Villanova Marchesina, il Gruppo Ambientale Biancospino di Giacciano con Baruchella, il CeDi-Centro Beni Culturali e Ambientali presso il Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo.

Dopo il 1° esperimento della primavera 2004, è già deciso che i patiti de “Le camminate” si ritroveranno per nuovi itinerari. Ma c’è dell’altro in testa: una mostra fotografica, un convegno…

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Come citare questo articolo

Giuseppe Rigolin. “Camminate in Polesine”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/camminate-in-polesine/

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