L’iniziativa denominata “Le camminate in Polesine”, organizzata da Turismo & Cultura col patrocinio del Comune e della Provincia di Rovigo, ha permesso di riscoprire in modo nuovo, cioè camminando, alcuni aspetti interessanti ed alcuni luoghi poco conosciuti del nostro territorio. L’ultima di queste passeggiate domenicali che, come diceva il depliant erano “ad interesse paesaggistico e naturalistico, ma anche storico-artistico”, ha avuto luogo a Giacciano con Baruchella (e in parte in territorio di Trecenta) e precisamente “lungo l’antico alveo del Castagnaro”, un percorso segnalato dal gruppo ambientale locale “Biancospino”.
I circa 30 partecipanti, alcuni dei quali reduci da altre “camminate”, si sono dati appuntamento nella mattinata in piazza a Baruchella, dove il coordinatore Giuseppe Marangoni ha dato le necessarie istruzioni, dopo di che il portavoce del “Biancospino” Sergio Marcomini ha distribuito e presentato un bel depliant illustrato dal titolo “Il parco della Fossa Maestra”, realizzato per l’occasione con il contributo della Pro Loco comunale.
Guidata dal Marcomini e da altri membri del gruppo, a partire dal ponte di Baruchella, ha poi preso il via la camminata vera e propria lungo l’argine destro della Fossa Maestra fino al ponte del Passetto di Trecenta, per fare ritorno lungo l’argine sinistro dello stesso canale, chiamato popolarmente “Missario”. Termine tratto dalla sua denominazione ufficiale di “Canale emissario principale Fossa Maestra” risalente alle bonifiche promosse dagli austriaci alla metà dell’800, su cui si è ampiamente soffermato il signor Sergio Marcomini, tracciando un’ampia panoramica comprendente anche le bonifiche seicentesche dei Bentivoglio.
Ha spiegato poi che il canale percorre nel suo ultimo tratto (esclusa la cosiddetta “Golena Pivetti”) l’alveo residuo di un antico corso d’acqua, il Castagnaro appunto, originato da una rotta dell’Adige risalente al ‘400, come quella parallela del Malopera. Nel 1865, in particolare, questo primitivo alveo fu escavato e raddrizzato per togliere le anse più strette e fu collegato da una parte al nuovo canale che scolava le valli del veronese, e dall’altra al Canalbianco per assicurare il deflusso delle acque verso il mare.
Nell’avvio della passeggiata, presso il ponte di Baruchella, sulla sponda destra con alle spalle villa Pasini, l’attenzione del gruppo è stata attratta dalla bella cascatella originata dall’immissione dello scolo Gardese che raggiunge la Fossa Maestra sulla riva opposta.
Tutto il percorso si è svolto in mezzo ad una natura quasi incontaminata, grazie anche alle iniziative portate a compimento dal gruppo Biancospino. Un itinerario suggestivo tra le acque del canale e le piante che ombreggiavano le rive, che gli animatori della passeggiata hanno illustrato con dovizia di particolari. Tra le altre vanno citate la Robinia, l’Alianto, il Frassino, il Platano, il Salice, la Quercia, l’Acero, il Gelso, il Pioppo, il Faggio, il Sambuco, il Nocciolo, il Ciliegio, l’Acacia, la Vite Selvatica, il Biancospino, e poi erbe e fiori campestri in quantità.
La prima tappa dell’itinerario si è svolta a Giacciano, risalendo la riva per raggiungere la piazza antistante la chiesa bentivogliesca. Qui è intervenuto il prof. Maurizio Tramarin, il quale facendo anche riferimento all’articolo già apparso su questa rivista ed agli scritti del prof. Ario Stevanin (di cui ha ricordato la recente scomparsa), ha dato una succinta descrizione generale dell’edificio parrocchiale risalente alla seconda metà del ‘600, e soprattutto dei monumenti funebri della famiglia Bentivoglio d’Aragona, tra i quali spicca quello d’Adelaide Foscarini attribuito al Canova, denominato “La Dolente”.
L’itinerario è poi proseguito fino al ponte Passetto di Trecenta, per raggiungere la riva sinistra del corso d’acqua e far quindi ritorno al punto di partenza, paghi di aver partecipato ad un’iniziativa davvero innovativa che ha permesso di conoscere un ambiente polesano veramente inedito.
La manifestazione si è così conclusa con soddisfazione reciproca, sia degli organizzatori che dei partecipanti, che hanno potuto soddisfare il duplice interesse naturalistico-paesaggistico e storico-artistico.
Altrettanto positivo è stato il riscontro per il gruppo ospitante che, grazie all’iniziativa della visita guidata, ha avuto un’importante occasione per farsi conoscere anche fuori dell’ambito strettamente locale.
Il Gruppo Ambientale Biancospino
L’associazione locale, che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa ricreativa e culturale ideata da Turismo & Cultura, ha assunto il nome “Biancospino” da una delle piante rintracciabili presso l’alveo della Fossa Maestra, a testimonianza dell’amore che i componenti del gruppo manifestano per il territorio.
La costituzione dell’associazione risale al 1996, quando alcuni amici di Giacciano, mossi dal desiderio di recuperare dal degrado la zona boschiva dell'argine della Fossa Maestra, si mossero con l'appoggio delle “ACLI Anni Verdi” (di cui è attivo in paese un circolo), dando vita al gruppo di lavoro denominato “Gruppo Ambientale Biancospino”.
Presero contatti con gli Enti di competenza: Demanio, Corpo Forestale dello Stato, Provincia, Consorzio di bonifica Valli Grandi e alcuni privati (che detenevano ancora proprietà o possesso) e, ottenuti i permessi necessari, si misero al lavoro, riportando, con non pochi sacrifici, il sito, nelle condizioni di nuova vita, ma meglio ancora consegnandolo alla popolazione, che da anni aveva dovuto dimenticarlo per l’impraticabilità del percorso.
Da circa trentacinque anni, infatti, le banchine non erano più percorribili e i pochi pescatori che si avventuravano lungo le rive del canale dovevano prepararsi un sentiero, talvolta tra i rovi e i rifiuti.
Il lavoro è stato grande, ma più grande è stata la soddisfazione per i risultati ottenuti. Un vivo riconoscimento va al Consorzio Valli Grandi, di Legnago, per l’appoggio tecnico che non è mai venuto a mancare e altrettanti; ringraziamenti vanno all'Amministrazione Comunale di Giacciano con Baruchella per il sostegno economico: senza questi aiuti non sarebbe stata possibile la continuazione dell'opera.
Ora il “Parco Biancospino” si estende dal ponte dì Baruchella sino al ponte del “Passetto” cioè fino al territorio di Trecenta, e i sentieri sono comodamente percorribili su ambedue le rive, a piedi, in bicicletta oppure con i cavalli per una percorrenza totale d’otto chilometri. Tutto questo nella tranquillità più assoluta, immersi nel verde, a contatto con un mondo che altrimenti potremmo dimenticare.
Il Gruppo, guidato dall’attivo presidente Evaristo Corsini, non pago dei risultati ottenuti e forte delle richieste ricevute, si sta specializzando per poter accogliere degnamente anche visitatori particolarmente attenti: Associazioni culturali, Scuole, Turismo locale e Associazioni sportive. A richiesta dei visitatori più esigenti saranno proposte l’esibizione delle documentazioni fotografiche, la proiezione delle diapositive e l’esposizione di un breve cenno storico del sito.
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Come citare questo articolo
Maurizio Tramarin. “Lungo l’antico alveo del Castagnaro”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/lungo-lantico-alveo-del-castagnaro/