A Bottrighe, in occasione della 13.ma edizione di "Serata d'Onore", annuale manifestazione culturale, musicale e di solidarietà, si è svolto l'ufficiale gemellaggio tra il locale gruppo folkloristico "Bontemponi & Simpatica Compagnia" e la Pro Loco Correzzola "Vita d'altri tempi" di Civè (Pd) presieduta da Dorina Burattin Marcato. Presenti alla cerimonia il sindaco di Correzzola, Mauro Fecchio, il presidente della provincia di Rovigo Federico Saccardin ed il consigliere regionale Angelo Zanellato, che hanno sottolineato l'importanza dell'avvenimento culturale nato sulla base delle antiche tradizioni venete.
Se da un lato il gruppo folkloristico di Bottrighe ricerca, studia e ripropone scene di vita contadina attraverso i canti e balli popolari polesani, dall'altro la Pro Loco Correzzola "Vita d'altri tempi", attiva nel consorzio delle Pro Loco Padova-est, presenta nelle piazze ben venticinque antichi mestieri e relativi attrezzi, strutture e costumi che fanno parte della nostra tradizione contadina ed artigianale e che ormai stanno scomparendo.
E allora potremo ammirare il barbiere, in azione con attrezzi di oltre cento anni fa, "el moleta" (arrotino) con macchina di fine '800, "el zoccolaro" (ciabattino) che prepara gli zoccoli in legno e le "sgàlmare" (calzature dei contadini), la preparazione delle "grìsole" (arelle) con le canne palustri, gli "sbalsi", ovvero dei legacci fatti con la "càresina" così chiamata l'erba palustre delle nostre valli, "el caregheta" l'impagliatore di sedie con erbe palustri, "el scòataro" l'artigiano che realizza scope di saggina, il fabbro, lo stagnino, la filatrice con l'apposita "mulinela" in legno, le ricamatrici a fusello, fare e ricamare la rete, "la lavandara" che fa il bucato utilizzando il sapone preparato attraverso l'antico procedimento della bollitura di ossa di maiale combinate con soda caustica, "el sestaro" che prepara cesti e cestelli in vimini, i vecchi giocattoli e le bamboline con foglie di pannocchia e stracetti e le stuoie realizzate su telaio con "pavèra" un'altra erba palustre.
Tra le attività di questo gruppo vengono inoltre proposti alcuni momenti e scene di vita quotidiana di allora come la vendemmia, dalla raccolta del grappolo sino alla pigiatura con i piedi, la torchiatura e la preparazione dal "vivo" dei sùgoli, il "rito della polenta", dalla pianta del mais alla raccolta, il mulino, il camino con il paiolo, la dimostrazione e la preparazione del pane cotto nel forno a legna, la mietitura a mano con i relativi attrezzi, la trebbiatura con caldaia a vapore e la battitura a mano del grano. Ed ancora il "matrimonio d'altri tempi" con il corteo in costume, la finta cerimonia religiosa, la visita alla ricostruita ed allestita cucina e camera degli sposi con il "pàion", la "mùnega", gli originali indumenti intimi, la dote della sposa ricamata a mano e la preparazione del pranzo nuziale rigorosamente con risotto "de fegadin", gallina, carne lessata ed erbe cotte. Infine "el filò" con i figuranti che raccontano le favole in stalla mentre eseguono vari lavori tipici come la calza a ferri, il ricamo, i rastrelli e gli scopini.
L'amicizia tra i due gruppi è nata qualche anno fa nel corso della fiera campionaria di Padova e si è via via consolidata attraverso iniziative comuni atte alla valorizzazione del territorio, sino ad arrivare al gemellaggio ufficiale. Per le due associazioni è un preciso impegno culturale per far conoscere alle nuove generazioni le proprie radici, le realtà lavorative dalle quali proveniamo e con le quali i nostri nonni e genitori, con le loro capacità e competenze, hanno dato dignità, orgoglio e valori alle famiglie dell'intera società veneta.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “Un gemellaggio d’altri tempi”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-gemellaggio-daltri-tempi/