Il 13 febbraio scorso, dopo un lungo silenzio, hanno ripreso a suonare le campane del campanile della chiesa di Ca’ Cappello, frazione di Porto Viro, borgata che si stende sulla riva destra del Po di Levante.
E’ stato il Vescovo di Chioggia Monsignor Angelo Daniel a benedire il campanile tornato integro a seguito da un idoneo intervento di restauro. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il Sindaco Doriano Mancin, il vice Geremia Gennari e il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Tessarin originario di Cà Cappello, oltre ad un folto gruppo degli abitanti della borgata.
Il progetto e la sua realizzazione sono opera degli architetti Luigi Domenico Barbato e Daniele Milan che, in collaborazione con l’Impresa esecutrice del restauro, la Edilferro di Luca Ferro, le ditte installatrici delle campane e della loro elettrificazione, Elettrojolli e Tumiati, e la realizzatrice della nuova campana, Fonderia Cobalchini (stabilimento pontificio), hanno in tempi brevi completato il ripristino della torre campanaria, realizzando così un speranza coltivata da anni nella sempre attiva comunità di Cà Cappello.
Il restauro del campanile della chiesa parrocchiale, una delle più antiche del Delta e del Polesine, alto circa 20 mt. è stato supportato anche dall’arch. Luciano Giavoni della Soprintendenza di Verona, il quale ha fornito particolari indicazioni sul procedimento da seguire, sottolineando la presenza di elementi storici che i progettisti hanno ritenuto necessario evidenziare e consolidare.
La struttura è composta da un basamento allargato alla base, un fusto che risale al di sopra della linea di colmo del tetto, da una cella campanaria di circa 3 mt di altezza e, a protezione finale, una cupola protetta esternamente da un rivestimento in calcestruzzo stampato a tegole, di recentissima fattura. Ad evidenziare e decorare il punto più alto, una particolare croce in ferro doppia che indica i quattro punti cardinali.
L’operazione principale portata a termine nella struttura in mattoni è consistita nel consolidamento e nel rinforzo con barre di resina inserite negli angolari della cella campanaria. In precedenza l’intonaco originario, ammalorato, era stato demolito e solo una piccola parte con forte coesione è stata salvata a memoria del passato.
Una profonda pulizia interna ha permesso inoltre di liberare i vari piani dal guano che si era accumulato e che era causa della rovina delle piccole scale in legno ormai perdute e sostituite con scalette di sicurezza in alluminio alleggerito. Sono state anche riaperte alcune finestrelle, tamponate con mattoni negli anni, che hanno permesso di aggiungere luce internamente al fusto del campanile e, una volta protette con una rete antipiccione, hanno ridato respiro alla struttura portante in mattoni.
L’intonaco esterno è stato riprodotto con malte a base di calce e cocciopesto, dopo una attenta analisi dei campioni prelevati durante la demolozione, ed anche la coloritura dell’impasto è risultata quasi uguale a quella originale.
Particolare attenzione è stata riservata alla cella campanaria con le sue decorazioni in cotto ed i rivestimenti in biancone dei parapetti della stessa cella, protetti con lamina di rame. Internamente la struttura in ferro a sostegno delle campane è stata completamente rifatta e rinforzata con nuovi sostegni della stessa fattura di quelli originali cioè in ferro e legno.
La più piccola delle campane è stata rifatta identica nelle dimensioni e nei decori, con la sola aggiunta della data attuale. I tecnici della fonderia, con strumenti a dir poco da chirurgo, hanno riprodotto fedelmente modello e sopratutto suono della campana del 1957 del peso di 183 kg, grazie anche all’aiuto della signora Giannina e di suo marito, facenti parte della comunità, che hanno prima custodito e poi aiutato a sollevare, con i loro mezzi agricoli, questo strumento meraviglioso che durante le prove per il suo rifacimento ha incantato anche i due progettisti.
Un altro pezzo di Cà Cappello è stato dunque sistemato e, con il Museo della Corte e la Casa del Polesano, la frazione ritorna a sperare in un nuovo risveglio magari al suono gioioso delle due campane che da troppo tempo non facevano sentire la loro voce.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
D. B.. “Il campanile di Ca’ Cappello”. Ventaglio Novanta, n. 31, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-campanile-di-ca-cappello/