Dalla Megane Scenic di Marco, al camion con molto più spazio per trasportare l’occorrente di scena. Dai tavoli delle pizzerie del sabato sera, all’ideazione di veri e propri spettacoli esilaranti. E’ il coinvolgente percorso in cui si sono affermati i “Tanto par ridare”, il gruppo polesano che ha trasformato il proprio hobby in una ‘missione’.
Nel corso di questa appassionante esperienza, oltre a puntare sulla crescita qualitativa e sull’affiatamento artistico (portando le prove degli spettacoli da una all’anno a una ogni tre mesi), il gruppo si è imposto nelle piazze prima del Polesine e poi di buona parte del Veneto, portando una genuina nota di buonumore, apprezzata non solo dai giovani, ma anche da un pubblico più attempato, che non ha difficoltà a mettersi in sintonia con i ruspanti personaggi interpretati.
L’obiettivo di divertire e divertirsi si è inoltre sposato con un lodevole impegno etico, sfociato nel sostegno a vari progetti di solidarietà italiani ed internazionali, devolvendo interamente i contributi delle serate a vari organismi tra cui il C.u.a.m.m. (progetti socio sanitari in Africa), l’Ail (Associazione Italiana per la lotta contro le Leucemie), l’Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo), l’Associazione Bambini Celebrolesi Mattia Venceslao, fino alla raccolta per le popolazioni colpite dallo tsunami, nel sudest asiatico.
Nonostante gli indubbi successi i “Tanto par ridare” non hanno mai perso la loro genuina carica iniziale: “Ci consideriamo una compagine amatoriale, senza pretese – ci dice il portavoce del gruppo Luca Lazzarini – e nonostante da più parti ci abbiano chiesto di trasformare questa attività in un lavoro a tempo pieno, abbiamo declinato l’offerta. Se fosse un lavoro, non ci divertiremo più così tanto”.
I loro spettacoli nascono da una fantasia e da un ingegno sottile, trasformati in skech senza alcuna parolaccia o volgarità. E non dimenticano le radici originarie: “Siamo nati nel 1990, dopo aver partecipato e vinto, a Grignano Polesine, a un’edizione ‘casereccia’ de ‘La Corrida’. Io e Massimo Brancalion, portando in scena “Bella senz’anima”, abbiamo conquistato pubblico e giuria. Da allora è uno dei nostri cavalli di battaglia, una sorta di pietra miliare, un punto di partenza da cui pian piano si è concretizzata l’idea di recitare e far ridere, evolvendosi nel tempo”.
La voglia di esibirsi in pubblico per alcuni del gruppo si era manifestata fin dall’adolescenza. Luca ricorda ancora una fila di appena 10 lampadine, quelle dell’albero di Natale. “Questi i nostri primi effetti scenici artigianali, con mio fratello, allora aveva appena 12 anni, che accendeva e spegneva le lucine rosse e blu”. Poi si sono succedute le ‘tavolate’ dove, tra una birra e una pizza, gli spettacoli a poco a poco hanno preso forma.
“E’ a tavola che nascono le idee, senza l’esigenza troppo pressante di provare e riprovare molte volte – prosegue Lazzarini – Forse è proprio questo il segreto dei nostri spettacoli, ciò che giustifica l’enorme affluenza di pubblico, tanto da dover registrare il tutto esaurito e bissare il giorno dopo, com’è accaduto a gennaio al Don Bosco di Rovigo”.
I “Tanto par ridare” rappresentano un gruppo anomalo rispetto al panorama delle compagnie teatrali amatoriali della provincia di Rovigo. Lo spettacolo è un misto tra cabaret e teatro, musica e intrattenimento. E’, come lo definiscono gli autori, un varietà televisivo in diretta, una parodia comica e travolgente di quello che ogni sera si vede in televisione, tra quiz, giochi a premi, ospiti e cantanti famosi. Una esilarante Tv dal vivo, dunque, meno fredda e standardizzata di quella del tubo catodico, meno manipolatrice, per una volta autentica e, soprattutto, senza applausi registrati, ma veri consensi raccolti calorosamente da Rovigo a Vicenza, da Venezia a Ferrara a Padova.
Sul palcoscenico, a loro agio come se nessuno li stesse a guardare, ci sono Luca Lazzarini (conduttore, cameriere, messicano, ballerino), Massimo Brancalion (medico, ballerino, megane scenic, Agnese Pilon, el cuaton, Giovanni Camin, Gino Presa e tanti altri), Giuseppe Canto (Pino Daniele, Julio Iglesias, Renato Zero, Lucio Dalla, Claudio Baglioli, Adriano Cementano, Zucchero) il cui cognome, appunto, non poteva smentire il ruolo che l’artista occupa negli spettacoli, Marco Cervati (Jack, Gianni Spina, Riccardo Ghiera), Damiano Zuliani. Non si vedono, ma lavorano ininterrottamente dietro le quinte Cristina Maltarello e Valentina Bove (gli angeli del camerino), Diego Ghirardello, Marco Lazzarini, Roberto Trevisan (tecnici di palcoscenico), Paolo Borgato (computer service), Denis (‘maiete e capei’), Samuele Bianco, in arte ‘Samuenel’ (tecnico luci), Natalia Favaro e Carlo Buson (ixer audio control), Cristiano e Alessandra.
Un gruppo caratterizzato da una apprezzabile coesione dunque, con tanto di fans che seguono gli artisti nelle varie piazze in cui si esibiscono, magari solo per il gusto di scoprire le variazioni che vengono apportate seduta-stante allo spettacolo, nel rapporto mutevole che, di volta in volta, si instaura col pubblico.
“La nostra arma – ci dice Lazzarini nel darci appuntamento al prossimo spettacolo – è l’improvvisazione, il segreto l’enorme innato affiatamento che da sempre ci accomuna e ci accompagna come amici, prima che come attori”.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “I “Tanto par ridare””. Ventaglio Novanta, n. 31, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-tanto-par-ridare/