Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE IMPRENDITORIALI

La zucca in testa

Tra Canda e Castelguglielmo una originale produzione curata da Romana Fantinati

di Paolo Zambonin

Ventaglio Novanta n. 31 2005 pp. 164–165

Sta prendendo piede in Polesine la coltivazione della zucca: oltre a quella con scopi alimentari anche quella da ornamento, già diffusa anni fa nelle regioni meridionali d’Italia; un prodotto tornato prepotentemente di attualità con il diffondersi della festa di Halloween (seppure contestata dalla chiesa cattolica).

In provincia di Rovigo vi sono alcune aziende agricole interessate a questa produzione, ma quella che ha messo a disposizione la quantità più consistente di terreno si trova a Canda, lungo la strada arginale del Canalbianco verso Castelguglielmo. L’azienda è condotta da Romana Fantinati e gli ettari di terreno interessati sono ben dieci, cioè cento delle nostre pertiche censuarie.

La passione in Romana Fantinati è iniziata casualmente una quindicina di anni fa. La signora si era recata a cena in un ristorante nel quale avevano messo come segnaposti delle piccolissime zucche, che sembravano dei piccoli oggetti ornamentali di tutti i colori e dalle forme più strane. Successivamente trova le stesse zucche ai Mercati generali di Vicenza e ciò le crea ulteriore curiosità.

“Ho pensato fossero state fatte a mano e non dalla natura – dice Romana – tanto erano belle e particolari. Mi sono piaciute e mi hanno talmente interessato che ho preso informazioni su come coltivarle e soprattutto su come conservarle, che è ciò che è più difficile fare”.

Le informazioni ricevute la portano ad indagare oltre i confini italiani, indirizzandosi verso l’Olanda, ove rintraccia i semi che le interessano che mette a dimora nel proprio orto. Ma ne escono dei prodotti completamente diversi da quelli desiderati. Sono zucche, inoltre, che si deteriorano nel giro di qualche giorno per cui è necessario imparare a trattarle in modo adeguato.

Romana non si dà per vinta e da sola studia il da farsi. Compera sementi in Germania, in Spagna, in Francia e comincia a seminarne dapprima due pertiche, l’anno dopo cinque. Elabora varietà sempre diverse anche perché ogni volta le zucche si producono in modo differente dall’originale. Sperimenta le forme più disparate: di animali, di frutti, di oggetti particolari.

I risultati cominciano ad essere soddisfacenti e così inizia la commercializzazione del prodotto che incontra sempre nuovi acquirenti, per cui le pertiche di terreno necessarie diventano una ventina, per aumentare di anno in anno, finché nel 2004 vengono destinate alle zucche un centinaio di pertiche.

Per Romana l’attività è ora a tempo pieno e la coltivazione della zucca è diventata un lavoro vero e proprio, la sua professione. Cerca mercati nei quali collocare il prodotto, che ormai è consistente, e trova sbocchi in diversi paesi europei.

Data l’estensione di questa attività, occorrono attrezzature, imballaggi adatti con paglia naturale per la conservazione ed il trasporto, impianti di irrigazione indispensabili data la siccità estiva, tunnel di nylon in cui deporre le sementi per le nuove piantine che fin dall’inizio presentano dei piccoli frutti meravigliosi, un grande capannone che costruisce appositamente nel retro della casa.

Occorre una certificazione del prodotto ed un proprio bollino per evidenziarne la provenienza e per dare all’acquirente la sicurezza necessaria. Tutto ciò richiede investimenti alquanto consistenti che la signora affronta con decisione perché “delle zucche non può più fare a meno”.

In questa attività ha coinvolto anche suo padre, Giorgio Fantinati, il quale si applica nella coltivazione di quelle giganti. Crescono dai dieci fino ai duecento chilogrammi e vengono per lo più acquistate da esercizi pubblici e negozi.

Ogni anno Romana fa nuovi tentativi “perché – dice – non si finisce mai di imparare; bisogna studiare nuove striature, nuove righe e forme particolari, nuovi disegni”. Quello da lei effettuato è un vero lavoro artistico perché lei riesce ad ottenere prodotti di pregevole effetto.

Delle sue ricerche, delle sue conquiste, di questo suo lavoro particolare, Romana è alquanto gelosa, per cui non si sbilancia molto nel raccontare i suoi segreti, né sulla qualità e quantità delle zucche “inventate”, né sui luoghi dove va personalmente a fare le consegne.

“Le mie zucche sono state messe in mostra a Gardaland ed è stato fatto anche un servizio televisivo su di esse” – dice con orgoglio.

“E il mercato come va?” – chiediamo.

“Il mercato è abbastanza difficile – dice – perché la gente stenta a comperarle, essendo un genere voluttuario, quando deve pensare invece ad acquistare frutta e verdura ai prezzi che si ritrova oggi. Bisogna quindi correre parecchio e cercare sempre nuove piazze”.

Chi passa sulla strada provinciale Canda-Castelguglielmo, proprio lungo il Canalbianco, tra ottobre e novembre, può vedere alcune di queste zucche giganti come richiamo per la festa di Halloween.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Paolo Zambonin. “La zucca in testa”. Ventaglio Novanta, n. 31, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-zucca-in-testa/

Pubblicità