Se è vero che il teatro costituisce un importante elemento per testare la vivacità di una città, è indubbio che Rovigo, con la programmazione della stagione 2005-2006, ricca di ben 16 appuntamenti, ha compiuto un importante passo in avanti in tal senso. Ben consapevoli di ciò, il primo cittadino Paolo Avezzù e l’assessore alla cultura Enzo Bacchiega hanno espresso sincera soddisfazione nella conferenza stampa tenutasi all’avvio della centonovantesima stagione lirica rodigina, inaugurata con un’opera davvero impegnativa quale “La forza del destino”.
Non c’è dubbio che quello messo a punto per la stagione in corso è un cartellone veramente ricco e vario, un progetto impegnativo, mediante il quale Marcello Lippi, sovrintendente e direttore artistico, ha inteso legare il proprio nome a quello dell’ente lirico cittadino, agendo con l’obiettivo di fargli compiere un consistente salto di qualità.
Notevole lo sforzo per una programmazione con oltre il doppio dei titoli rispetto allo scorso anno, che ha visto un impegno frenetico non solo da parte del M° Lippi, ma anche di tutti i collaboratori; e ciò nella consapevolezza di adoperarsi concretamente per la crescita del Sociale di Rovigo.
Una stagione lirica con ben sedici titoli è infatti una novità assoluta rispetto alla tradizione rodigina. E la città capoluogo, da sempre particolarmente sensibile alla musica di qualità, ha risposto all’offerta con notevole interesse, come si è capito fin dall’inizio testando l’andamento delle vendite degli abbonamenti. Ma tale risorsa non è certo sufficiente a far fronte alle consistenti necessità. “Fondamentale – ha affermato Marcello Lippi – la collaborazione con molti teatri italiani e con due teatri spagnoli, che ha permesso di abbattere certi costi di produzione e allestimento. Oltre alle opere più note e impegnative, nella programmazione sono stati inseriti dei balletti, delle opere solo per ragazzi, delle produzioni che coinvolgono il conservatorio della città e anche i bambini delle scuole elementari, registrando in quest’ambito la soddisfazione di constatare l’adesione delle scolaresche sin dai primi giorni di avvio delle lezioni”.
Un’opera attesa “La forza del Destino”, che mancava in città da 25 anni, mentre le cronache ottocentesche ci informano che furono ben quattordici le recite per la prima rappresentazione rodigina, datata 1883. Poi si succedettero altre cinque versioni proposte tra il 1937 e il 1981.
Rappresentato per la prima volta nel 1862 al teatro Imperiale di San Pietroburgo, il melodramma in quattro atti scritto da Francesco Maria Piave e musicato da Giuseppe Verdi (ispirato dal lavoro di Angel de Saavedra rappresentato a Madrid nel 1835) fu accolto con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica, tanto che un giornalista dell’epoca lo definì la più completa opera verdiana "sia per il significato della sua ispirazione, sia per la generosità dell’invenzione melodica, sia per lo sviluppo musicale e per la strumentazione". Le perplessità guidarono invece il compositore a una nuova versione, presentata al teatro La Scala il 27 febbraio del 1869 dopo numerosi rimaneggiamenti sia nella parte musicale che nel testo (rivisto da Ghislanzoni causa una grave malattia di Piave).
L’allestimento rodigino alla prima rappresentazione serale del 30 settembre del 2005 ha messo in scena un destino imperioso e fatale, presentato mediante una scenografia dai caratteri cupi e misteriosi. Sul fondale immagini a tinte fosche e dai contenuti drammatici, simili a dipinti fiamminghi. Ai lati del palco imponenti quinte create da architetture in stile gotico. Ogni elemento ha contribuito ad evidenziare l’atrocità della vicenda di quella che è considerata l’opera conclusiva della "fase eroica" di Verdi.
Prodotta dal Teatro Sociale di Rovigo e realizzata in collaborazione con il Teatro Goldoni di Livorno, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, l’Operafestival di Bassano del Grappa, il Teatro di Pisa, il Teatro Comunale di Modena, il Teatro Alighieri di Ravenna, il teatro Verdi di Padova e il teatro dell’Opera Giocosa di Savona, dove si sposterà fino alla prossima primavera, “La forza del destino” rappresenta un impegno economico e organizzativo che difficilmente potrebbe essere sostenuto da un solo ente.
La prima serata ha decretato un grande successo soprattutto per il soprano Susanna Branchini. Emissione curata, tecnica agile, fraseggio elegante, timbro vellutato: ha interpretato il difficile ruolo di Leonora, la tormentata protagonista, con maturità e abilità. Ha creato momenti di intensa commozione e spiritualità con un suono limpido e velato, alternandoli a parti possenti e drammatiche, in una complicata vicenda, che possiede le caratteristiche del racconto di avventure. Tra gli elementi di spicco, che hanno contribuito a rendere efficace la rappresentazione, vanno citati il baritono Marco Di Felice, che ha impersonato Don Carlo con voce calda e decisa; il mezzosoprano Tiziana Carraro, nei panni di Preziosilla, con piglio sicuro e precisione; Paolo Rumetz, che ha creato un Frate Melitone molto particolare, con un azzeccato piglio buffo. Il tenore Emil Ivanov e il basso Paolo Battaglia hanno sostituito nelle vesti di Alvaro e del Padre Guardiano Keith Olsen e Riccardo Zanellato, perché indisposti: sono stati applauditi per aver sostenuto parti tanto impegnative, nonostante la stanchezza per aver affrontato gli stessi ruoli anche nei giorni precedenti.
L’Orchestra Filarmonia Veneta Malipiero, guidata dal gesto sicuro del Maestro Lukas Karytinos, ha sostenuto le voci con buona precisione, facendo risaltare l’abilità tecnica delle prime parti, sia dei fiati che degli archi, in bellissime sezioni solistiche.
Determinante l’apporto del coro del Teatro Sociale, preparato da Giorgio Mazzucato che, nonostante alcune difficoltà ritmiche, ha supportato con spessore timbrico l’intera vicenda: ne "La forza del destino" infatti l’idea della folla è preponderante, poiché il gruppo di servitori, di contadini, di soldati, di pellegrini e francescani è quasi un elemento da teatro greco.
Azzeccate anche le coreografie di Claudio Ronda, realizzate dal corpo di ballo Compagnia Fabula Saltica, che hanno movimentato le scene più affollate. Di grande rilievo la scenografia di Alfredo Troisi e la regia, opera di Pier Francesco Maestrini, che ha curato anche i costumi.
Dietro le quinte
L’officina del teatro
A pochi giorni dall’apertura della stagione lirica 2005, in uno dei nuovi capannoni di Via Martiri di Belfiore, tra San Apollinare e San Sisto, sono stati inaugurati i nuovi laboratori per le scenografie, i costumi e per la realizzazione di allestimenti vari del Teatro Sociale.
La nuova struttura ha preso il posto del vecchio laboratorio che si trovava in viale Oroboni, a ridosso dell’ex mercato ortofrutticolo, e costituisce un notevole salto di qualità per il Teatro Sociale e la vita culturale della città.
Si tratta di un complesso confacente a rendere più agevoli i lavori, caratterizzato da un edificio di millecinquecento metri quadri più un magazzino. L’ambiente, ampio e luminoso, rappresenta un consistente impegno economico ed una notevole opportunità per valorizzare le capacità dei giovani che operano in questo settore artistico, apportando le loro competenze e specializzazioni.
Gli Amici del Teatro
L’Associazione Amici del Teatro Sociale di Rovigo appoggia da due anni l’attività del Teatro rodigino nonostante le difficoltà finanziarie e gli impegni sempre più gravosi. La sua attività principale consiste nell’organizzare ogni anno le presentazioni delle opere inserite nella consueta stagione lirica: alcuni giorni prima di ogni rappresentazione viene invitato un relatore per illustrare, in incontri aperti a tutta la cittadinanza, il libretto, la musica, gli autori e ogni notizia utile per il pubblico, rendendo così più facile e interessante assistere agli spettacoli.
Il corposo cartellone della Stagione lirica e di balletto 2005/2006 e i tagli ai finanziamenti degli enti pubblici rendono un impegno gravoso quello di sostenere le spese per le locandine, le cartoline di invito ai soci, i saggi da inserire nei libretti e i relatori, scelti tra i più importanti studiosi e musicologi a livello nazionale.
Queste le presentazioni programmate e i rispettivi relatori:
30 marzo, “Dyland Dog” e “La Lupa”: Massimo Contiero;
Tutte le presentazioni sono previste presso l’Accademia dei Concordi alle ore 18 con ingresso libero.
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Come citare questo articolo
Sofia Teresa Bisi. “La 190a Stagione Lirica”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-190a-stagione-lirica/