E’ l’Edelweiss, la regina dei fiori di montagna, a prestare il proprio nome, nel lontano 1975, al coro femminile adriese che, con felice intuito, giovanile entusiasmo e preziosa conoscenza musicale, Rita Zenato crea nella città madrina dell’Adriatico, Adria libro antico ad aperto di millenaria storia, usi e costumi acquisiti dai molti popoli che l’hanno visitata, governata o soggiogata pur consentendole di creare spazi e profumo di lettere ed arti che, espandendosi, hanno donato nobiltà ai suoi abitanti spesso dettando severi suggerimenti di vita e sapere a quanti hanno camminato le sue strade portandone nel mondo la ricca sapienza.
Rita estende la sua idea ed il richiamo alle amiche, alle coetanee e, queste, diventano, loro volta, portavoce gagliarde di un entusiasmo che, in breve, raggruppa una trentina di ragazze amanti del bel canto. Il gruppo di amiche si ispira, come scelta di repertorio, ai canti della montagna che, grazie al trentino Coro SAT, hanno spesso la ribalta popolare rispolverando storie e racconti musicali dell’alpe che, nelle mirate e gustose armonie create da Antonio Pedrotti, Luigi Pigarelli, Renato Dionisi, Arturo Benedetti Michelangeli ad altri, hanno valorizzato e fatto conoscere l’intimità trentina esaltandone, nel canto corale, l’arguzia ed i costumi presto divenuti gradita offerta ai molti complessi di canto ad ispirazione SAT. E, da quei primi canti, il Coro Edelweiss estende le sue ricerche ad un più ampio spazio arricchendo le sue proposte con le armonie che, nel tempo e nei luoghi, hanno colorato la vita, la fede, l’amore della gente. Ora ci sono i canti dell’acqua, dei campi e del fuoco, quelli dello spirito, dell’amore, della gioia e della pace, quelli del tormento, del lavoro, del riposo e della meditazione. Ci sono i canti della richiesta e quelli del ringraziamento, alcuni nati dalla sensibilità del musicista Steno Sandoli divenuto, dopo Rachele Vignaga Giordani a dopo Rossana Vianello Martinolli, terzo presidente del Coro purtroppo, tragicamente scomparso qualche anno fa ma, sempre presente nello spirito a nell’intimo del Coro. Ci sono le armonizzazioni ed adattamenti della stessa Rita Zenato che vanta particolare sensibilità artistica ed ottima preparazione musicale e che, per molti anni, ha insegnato nelle scuole e nel privato vantando, oggi, allievi affermati nel campo vocale e strumentale anche a livello internazionale. Conduce con passione ed intelligenza il suo Coro e a lui trasmette la sua maestria, la sua accortezza, la sua vocazione espressiva, intimamente amalgamando non solo un gruppo corale ma plasmando una vera famiglia che vive di canto e di fraternità partecipe, con attenzione, ai momenti lieti o tristi di ciascuna delle ragazze che formano il coro.
In trent’anni di vita lo spirito del Coro Edelweiss non ha avuto cedimenti. Si sono rinnovate tante voci, pur se un nucleo storico formato da Ivana, Paola, Simonetta e la stessa Rita, rimane e può vantarsi di far parte delle trentennali fondatrici della bella camerata corale, custodi di quel sacro fuoco d’origine al quale il tempo ha ravvivato, con inesauribile costanza, fiamma e calore.
E ricordiamo l’Edelweiss nei primi anni, animato dalla gogliardica giovinezza e dalla scoperta del quanto il cantare insieme sappia coinvolgere con gioia aiutando a meglio camminare le strade del mondo, più volte organizzatore di escursioni, non solo verso le località alpine, ma anche a mete di alta cultura, assemblando al gruppo amici e sostenitori ai quali offrire belle melodie e gioiosa fraternità. Si visitano luoghi d’Italia in occasione di concerti o, solamente, per affrancare il gruppo. Si registra una cassettina con le belle melodie imparate e cantate insieme. Si partecipa a raduni corali portando sempre, oltre alla grazia femminile, la raffinata interpretazione del bel canto con una distinzione ed una sensibilità che sono specifiche e proprie, e che sottolineano signorilità, eleganza, delicato amalgama e buon gusto espressivo.
Questa è dunque l’Edelweiss che, da trent’anni, condivide i destini in famiglia avendo attenzione massima per tutte e per ciascuna delle ragazze che formano il Coro e che lo hanno frequentato anche se il tempo ed i destini di studio o di lavoro hanno poi portato la vita su altre strade. E per questo spirito di fraterna amicizia va dato merito, innanzi tutto, alla sua direttrice, a Rita che tiene insieme, con puntuale rispetto, il suo Coro dedicandogli, spesso anche con notevole sacrificio personale, buona parte di quanto il suo cuore positivamente le detta.
Vengano o non vengano i riconoscimenti, l’importante è costruire, con responsabilità e costanza. Del resto, più che da casa propria, spesso gli allori giungono, con maggiore gioia ed inaspettati, da altre autorevoli fonti come quando, qualche anno fa, Rita fu chiamata a dirigere, alle Tre cime di Lavaredo, nel corso del grande raduno dei Cori di Alpe Adria, gli oltre mille cantori presenti ed appartenenti a diverse etnie e scuole corali del Triveneto. Omaggio alla sua capacità musicale e direttoriale ed implicito riconoscimento alla autorevolezza del suo Edelweiss.
Otto anni or sono l’Edelweiss dà vita, ad Adria, fiore all’occhiello, a quella significativa rassegna corale che racconta, nel tempo di Pasqua, della Passione del Signore. A “Pasqua in…canto" vengono ospitati, ogni anno, complessi delle quattro vocalità: maschili, femminili, miste ed a voci bianche, ciascuno presentando alcuni canti del proprio repertorio ispirati alla Passione ed al tempo della Resurrezione e se, tratti dal repertorio usuale, sempre comunque rispettosi della sacralità di Pasqua.
Le cantate sono intervallate da riflessioni spirituali presentate da scelti dicitori venendo poi, ogni anno, la serata dedicata ad una istituzione umanitaria così da sensibilizzare il sempre numeroso pubblico, proveniente ormai anche da fuori regione, al vero spirito della resurrezione del Cristo attraverso la buona coralità ed alle riflessioni sulle necessità dei meno fortunati. I complessi sono attentamente scelti con riguardo alla loro maturità e comunicativa artistica, e le otto edizioni già effettuate hanno dimostrato la ammirevole capacità organizzativa del coro adriese la cui trentennale esperienza ed il ricco curriculum, blasonato da invidiabili affermazioni, impone fra le maggiori e qualificanti immagini della cultura musicale adriese.
Una famiglia corale in cammino, perchè la sosta, anche se trentennale, deve servire non solo a guardare alle mete preziose raggiunte ma, e soprattutto, alle proposte, ai traguardi ed alle sfide che stanno dinanzi e che invitano a sempre migliori risultati. Che da “Casa Edelweiss” non mancheranno di certo.
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Come citare questo articolo
Romano Beltramini. “Splendono i trent’anni dell’Edelweiss”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/splendono-i-trentanni-delledelweiss/