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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

L’identità ritrovata

Importanti iniziative per festeggiare il 35° anniversario dell’associazione Polesani nel Mondo

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 32 2006 pp. 148–152

Anno memorabile il 2005 per l’associazione “Polesani nel Mondo” che, nel 35° della propria fondazione, ha visto il varo di importanti iniziative e l’attuazione di vari progetti.

La “Casa del Polesano”

Tra tutti i progetti, quello fondamentale, che a buon diritto è stato definito la “pietra miliare” dell’associazione, è la realizzazione della “Casa del Polesano” a Ca’ Cappello, borgata nel comune di Porto Viro, a ridosso della sponda destra del Po di Levante.

Una idonea struttura di accoglienza per gli emigrati dal Polesine e dal Veneto: questa la finalità con cui è stata pensata la “Casa”, i cui lavori sono stati completati al primo stralcio, con l’abitabilità dei locali ricavati dalla ristrutturazione di una ex scuola. Al piano terra, sala da pranzo, auditorium, cucina, segreteria e servizi; stanze con bagno al piano superiore. L’immobile, da tempo in disuso, messo a disposizione dell’associazione dal Comune di Porto Viro, è stato recuperato e riadattato alle nuove esigenze grazie al sostegno determinante della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Regione Veneto e della Provincia di Rovigo, istituzioni dalle quali il presidente dell’associazione Polesani nel Mondo, don Valentino Tonin si attende un aiuto anche per il secondo stralcio, che prevede l’ampliamento del fabbricato per ricavare una sala per il Museo dell’Emigrazione al piano terra e altre stanze al piano superiore.

Per i “Polesani nel Mondo” i mesi di Settembre ed Ottobre del 2005, oltre che per il concretizzarsi del sogno della “casa”, sono stati sicuramente ricchi di soddisfazioni, grazie all’attuazione di importanti iniziative, portate a compimento con il sostegno delle istituzioni polesane, i cui rappresentanti hanno fatto sentire, con forza, il loro caloroso abbraccio durante lo svolgimento delle manifestazioni programmate.

In particolare va citata l’iniziativa denominata “Polesine, dove il Po diventa mare e il mare diventa terra”, tenutasi a Legnano (MI) a metà settembre ed articolata in tre giorni di incontri ed esposizioni. E’seguito il convegno-congresso, organizzato nell’auditorium della Casa del Polesano sabato 8 Ottobre, in coincidenza col 35° anniversario di fondazione dell’associazione, ramificata in tante “fameje” con sedi in Italia e all’estero.

Un convegno per non dimenticare

Il convegno, caratterizzato dal significativo titolo, “Polesani nel Mondo, un’identità ritrovata”, è stato coordinato dall’assessore provinciale Laura Negri che ha sottolineato la necessità di corrispondere con varie iniziative al desiderio dei tanti emigrati di non dimenticare le proprie radici e vivificare il rapporto con la terra di origine. Il tema della memoria e dell’identità è stato sottolineato con forza anche dagli altri rappresentanti delle istituzioni succedutisi nel portare i loro auspici al convegno: Alessandro Tessarin, per il Comune di Porto Viro, Fedrico Saccardin, presidente della Provincia, Isi Coppola, assessore al bilancio della Regione Veneto e Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Il convegno è quindi entrato nel vivo con la relazione di Edoardo Pittalis, vicedirettore de Il Gazzettino, che ha intitolato il suo intervento “Da Angelo Piovesan a Sante Zennaro: c’è sempre un altro Polesine”, prendendo come spunto la storia di due emigranti polesani protagonisti, loro malgrado, di vicende drammatiche e nel contempo motivo di esempio. Al punto che sono stati intitolati vari istituti scolastici alla memoria di Sante Zennaro, caduto, vittima innocente, nel 1956 all’interno di una scuola di Trezzano nel corso di un conflitto a fuoco sviluppatosi tra forze dell’ordine e malviventi. Ma, nonostante queste dediche, nessuno più ricorda chi sia stato l’eroe popolano, il quale aveva tentato di fermare i malavitosi che tenevano in ostaggio maestre e bambini. Si smarrisce troppo presto la memoria, ha osservato il relatore delineando un efficace quadro della storia dell’emigrazione dal Polesine. Occorre combattere questa perniciosa malattia sociale costituita dalla smemoratezza, ha sottolineato concludendo il suo intervento.

Valentino Zaghi, storico e docente adriese, ha trattato il tema “Verso il triangolo industriale: le cause di un esodo”. Una migrazione epocale quella registratasi dopo la seconda guerra mondiale: nel corso di un paio di decenni, oltre centomila persone lasciarono il Polesine, afflitto da gravissimi ritardi nello sviluppo, mentre si registrava una rapida crescita industriale in altre aree d’Italia, motivo di attrazione di manodopera dalle zone più depresse.

E’ toccato poi a Evelino Andreoli, segretario della Fameja di Nichelino (TO), delineare, con parole toccanti, la “Storia di una associazione”. Ovvero rievocare i giorni di un impegno frenetico e prodigioso che portò un gruppo di polesani ad unirsi e a dar vita alla Fameja di Nichelino, con la determinazione di realizzare una struttura in grado di fungere da polo di aggregazione e nel contempo da fucina di animazione culturale per l’intera città. Un impegno che ancor oggi continua, senza soluzione, e che vede il gruppo polesano di Nichelino orgoglioso di profondere energie per dar vita ogni anno a molteplici iniziative a favore della comunità, spaziando dai momenti di solidarietà, alle manifestazioni sportive, dagli incontri culturali a quelli ricreativi, ed ottenendo smpre larghi consensi tra la cittadinanza.

Il convegno si è chiuso con l’intervento di Sergio Garbato, giornalista de Il Resto del Carlino, che si è soffermato su “Le radici ritrovate”, ovvero sulle motivazioni che inducono moltissimi emigrati o discendenti anche di terza o quarta generazione a cercare di ristabilire un contatto con la terra di origine, dalla quale non si può prescindere nella ricerca della propria identità.

Nel pomeriggio della stessa giornata, presieduto dal M° Giuseppe Rigolin, da sempre sostenitore dell’associazione Polesani nel Mondo, si è aperto il congresso finalizzato al rinnovo delle cariche.

Nella sua relazione introduttiva il presidente don Valentino Tonin ha innanzitutto ricordato le fasi pionieristiche di avvio dell’associazione nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso, quando, su impulso del vescovo mons. Marcello Rosina, furono poste le basi della costituenda associazione, allo scopo di realizzare occasioni di aggregazione, aiuto e conforto alle migliaia di polesani emigrati per necessità economiche in varie città d’Europa.

Poi il decollo dell’associazione “Polesani nel Mondo” con la sua regolare istituzione nel 1970, sancita da un apposito atto notarile. Subito dopo ecco il proliferare delle varie “fameje” e l’avvio di un’attività continua, con varie fasi di impegno, fino alla realizzazione del progetto a lungo sperato della Casa del Polesano.

Non sono mancati momenti ricreativi. Nella serata del sabato 8 Ottobre i partecipanti al convegno si sono trasferiti ad Adria per assistere al concerto della “Giovane Sinfonia” dedicato ai “Polesani nel mondo”, come hanno ricordato il sindaco Antonio Lodo e il presidente della Provincia Federico Saccardin nel rivolgere il loro saluto augurale.

L’indomani, domenica 9 Ottobre, ancora un appuntamento importante, questa volta con l’ambiente del delta, che, dopo una settimana di piogge torrenziali, ha accolto la comitiva con una splendente giornata, conclusasi con un pranzo in un noto locale di Porto Levante, dove il sindaco di Porto Viro Doriano Mancin ed il presidente del Consiglio Alessandro Tessarin hanno portato il loro saluto alla composita comitiva di Polesani nel Mondo, dando un arrivederci presso la “Casa del Polesano” che, oltre che come struttura per l’accoglienza si caratterizzerà come fulcro di nuove interessanti iniziative.

Il Polesine a Legnano

Un cenno anche all’importante iniziativa di Legano (MI) che, nell’anno del 35°, ha preceduto di quasi un mese il convegno-congresso di Ca’ Cappello. Si è trattato di un importante evento, voluto dalla dirigenza lombarda dell’Associazione Polesani nel Mondo e sviluppatosi a metà settembre in tre giornate ricche di manifestazioni ed incontri sulla cultura, sulle tradizioni e le occasioni turistiche offerte dalla provincia di Rovigo.

In mostra, nel centro storico di Legano, presso il nobiliare palazzo Leone da Perego recentemente restaurato, sono stati posizionati grandi pannelli sulla Rotonda di Rovigo, una ricca selezione del Museo nazionale della giostra di Bergantino, una sezione del Museo dei Grandi Fiumi, i libri della Minelliana e poster dei comuni polesani. Presenti anche i prodotti della terra dei fiumi con degustazioni offerte al pubblico.

Le tre giornate sono state animate dalle esibizioni del gruppo di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante” e hanno avuto momenti di riflessione grazie a vari interventi, sostenuti dalla proiezione di filmati. Il prof. Tommaso Zaghini ha parlato della storia, dell’arte e dei mestieri del Luna Park, con particolare riferimento al lembo più occidentale del Polesine, oggi caratterizzatosi come importante distretto regionale della giostra; il prof. Mario Cavriani ha sviluppato il tema relativo al movimento patriottico della Carboneria nella provincia di Rovigo; il dott. Raffaele Peretto si è soffermato a tratteggiare la realtà espositiva del Museo dei Grandi Fiumi, legato alla storia e all’ambiente del Polesine.

Di notevole coinvolgimento è risultata la cena del sabato sera, servita presso i rustici del castello di Legnano, nel corso della quale si è svolta una sentita cerimonia di gemellaggio tra l’associazione Polesani del Mondo e la Famiglia Legnanese. E’ stata questa anche l’occasione per gli incontri tra le autorità locali e i rappresentanti di varie amministrazioni polesane che, con la loro nutrita presenza a Legnano, hanno voluto sottolineare l’importanza dell’evento.

Il saluto dell’Amministrazione provinciale è stato portato dall’assessore al turismo e alla cultura Laura Negri, seguita da Loredano Zampini vicepresidente della Camera di Commercio. Sono poi intervenuti Paolo Avezzù sindaco di Rovigo, Silvano Finotti, sindaco di Porto Tolle, Giampietro Pizzo sindaco di Trecenta, Riccardo Resini sindaco di Fratta Polesine e Sandro Tessarin, presidente del consiglio comunale di Porto Viro. L’accoglienza lombarda è stata espressa dal vicepresidente dell’amministrazione provinciale Alberto Mattioli, dall’assessore alla cultura di Legnano Gianbattista Fratus e da Luciana Schiroli, in rappresentanza della provincia di Varese e della Comunità Montana della Valcuvia.

A conclusione della serata la cerimonia del gemellaggio, auspice Tina De Stefani Bertizzolo, responsabile del coordinamento lombardo dell’associazione Polesani nel Mondo che, con determinazione e piena padronanza ha ideato e coordinato le tre giornate legnanesi. Per significare l’importanza dell’iniziativa sono intervenuti il presidente nazionale dell’associazione Polesani nel Mondo, don Valentino Tonin, e il presidente della Famiglia Legnanese Luigi Caironi, ai quali è spettato il primo taglio del grande dolce decorato con il logo delle due associazioni, tra l’ovazione dei 250 convitati alla memorabile cerimonia.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “L’identità ritrovata”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/lidentita-ritrovata/

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