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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Nuova sede per l’Archivio Comunale

75 anni di storia tornano alla luce e trovano spazio in un idoneo locale all’Interporto di Rovigo

di Paola Gasperotto

Ventaglio Novanta n. 32 2006 pp. 153–155

La storia del Comune di Rovigo è tornata alla luce. Le pratiche, i documenti e tutti gli atti dell’amministrazione, sono stati tolti dagli ambienti bui dove si trovavano, spolverati e riuniti in un unico edificio in viale delle Industrie all’Interporto. La nuova sede è stata inaugurata l’estate scorsa alla presenza delle autorità e di chi ha lavorato, affinchè questo patrimonio non andasse disperso o rovinato. Un progetto impegnativo e ambizioso, costato mesi e mesi di lavoro, realizzato grazie anche alla collaborazione di professionisti esterni, incaricati di riorganizzare tutto il materiale sparso tra la soffitta di palazzo Nodari, l’atrio di palazzo Angeli e le cantine dell’istituto magistrale. Ora in un unico posto si trovano sia il materiale di deposito (ossia le pratiche concluse negli ultimi 40 anni), che quello storico (dal 1930).

I documenti rappresentano la traccia e la testimonianza dell’attività amministrativa.

E, in un’epoca dove tutto viene affidato all’informatica, le carte sono qualcosa che sanno di antico, che ci riportano ad un passato non più recuperabile e, per questo, ancora più prezioso. Ordinare, conservare, ma anche valorizzare ciò che ci ricorda il tempo trascorso e quanto è stato fatto in tanti anni, era diventato fondamentale per l’amministrazione.

“Essere al servizio dei cittadini – ha affermato il sindaco Paolo Avezzù in occasione dell’apertura della nuova sede -, è uno dei nostri obiettivi e, in tal senso, l’iniziativa di oggi è una risposta concreta. L’archivio rappresenta la memoria storica della città e, grazie al grande lavoro svolto, con un’azione di recupero sistematica, anche Rovigo ha una fonte importante sul suo passato, per pensare al futuro”.

Un evento definito storico dal soprintendente archivistico per il Veneto Giustiniana Migliardi O’Riordan e preziosissimo da Luigi Contegiacomo, direttore dell’Archivio di Stato di Rovigo. “E’ raro che un archivio conservi una storia così lunga, un modello positivo da seguire”.

E ancora più importante se si pensa che l’archivio può essere consultato da tutti.

“Il Comune di Rovigo negli ultimi anni ha raggiunto traguardi importanti anche per l’archivio corrente – ha spiegato la responsabile comunale Simona Sedazzari -, è stato introdotto il protocollo informatico conforme alla normativa vigente, un sistema che permette di conoscere in tempo reale tutti i passaggi di un documento e lo Sportello protocollo generale, attraverso il quale il cittadino può portare la documentazione e avere subito il numero di protocollo. L’archivio comunale ha vissuto una storia a lieto fine”.

La cerimonia, coordinata dal dirigente alla Cultura e ai Servizi generali Domenico Santaniello, è proseguita con la benedizione del vescovo monsignor Lucio Soravito De Franceschi che ha anche concluso gli interventi. “Questa iniziativa non è rivolta solo alla conservazione dei documenti, ma alla fruizione e questo è fondamentale, perché non c’è futuro senza passato”.

Con la creazione di questo servizio archivistico il Comune di Rovigo ha un nuovo “bene culturale“da valorizzare con iniziative che facciano capire alla cittadinanza la valenza del suo recupero, evidenziando le sue funzioni, tra cui quella di essere fonte storica autentica. Per questo saranno realizzati dei progetti anche in collaborazione con le istituzioni che hanno in deposito le sezioni storiche più antiche dell’archivio comunale, ossia l’Accademia dei Concordi (dalle origini al 1800), l’Archivio di Stato (dal 1800 al 1930) e il Tempio della Beata Vergine del Soccorso.

Il primo si è concretizzato, durante l’Ottobre rodigino, con l’allestimento nella sala Sichirollo dell’Archivio di Stato di una mostra dal titolo: “La memoria di Rovigo – l’archivio comunale: testimone della storia cittadina”. I visitatori hanno potuto visionare i documenti più significativi della nostra storia, conservati nelle quattro sedi. I più antichi dei Consigli del ‘500, gli estimi settecenteschi e la documentazione sul tempio della Rotonda, ma anche i documenti sul periodo prima e dopo l’unità d’Italia, sulle due guerre mondiali, sul ventennio fascista, sull’alluvione del ‘51 e sui mestieri ormai perduti.

L’esposizione è stata introdotta da una mostra fotografica sulle vicende della documentazione dal 1931 in poi, che ha evidenziato l’impegno del Comune per il recupero di tutto il materiale archivistico. Un impegno che sicuramente sarà apprezzato dagli addetti ai lavori e dai cittadini.

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Come citare questo articolo

Paola Gasperotto. “Nuova sede per l’Archivio Comunale”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuova-sede-per-larchivio-comunale/

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