Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

45° Parallelo G.R.U.

Dopo una serie di avvistamenti nel cielo del Polesine, è nato un gruppo di ricerche ufologiche

di Elisabetta Zanchetta

Ventaglio Novanta n. 32 2006 pp. 166–167

Quattordici giugno 2004, ore 23.05, Cavazzana di Lusia: Jerry Ercolini, Crisna Pengo e Rodolfo Ghinato (ufologi) si trovano sull’argine del fiume Adige per uno skywatch (osservazione della volta celeste). La temperatura è molto alta, assenza di vento e percentuale di umidità bassa. Viene puntata sulla verticale, verso il cielo, la reflex Nikon F65 con zoom 70/300 montata su treppiede, pellicola Kodak TP b/n e tempo di posa di circa 3 minuti. Il segnalatore all’infrarosso con sagoma triangolare è acceso e posizionato sul tetto dell’automobile, alle spalle dei ricercatori, a circa 4 metri di distanza. Allo sviluppo, la fotografia presenta uno strano oggetto che si ripete per ben cinque volte sullo stesso fotogramma, ma senza lasciare una scia di movimento…sembra che lo stesso abbia pulsato seguendo una direzione ben precisa. Nel proseguire la sua corsa, al di sotto si staccano altri due piccoli oggetti di forma triangolare mentre al di sopra si può notare la comparsa di una strana apertura.

Già tre mesi prima, il 28 marzo 2004, ore 2.45, sempre a Barbuglio di Lendinara, durante uno skywatch lungo il fiume Adige, Jerry e Rodolfo avevano immortalato uno strano oggetto sfrecciante proprio davanti alla luna. Per ottenere la foto, utilizzata la fotocamera reflex Nikon F65 montata su telescopio rifrattore Ziel 700×60, oculare da 25mm., pellicola Kodak Infrared e tempo di posa pari ad 1 secondo. Durante lo skywatch i due ricercatori non notarono niente di particolare in cielo, nemmeno il passaggio dell’oggetto, mentre la pellicola infrared sì. La temperatura si aggirava sui 14°-15° e aleggiava una strana calma….

I casi si moltiplicano. Per questo, Jerry, (perito elettrotecnico di Bosaro), Crisna (perito agrario di Ramodipalo) e Rodolfo (perito elettrotecnico di Lendinara) da qualche mese hanno dato vita al gruppo ricerche ufologiche “45° parallelo G.R.U.”, spinti dalla passione per la ricerca, dal motto “guardare il cielo per capire”.

Il 45° GRU dispone di due centri operativi nella zona del 45° parallelo per eventuali analisi, ma la sua forza sta proprio nell’operatività sul territorio, sul modo di muoversi e di intercalarsi nell’ambiente con le sue attrezzature sofisticate.

Questi gli impegni settimanali: due uscite in notturna lungo il fiume Adige, Canal Bianco e terreni adiacenti dove vengono effettuati gli skywatch (osservazione del cielo) e i landwatch (osservazione del terreno) usufruendo soprattutto la tecnologia all’infrarosso (I.R.) e all’ultravioletto (U.V.) sia nella visione che nella fotografia; due giorni vengono dedicati all’attività radiantistica, ponti radio ed all’ascolto delle onde ELF, con eventuali elaborazioni computerizzate di onde anomale; due serate (condizioni meteo permettendo) vengono dedicate alla fotoastronomia e a riprese video della luna e dello spazio.

Il 45° GRU è una vera e propria squadra composta da pochi elementi che lavorano in simbiosi, seguendo una via comune per le ricerche ed eventuali analisi; successivamente il 45° GRU potrà collaborare (dopo consultazione interna) con eventuali centri o associazioni ufologiche per ulteriori analisi o confronti. Lo scopo principale è di raccogliere più dati e prove possibili di fenomeni anomali e di natura presumibilmente ufologica, creando informazione tramite i vari mezzi di comunicazione.

“Siamo radioamatori patentati e ognuno di noi è specializzato in un particolare settore – racconta Ercolini – Io e Rodolfo ci occupiamo di fotografia e visione notturna. In più, lui è tecnico di sperimentazione di microimpianti di segnalazione a infrarosso. Crisna, invece, è tecnico di ricerca di segnali anomali. Prendendo spunto dal progetto nazionale Seti, anziché utilizzare il telescopio cerchiamo con questi apparecchi segnali sul territorio. A ogni strano avvistamento sono collegate frequenze o microonde che si traducono in brusii o fruscii che riusciamo ad analizzare grazie alla strumentazione creata da Crisna, capace di percepire onde che vanno da 0 hz a 10 ghz”.

Da anni nei cieli del Polesine, questa piccola Hessdalen veneta, strane luci appaiono, di giorno e di notte; oggetti volanti dalla forma insolita vengono avvistati; strane anomalie si manifestano in aree particolari. Tanti i testimoni, poche le persone che ne parlano.

Jerry illustra la cartina del Polesine, puntellata di cerchietti fluorescenti, adesivi. “Segnano gli avvistamenti ufologici dal 1950 al 1970 e dal 1970 ai giorni nostri – aggiunge -. Il Polesine è luogo frequentato da oggetti non identificati, soprattutto lungo Adige e Po. Proprio da noi passa una delle linee ortoteniche: collega il sud Inghilterra al Po di Gnocca. Questa teoria inattaccabile fino agli anni ‘70, ora è più dubbia in quanto i fenomeni si manifestano oggi in ordine sparso, anche se mantengono determinate caratteristiche di fissità. Avvengono, ad esempio, più frequentemente in prossimità dei cambi di stagione o di calamità naturali, vicino ai corsi d’acqua. Ultimamente, frequentate sono le zone di Guarda Veneta, Canaro, Ca’ Emo”.

Globi luminosi che stazionano in cielo e svaniscono all’improvviso; strane luci che cambiano colore e seguono traiettorie geometriche formando percorsi ad angoli di 90 gradi sulla volta celeste… Le testimonianze raccolte dal gruppo sono seguite da verifiche che spesso portano anche al ritrovamento, sul terreno sottostante, di strani filamenti, simili a ragnatele. “In realtà, si tratta di bambagia silicea, ovvero boro, silicio, calcio e magnesio, materiale che si deposita sulla superficie terrestre dopo il passaggio degli Ufo – conclude Jerry – Non pretendiamo né imponiamo verità, ma siamo aperti a possibili risposte”.

“Nel nostro lavoro – concludono i nostri appassionati del cielo – ci serviamo di tabelle di astronomia e di aeronautica. Se l’oggetto non rientra nelle due categorie, non è quindi una stella, un asteroide, un aereo, o una stazione orbitante, per noi resta un oggetto inidentificato. Verrà quindi riportato sul sito www.45gru.it. Se qualche luminare in materia vuole azzardare ipotesi o aiutarci, siamo contenti di accoglierlo“.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Elisabetta Zanchetta. “45° Parallelo G.R.U.”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/45-parallelo-g-r-u/

Pubblicità