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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Nuovo look per la Torre dell’Acquedotto

Il progetto dell’Istituto Bernini, finanziato dalla Fondazione CaRiPaRo. Finalità culturali e turistiche nel futuro della storica struttura

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 32 2006 pp. 168–169

L’Amministrazione comunale di Rovigo ha approvato, lo scorso agosto, il recupero della Torre Piezometrica dell’acquedotto di Rovigo. Lo stimolo è venuto, ancora una volta, dalla scuola per Geometri cittadina, che non finisce di sorprendere per la capacità di dar vita ad iniziative legate ad una positiva ricaduta sul territorio, grazie al coinvolgimento fattivo sia dgli allievi che dei docenti.

Il progetto dell’Istituto “Bernini” è stato eseguito dalla classe IV R, coordinata dall’ing. Claudio Pigato, con la collaborazione dell’architetto Giovanna Bordin che ha tenuto agli allievi due brevi lezioni, per inquadrare la figura del progettista della struttura e dei movimenti architettonici dell’epoca, fortemente caratterizzata dai canoni dell’estetica dominante nel ventennio fascista.

La proposta progettuale di recupero e valorizzazione ha vinto il Concorso della Fondazione CARIPARO. Pertanto il recupero è stato finanziato dalla stessa per un importo di 540.000 euro.

Va detto innanzitutto che la “Torre” è stata progettata e realizzata tra il 1932 e il 1936 dall’architetto Giuseppe Vaccaro ed inaugurata – come era stato riportato sul quotidiano Polesine fascista, “..alla presenza dell’inviato del Duce…”. L’opera, ideata per soddisfare il bisogno di acqua potabile della città, era dotata di un impianto in grado di distribuire l’acqua per le civili abitazioni e per le fontane pubbliche, le quali assicuravano la fornitura anche a chi non aveva un impianto in grado di raggiungere l’interno della propria abitazione.

Attualmente la torre, dopo le modifiche apportate nel 1966, versa in uno stato di degrado generale ed è utilizzata solo parzialmente ad uso magazzino, nonostante abbia un indubbio valore sotto il profilo storico ed architettonico per la città di Rovigo.

Lo studio della “torre” si è sviluppato nelle seguenti fasi: ricerca storico-catastale, rilievo topografico-geometrico, documentazione fotografica e proposta progettuale di intervento.

I giovani allievi impegnati nel rilievo hanno evidenziato il deterioramento delle strutture in calcestruzzo armato dei costoloni di sostegno, ammalorate in molti punti, con distacco di parti del copriferro in molte zone e conseguente messa a nudo di barre dell’armatura metallica. Ciò ha causato l’ossidazione delle stesse innescando una reazione a catena di sgretolamento del calcestruzzo che bisogna fermare urgentemente per evitare danni irreversibili alla struttura.

Per quanto riguarda l’intervento, volto oltre che alla conservazione della struttura anche a consentire un nuovo corso storico della “torre”, riconvertendola a finalità di tipo turistico-culturale, i punti fondamentali del progetto prevedono innanzitutto l’installazione di un ascensore panoramico per 12 persone all’interno della struttura del diametro di 12 metri, mentre all’esterno è stata progettata una scala di sicurezza.

Molto interessante risulta la proposta di riutilizzo degli ambienti dei cinque piani, che sono stati ripensati in modo da ospitare: al piano terra un punto ristoro; al primo piano il Museo dell’acqua, tanto importante per le esperienze effettuate nel nostro territorio in campo idraulico; nel secondo livello uffici accessibili al pubblico come l’Informagiovani; al terzo piano una biblioteca ed un archivio storico; nell’ultimo piano, che dispone di una vista panoramica, una sala conferenze di 40 posti.

Ma la proposta dell’Istituto Bernini va oltre, prevedendo l’installazione di una stazione permanente GPS, la prima di tutta la provincia, in grado di collegarsi ai satelliti che orbitano attorno alla terra e di fornire quei rilievi topografici che servono a tutti gli operatori del settore. In questa fase non è escluso infine il recupero funzionale della cisterna con cambiamento di destinazione d’uso e del suo terrazzo di copertura, e ciò in modo da garantire la possibilità di fruire di una impareggiabile vista panoramica sulla città. La gestione della stazione GPS potrebbe essere fatta in collaborazione con la Scuola proponente, mentre quella della struttura potrebbe essere affidata anche ad alcune associazioni.

L’istituto per Geometri “A. Bernini” di Rovigo, con questo progetto si conferma dunque come una scuola quanto mai radicata al territorio, spesso in grado di stupire per l’originalità delle proposte, volte a riqualificare beni architettonici segnati dal degrado del tempo, richiamando l’attenzione di quanti hanno a cuore un futuro più consono per il capoluogo polesano che, con sempre maggior determinazione, ambisce ad accreditarsi come città d’arte, aperta alla visitazione turistica.

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “Nuovo look per la Torre dell’Acquedotto”. Ventaglio Novanta, n. 32, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuovo-look-per-la-torre-dellacquedotto/

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