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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

Il delta in epoca risorgimentale

Un prossimo film ispirato alla tragica fine del Ciceruacchio, garibaldino portato alla ribalta da un libro di Claudio Modena

di Anna Volpe e Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 33 2006 pp. 168–171

Polesine: terra di fiumi e di canali, di miti e di leggende, di nebbie e di silenzi profondi, di canti di garzette e aironi, di cormorani e cavalieri d’Italia, che delle golene, degli scanni, canneti e lagune hanno fatto la loro dimora ideale. Terra che si accende di colori caldi nella bella stagione, il rosso dei papaveri, l’oro del grano, il giallo dei girasoli, che ci portano col pensiero alle vaste distese di campi nella lontana Russia. Luogo pieno, talvolta, di contraddizioni, ma che ci fa ancora sognare.

Di questa particolarità se ne sono accorti alcuni registi italiani, che hanno girato diversi film nelle annate trascorse, da Riso amaro al Il mulino sul Po, da Ossessione a Paisà, da Scano Boa a La donna delle meraviglie, da Notte Italiana a molti altri. E in questi ambienti, tra mare e nebbia, verranno prossimamente girate le scene tratte dal libro dello scrittore e storico portotollese Claudio Modena “Ciceruacchio – Angelo Brunetti capopopolo di Roma – Patriota del Risorgimento” che diventerà un film sul Risorgimento italiano. Esso, inoltre, farà parte delle manifestazioni internazionali per il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.

A darne notizia è stato lo stesso autore, che nella capitale, dove da oltre vent’anni vive e lavora, ha presentato la sua ultima fatica letteraria, edita da Rizzoli. L’evento, a cura dell’Associazione dei Veneti a Roma e dell’Istituto Internazionale di studi “G.Garibaldi”, si è svolto nella capitale a Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù.

Il libro è stato particolarmente apprezzato dai nomi più famosi della cultura romana “come opera singolare nella sua stesura, che si differenzia per gli aspetti descrittivi dalle opere precedenti effettuate da altri autori”. Padre Bernard Ardura, segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, manifestando le sue vive congratulazioni all’autore Claudio Modena, si è così espresso: “Una pubblicazione documentata e arricchita di un apparato bibliografico e critico di notevole levatura, un lavoro che passa in rassegna, con una lettura diacronica e sincronica insieme, alcuni personaggi chiave del Risorgimento e mette in risalto avvenimenti che vedono protagonista il Brunetti e la sua vicenda umana e politica, da Roma al Delta del Po, luogo della sua morte”.

“Ciceruacchio è uno dei personaggi tipici degli entusiasmi, dei controentusiasmi e di un personale tramonto in armi- scrive nella prefazione al volume il senatore Giulio Andreotti”. Nel Delta Padano il ricordo di Ciceruacchio era sempre stato tenuto vivo dai patrioti polesani e un bel busto fu inaugurato l’11 agosto 1912 a Porto Tolle. Intorno agli anni cinquanta l’Amministrazione Comunale lo sostituì con un nuovo monumento che veniva collocato nella piazza omonima ed antistante il Municipio di Porto Tolle, paese in cui egli con i figli Luigi e Lorenzo ed un manipolo di uomini di sicura fede garibaldina venne e arrestato e fucilato dagli Austriaci. Era il 10 agosto del 1849.

Popolano autentico, figlio di un maniscalco romano, grande trascinatore di folle e strenuo difensore della Repubblica Romana, dopo la capitolazione seguì Garibaldi a Porto Cesenatico, imbarcandosi per Venezia. Ostacolato da vedette austriache, prese terra sulla spiaggia della Mesola, attraversò il confine veneto a Goro, ma qui, forse tradito, fu arrestato e rinchiuso nella caserma di Ca’Tiepolo fino al tragico epilogo.

Al libro di Claudio Modena, definito dal Commissario straordinario del Parco del Delta Luigi Migliorini “un affresco storico del Risorgimento”, è stato altresì riconosciuto il merito di “fare apprezzare, grazie ad una bibliografia completa, il personaggio Ciceruacchio, nonché quello di far conoscere da vicino i luoghi toccati” che potrebbero essere i più adatti per l’ambientazione delle scene del film, come suggerisce il portotollese Maurizio Ferro all’autore e al produttore del film, il principe Enrico Filadoro Caracciolo. Testimonianze artistiche, cimeli d’epoca e una ricca documentazione archivistica su quegli anni sono conservate nella sede storica dell’Istituto Internazionale di Studi “G.Garibaldi”, nato dalla Società di “Mutuo Soccorso” fondata a Roma nel 1871 dall’eroe dei due mondi, e potrebbero essere visionate per le scene del film. Il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, nel suo intervento fatto pervenire in occasione della presentazione del libro, ha auspicato che “la cinematografia si impegni in modo storicamente serio per sviluppare i temi di un periodo tanto entusiasmante della nostra storia”.

Tutto ciò costituisce naturalmente motivo di grande soddisfazione per Claudio Modena, scrittore e storico nativo di Porto Tolle, autore di numerosi libri su personaggi che hanno caratterizzato la storia del Polesine, a cominciare da Giacomo Matteotti, figura a lui molto cara, cui ha dedicato vari interventi tra cui: “Giacomo Matteotti 1885-1985 – Riformismo e Antifascismo”; “La vita, l’opera, il martirio di Matteotti” (raccoglie l'ampia documentazione che l' allora giovane studente universitario consultò per scrivere la tesi di laurea, “Giacomo Matteotti e la sua azione politico-amministrativa nel Polesine”, discussa all'Università di Roma “La Sapienza” con Gabriele De Rosa e Renzo De Felice.

Altro personaggio studiato da Claudio Modena è stato Nicola Badaloni, medico socialista di Recanati morto a Trecenta, ed infine si è concentrato sulla figura di Ciceruacchio – Angelo Brunetti, capopopolo di Roma – patriota del Risorgimento.

Per le sue pubblicazioni è stato insignito della Medaglia d’oro della Comunità Europea, della Medaglia d’oro dell’Istituto internazionale di Studi Beato Pio IX e del premio della Cultura della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Da circa vent'anni Claudio Modena si è trasferito per lavoro a Roma, presso il Ministero per la Difesa dell’Ambiente e di recente è stato nominato Ispettore Onorario per i Beni Architettonici e Paesaggistici con competenza per l’area del Basso Polesine. Una nomina ispirata dalla competenza e dalla professionalità espressa dallo studioso di Porto Tolle, che conosce molto bene i problemi del territorio del Delta, sua terra d’origine verso la quale ha sempre mostrato un fortissimo attaccamento, rendendosi altresì sempre partecipe nell’affrontare, accanto ai suoi conterranei, le problematiche di sviluppo e di tutela dell’area.

Il neo ispettore vanta inoltre un curriculum di tutto rispetto: ha ricoperto incarichi di responsabilità presso molteplici istituzioni pubbliche e governative, è stato consigliere di diversi ministri e sottosegretari di stato.

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Come citare questo articolo

Anna Volpe, Roberta Fava. “Il delta in epoca risorgimentale”. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-delta-in-epoca-risorgimentale/

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