Un nuovo modo di vivere la storia, affiancando a quella ufficiale la conoscenza degli avvenimenti locali. Questo il punto di partenza del percorso di riscoperta della Carboneria a Crespino, ideato dalla Cooperativa Turismo & Cultura di Rovigo. L’iniziativa è stata illustrata nello scorso mese di dicembre agli insegnanti e agli studenti delle scuole dalle responsabili del progetto, la dott.ssa Emanuela Rizzi, insieme alla presidente della Cooperativa Donatella Girotto.
La presentazione ufficiale si è svolta nella sala consiliare del Municipio di Crespino, alla presenza delle autorità locali, del sindaco Luigi Ziviani e di Sergio Garbato e Mario Cavriani, in veste di storici e conoscitori della storia locale. Il percorso si pone come obbiettivo principale quello di far rivivere i luoghi della storia, affiancando ad un ciclo di lezioni introduttive al movimento storico, un percorso guidato volto alla scoperta delle ville e degli angoli caratteristici della “Crespino carbonara”.
La Carboneria rimane nella memoria come un movimento storico politico decisivo per l’evolversi delle idee di emancipazione e di lotta contro il nemico austriaco, base culturale su cui poi nascerà il Risorgimento italiano. Nonostante questa sua profonda importanza storico culturale però, il movimento è stato troppo spesso tralasciato, a dispetto degli avvenimenti della “grande storia”, e le testimonianze polesane dimenticate negli archivi storici locali.
L’iniziativa della Cooperativa si propone pertanto di recuperare le radici comuni di un passato non troppo lontano. Anche Crespino infatti, insieme a Fratta Polesine, Polesella e Rovigo, ha vissuto uno dei momenti di spicco dello sviluppo degli intrighi carbonari. Proprio qui Felice Foresti, Vincenzo Carravieri, Giovanni Bacchiega e Benvenuto Tisi, tra il 1818 e il 1819, si riunivano in gran segreto nelle ville crespinesi per studiare un piano di rivolta contro il nemico austriaco.
L’Itinerario Carbonaro si articola su vari livelli, a seconda delle richieste delle classi o dei turisti interessati ad approfondire la storia del Polesine, muovendosi però sempre di pari passo con il territorio.
Decisiva l’esperienza diretta con i luoghi della storia. Calandosi personalmente nelle vesti degli antichi carbonari, i ragazzi diventano i veri protagonisti delle vicende.
La visita al centro storico di Crespino, tappa fondamentale nel progetto di riscoperta e rivalutazione della storia locale, parte da Piazza XX Settembre, teatro della sommossa antinapoleonica del 1805, evento fondamentale per capire l’evolversi degli avvenimenti successivi. Qui si può vedere l’edicola e l’epigrafe in ricordo dell’esecuzione di Giovanni Albieri, detto “Veneri”, giustiziato il 14 ottobre 1806 sulla allora Piazza della Pretura. Tappa successiva del percorso guidato, la Villa dei Principi Pio Falcò, ora Longhi, che divenne il nascondiglio dello stilo carbonico, delle insegne, degli statuti della setta e soprattutto dello scottante documento della “Costituzione Latina”.
L’itinerario prosegue nella monumentale Piazza Fetonte di fronte la casa di Vincenzo Carravieri, esponente di spicco del Risorgimento Polesano e della Carboneria crespinese, uno dei luoghi di incontro segreto dei carbonari crespinesi. La visita si conclude quindi sotto il portico dell’attuale Palazzo Municipale, dove si più ammirare la lapide affissa nel 1906 in ricordo dei militi della Guardia Nazionale collegati all’”insorgenza” antifrancese.
Da ultimo, uno sguardo al busto e all’epigrafe che commemorano Vincenzo Carravieri collocata nella scalinata del Palazzo Municipale.
Il progetto prevede inoltre che i ragazzi delle scuole partecipino attivamente al percorso guidato. Anche la lezione in classe di introduzione al movimento storico infatti non sarà di semplice teoria. I ragazzi saranno chiamati a calarsi nelle vesti dei veri Carbonari, recitando, ad esempio, il giuramento degli iniziati alla setta. Durante la visita in paese poi, scatteranno alcune fotografie dei luoghi più significativi della Carboneria crespinese, in modo da ricostruire in un secondo momento lo sviluppo del movimento, dalla nascita delle idee e dei piani di rivolta, fino allo scoppio dei moti carbonari. Il lavoro si completerà con le ricerche sul tema che i ragazzi condurranno nella biblioteca comunale insieme alla dott.ssa Rizzi, che li seguirà durante l’intero progetto.
Il risultato finale verrà illustrato a fine anno scolastico durante il “Meeting della Didattica” organizzato dalla Cooperativa Turismo & Cultura, una giornata di incontro e scambio tra tutte le scuole della provincia.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Beatrice Rizzi. “I giovani e la Carboneria”. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-giovani-e-la-carboneria/