L’avvio delle manifestazioni per il 2° centenario della nascita di Garibaldi è coinciso a Rovigo con l’inaugurazione dei lavori di restauro del monumento dedicato al più amato interprete del Risorgimento italiano.
E’ stato il FAI (Fondo Ambiente Italiano) a farsi promotore dell’iniziativa, inserita nell’àmbito delle manifestazioni per la XII Settimana dei Beni Culturali, ed ideata in particolare per sottolineare la felice conclusione dei lavori di restauro della statua equestre, opera dello scultore Ettore Ferrari.
Il taglio del nastro tricolore, posizionato ai piedi del monumento, è stato effettuato da Marina Mini, presidente della delegazione polesana del FAI, e da Nadia Romeo, assessore dell’amministrazione rodigina, le quali hanno sottolineato l’importanza dell’opera realizzata nel 1896 da Ettore Ferrari e l’opportunità del restauro, che ha riportato all’originario splendore la statua bronzea aggredita dalle insidie del tempo e troppo a lungo rimasta priva di interventi di manutenzione.
E’ seguito un momento commemorativo, ed esplicativo dell’intervento di restauro, svoltosi nella vicina “Sala Arzenton” del Consorzio di Bonifica dove, dopo le parole di saluto del presidente del Consorzio Marino Bianchi, è intervenuto l’architetto Federico Candian dell’impresa Arte e Restauro di Padova che, con l’utilizzo di immagini fotografiche, ha documentato la situazione antecedente i lavori di ripristino e i risultati del complesso intervento che ha riportato all’originario splendore l’opera.
Simpatica ed applauditissima la successiva relazione di Raffaele Pasquali, un ragazzino delle elementari di Crespino, che ha illustrato il frutto di una sua personale ricerca sull’eroe dei due mondi. La parola è poi passata al prof. Lino Segantin che ha ricordato la profonda amicizia che legò Garibaldi a Jessie White, la quale col marito, il lendinarese Alberto Mario, fu al fianco del generale col ruolo di infermiera durante la Spedizione dei Mille, partecipando poi a tutte le successive battaglie che videro i garibaldini in prima fila, compresa la spedizione del 1870, in cui Garibaldi mise la sua spada al servizio della repubblica parigina nata dopo l’invasione della Francia da parte della Prussia.
Ha concluso la seguita manifestazione la prof.ssa Maria Teresa Pasqualini Canato che ha ricordato la figura del proprio bisnonno, Remigio Piva, a fianco di Garibaldi dalla Spedizione dei Mille in poi. Remigio Piva fu sindaco di Rovigo negli anni successivi all’unione del Veneto all’Italia e, alla morte di Garibaldi, presidente del comitato promotore del monumento rodigino. Tra i progetti presentati, la scelta della commissione si indirizzò su un bozzetto che Ettore Ferrari aveva già esibito al concorso indetto per il monumento di Garibaldi a Roma. Bozzetto che non era stato premiato come vincitore anche per le note posizioni decisamente anticlericali ed antisabaude in più occasioni manifestate dallo scultore e per questo motivo inviso alla monarchia.
Fu così che il progetto di Ettore Ferrari, individuato come eccellente per la realizzazione del monumento rodigino, venne innalzato nella pubblica piazza il 15 novembre del 1896, e da molti è tuttora ritenuto la più bella e significativa opera equestre italiana dedicata all’eroe dei due mondi.
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Ventaglio Novanta. “L’anno di Garibaldi”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/lanno-di-garibaldi/